Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: mercoledì 18 maggio 2022

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1499

COMMENTI - PAGINA 69

DATA 25/01/2019 18:33:12 - AUTORE Elena

I disturbi specifici dell'apprendimento includono nel proprio alveo un mondo complesso , fatto di difficoltà,successi,pregiudizi, speranze,aspettative ed emozioni.Le emozioni e l'apprendimento sono due facce della stessa medaglia:è possibile apprendere solo se la motivazione ad apprendere , è emotivamente significativa. Il soggetto con DSA deve percepire il momento dell'apprendimento come un momento esperenziale utile e nutriente, ossia come una fase di crescita. Elena D122T

DATA 25/01/2019 18:51:02 - AUTORE Elena

L'acronimo DSA, disturbi specifici dell'apprendimento, indica una certa fragilità che agisce nei processi neuropsicologici, indispensabili per acquisire competenze di base per l'apprendimento. Nell'alveo dei DSA non sono comprese le difficoltà nell'apprendere afferenti a: ritardo mentale, handicap, svantaggi socio-culturali, ecc.I disturbi evolutivi specifici dell'apprendimento includono i soli disturbi delle abilità scolastiche che possono presentare studenti per il resto normali. Si presentano in età evolutiva e riguardano alcuni processi propedeutici all'apprendimento, denominati automatismi: decodifica,associazione fonema-grafema. Elena D122T

DATA 25/01/2019 19:35:28 - AUTORE teresa

Sono insegnante di sostegno da due anni e sento il bisogno di studiare, di aggiornarmi costantemente. Purtroppo certe problematiche a scuola vengono "prese sotto gamba" proprio perchè non si è preparati e spesso non si capisce la vera difficoltà del ragazzo. Ci vorrebbe inoltre più collaborazione tra famiglia, insegnanti e dottori. Grazie per l'opportunità che ci date con i vostri corsi on-line.

DATA 26/01/2019 17:50:46 - AUTORE AntoniettaD345O

Ho ascoltato le registrazioni, ora vorrei riuscire ad applicare le indicazioni ricevute e calarle nella realtà delle classi in cui lavoro. Sono un insegnante di discipline sportive in un liceo sportivo, lavoro con studenti del primo biennio, le attività pratiche sono strettamente legate alle parti teoriche, queste possono risultare più difficili, spesso noiose. Per facilitare il loro apprendimento, non solo agli studenti DSA, come dicevate è di fondamentale importanza l'uso delle mappe concettuali, ma anche dei video, con le spiegazioni sulle modalità, le strategie, quali azioni di gioco eseguire, quale alimentazione ecc., così attraverso le immagini si ha più facilità a ricordare l'argomento affrontato, così da sostenere le prove scritte con maggiore tranquillità. E' importante aiutarli, proponendo loro delle mappe già pronte, caricate nel registro elettronico, ma anche coinvolgerli nella ricerca delle immagini e dei video.

DATA 27/01/2019 17:40:03 - AUTORE Libera_F059F

Alla fine di questo percorso, ringrazio l’Assodolab per avermi dato la possibilità di partecipare a questa grande opportunità formativa, che mi ha aiutato ad effettuare una rilevazione più puntuale dei bisogni degli alunni con DSA, grazie all’approfondita trattazione delle difficoltà cognitive che producono in questi ultimi e soprattutto mi ha suggerito gli interventi educativi e didattici più opportuni per prevenire il disagio scolastico ed aumentare l’inclusione scolastica. La varietà dei temi trattati e la ricchezza degli spunti metodologici offerti, che ha riguardato tutti gli ordini di scuola, spinge i docenti di sostegno, esperti in metodologie inclusive, a collaborare maggiormente alla realizzazione di percorsi formativi alternativi e spinge i docenti curricolari a superare una didattica trasmissiva, fondata sulle conoscenze, per passare ad una didattica per competenze, che utilizzi la progettazione di percorsi che garantiscano la massima flessibilità negli obiettivi didattici, metodi, materiali e valutazioni, che sono alla base della didattica speciale, al fine di ottimizzare le opportunità di apprendimento per tutti gli studenti.

DATA 28/01/2019 18:37:26 - AUTORE Elena

Gran parte degli studenti con DSA propone ai docenti un apprendimento molto disordinato: il disordine è sintomo di una dispersività dell'attenzione. Lo studente dice di aver dimenticato il quaderno, il il testo scolastico, la mappa e così via. In questi casi potrebbe risultare efficace la collaborazione della famiglia.Allo studente si potrà proporre di costruirsi da solo schede e mappe , utili nel corso delle verifiche o nel fare dei lavori.E' bene comunque tenere presente che gli studenti, magari non abituati a lavorare con questi strumenti, riescano immediatamente a preparare in autonomia i propri strumenti di supporto. Bisognerà che facciano un graduale percorso di lavoro , che vedrà il docente impegnato, inizialmente, nel preparare schemi e mappe , per poi, gradualmente , affidare al discente il compito di visualizzare e schematizzare contenuti. ElenaD122T

DATA 29/01/2019 15:15:08 - AUTORE Marco_C987A

Secondo me, insegnare a ragazzi affetti da discalculia è un compito estremamente difficile. In generale, la Matematica è percepita dagli studenti come una materia “difficile”. A differenza di molte altre, infatti, è una disciplina che pone immediatamente lo studente davanti al proprio errore. È evidente che, a maggior ragione, un ragazzo discalculico provi un senso di incertezza e, spesso, anche frustrazione, ogni qualvolta si trovi davanti ad un problema da svolgere. Dunque, a mio parere, è fondamentale che lo studente si appassioni alla materia, attraverso ad esempio lavori di gruppo e/o multimediali, che codifichino, principalmente, problemi di realtà. È indispensabile che egli apprenda, non tanto gli aspetti nozionistici della disciplina, quanto i risvolti pratici che tale disciplina può avere nella vita di ogni giorno. È sentore comune, infatti, che la Matematica sia “inutile”, poco “concreta”: è proprio per tale ragione, che occorre spiegare al ragazzo, soprattutto se affetto da DSA, di “cosa si tratta” e “a cosa può servire” padroneggiare un linguaggio, in apparenza, così complicato.

DATA 29/01/2019 15:37:46 - AUTORE cinziac978n

Con l’esperienza, in questi anni di insegnamento, ho imparato a non dare nulla per scontato infatti per poter ottenere dei buoni risultati con i ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento è necessario che ogni docente chiarisca tutti i dubbi e sappia rispondere a tanti quesiti anche quelli dei genitori, i quali spesso hanno tante questioni irrisolte e si pongono con ansia rispetto al significato della diagnosi. Ritengo che una parte consistente del lavoro del docente consista prima di ogni cosa nell’accogliere i vissuti e le preoccupazioni per poi, impostare un metodo di lavoro adeguato e tale da far perseguire l’autonomia di questi ragazzi. Proprio per questo, diventa necessaria per tutti i docenti, oggi più di ieri, l’esigenza di una formazione adeguata in tale settore che promuova l’acquisizione di competenze didattiche ed educative specifiche per poter dare un aiuto concreto a quei ragazzi che presentano difficoltà scolastiche e DSA. Negli ultimi anni, infatti, si è avuto un grosso aumento di certificazioni di DSA, al quale però non è corrisposto un potenziamento delle risorse in modo tale da supportare adeguatamente tutti coloro che entrano in relazione con il ragazzo con tale disturbo. Un docente deve necessariamente formarsi e specializzarsi rispetto alle tecnologie per l’apprendimento per offrire un aiuto concreto e non astratto o generico. Agli insegnanti è richiesto un percorso formativo che li aiuti a capire in che modo possono affrontare le diverse tematiche che entrano in gioco quando parliamo di DSA: specialmente gli aspetti psicologici e relazionali ma anche quelli connessi all’utilizzo degli strumenti compensativi in classe quali strumenti e software utilizzare per creare una didattica veramente inclusiva. Il docente deve essere orientato agli aspetti pratici della didattica ed oltre a possedere conoscenze teoriche relative alle problematiche legate all’apprendimento, è necessario che fornisca ogni giorno risposte concrete allo studente e sappia tenere una buona relazione con lo studente e la famiglia.

DATA 29/01/2019 18:38:40 - AUTORE LoredanaH501A

Nel corso degli ultimi anni di insegnamento ho notato un notevole incremento, nella scuola, della presenza di alunni con DSA.Spesso si tratta di disagi relativi a ragazzi provenienti da altre nazionalità che si inseriscono faticosamente nelle comunità sociali e di conseguenza nella scuola. Alle difficoltà di linguaggio ( spesso dei componenti di tutto il nucleo familiare) si aggiungono quelle delle relazioni con l'ambiente esterno che condizionano, spesso negativamente, anche le dinamiche comportamentali degli alunni all’interno della scuola. Fortunatamente nella scuola si pone una maggiore attenzione nell’ individuare e conoscere le problematiche presenti tra gli alunni, consentendo di intervenire precocemente con appropriati provvedimenti. Individuare velocemente queste problematiche permette di utilizzare strumenti che facilitano le attività che non solo vanno a supporto della didattica ma rafforzano l' autostima necessaria per una crescita normale ed armoniosa all’interno della comunità scolastica. Le normative sui DSA fanno riferimento anche agli alunni stranieri, occorre quindi attivare dispositivi di supporto adeguati dotando le scuole di laboratori linguistici che gli alunni possono frequentare per alcune ore settimanali o comunque dare agli insegnanti la possibilità di effettuare un intervento sistematico e continuativo

DATA 29/01/2019 19:05:46 - AUTORE RosangelaL419G

Sto giungendo alla fase finale del corso Basic-DSA. Con mia grande soddisfazione, ho constatato che tale corso mi ha fornito elementi significativi per attuare, nelle classi con alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, una didattica appropriata e specifica. Ciò perché, grazie alle misure dispensative e agli strumenti compensativi trattati nel corso, sarà più semplice il raggiungimento del successo formativo dell’alunno. Grazie a tali misure, l’allievo si sentirà più motivato ed ‘accompagnato’ nel suo percorso formativo. Concludo, ribadendo anche la necessità di attuare percorsi didattici individualizzati, che siano però basati su una metodologia condivisa tra tutti gli insegnanti.

DATA 29/01/2019 19:24:13 - AUTORE MARIKA

Come docente di economia, mi sono spesso trovata ad affrontare problemi legati alla discalculia. Così come per la matematica i ragazzi affetti da questo disturbo vanno in ansia immediatamente, ancor prima di eseguire un esercizio esprimono con il loro viso tutto il loro disagio e la loro rassegnazione del “non ce la posso fare”. Ho sempre cercato innanzitutto di rassicurarli con un atteggiamento rassicurante da parte mia, facendogli notare che ancor prima del risultato nudo e crudo, a me interessa il ragionamento, il come si arriva a quel risultato. Poi ovviamente l’utilizzo degli strumenti compensativi e dispensativi gioca un ruolo importante. In alcuni casi mi sono ritrovata a dover spiegare al ragazzo come si scrive sulla calcolatrice, come fare un buon uso degli schemi e delle mappe e soprattutto come ideare una buona mappa concettuale efficace. Mi auguro di riuscire in futuro ad essere sempre molto flessibile e opportuna negli insegnamenti con questi ragazzi .

DATA 30/01/2019 10:34:12 - AUTORE ANTONIOH383W

Nella mia esperienza come docente, sia curriculare che di sostegno, ho incontrato diversi alunni con bisogni educativi speciali. Penso sia importante approcciarsi a questi studenti in modo da coinvolgerli e motivarli allo studio. Essendo io docente di attività laboratoriale di tipo elettrico ed elettronico ho cercato di proporre attività pratiche che sono risultante, anche per gli studenti con difficoltà di apprendimento, veramente interessanti e funzionali. Gli studenti con bisogni educativi speciali o con difficoltà di apprendimento fanno spesso fatica a lavorare sui testi di studi che, in molti casi , risultano complessi e troppo teorici. Avvicinare invece lo studente ad un argomento partendo da una attività pratica può essere spesso molto più produttivo e soprattutto offre all'alunno la possibilità di meglio esprimere il proprio potenziale.

DATA 30/01/2019 10:42:26 - AUTORE ANTONIOH383W

Un grande supporto nella didattica per gli alunni con difficoltà di apprendimento è offerto dalle tecnologie informatiche. Essendo io stesso appassionato di tecnologia mi sforzo di ricercare e utilizzare gli strumenti ed i programmi che ritengo più opportuni ed utili a seconda della tipologia del disturbo. Un programma che ritengo molto valido e funzionale è il symwriter, in quanto associa il concetto o la parola ad immagini o foto, spesso molto significative ed efficaci. Il programma consente anche di trasformare il progetto in file audio che favorisce la memorizzazione dei contenuti.Anche l'utilizzo della Lim o di video sono in grado di attirare l'interesse e la partecipazione degli studenti, che ritengo fondamentali ai fini dell'apprendimento.

DATA 30/01/2019 12:36:51 - AUTORE Lore

Alla fine di questo evento formativo molto utile per noi docenti, voglio esprimere le mie considerazioni sui bambini che manifestano DSA: questi soggetti compensano le difficoltà nella lettura sviluppando particolarmente il pensiero visuo-spaziale: significa che prediligono per esempio focalizzarsi su immagini, filmati e schemi, la loro natura li porta a spostare l’attenzione su più stimoli contemporaneamente, questo comportamento se in apparenza potrà apparire come incapacità a concentrarsi su un unico stimolo, in realtà è una strategia compensativa e non andrà repressa. Inoltre, credo che le famiglie debbano avere un ruolo molto importante nel percorso educativo e formativo del DSA, ritengo necessaria la manifestazione di piena fiducia nei bambini che, disorientati dai loro insuccessi scolastici, se non sostenuti a casa potrebbero perdere il senso di adeguatezza se non vengono compresi nelle loro potenzialità e nelle strategie che mettono in atto per affrontare i problemi.

DATA 31/01/2019 15:14:53 - AUTORE AntoniettaB690X

Buon pomeriggio, a conclusione di questo percorso formativo, desidero rivolgere i miei complimenti ad ASSODOLAB per la completezza e la chiarezza. Pur avendo frequentato altri corsi di formazione ho trovato spunti interessanti per sperimentare strategie didattiche in favore degli alunni con diagnosi di DSA. La parte che ho trovato di grande interesse è stata quella relativa ai consigli e ai suggerimenti su come procedere nell’attività didattica , poiché noi docenti dobbiamo aiutare gli alunni a sentirsi veramente in grado di apprendere le materie di studio, rassicurandoli in merito al fatto che ognuno imparerà con i propri ritmi e lodando ogni passo in avanti, per quanto piccolo. Inoltre, poiché gli allievi con DSA sono lenti a produrre risposte, è necessario che noi insegnanti aspettiamo rispettosamente che pervengano ai risultati attesi , prestando tuttavia attenzione ai segnali che potrebbero indicare che non sanno come procedere e incoraggiandoli a esporre le loro difficoltà. Tutto ciò con tutti gli strumenti a nostra disposizione, anche con il supporto di software specifici, che potrebbero essere di grande aiuto sia a noi docenti che ai ragazzi stessi.

DATA 31/01/2019 16:45:33 - AUTORE SabinaE815M

I cosiddetti bisogni educativi speciali sono una questione estremamente complessa, un aspetto fondamentale dell’attività del docente che lo porta a fare scelte, per fortuna, sempre più consapevoli e personalizzate. Il rischio maggiore è l’inadeguatezza degli interventi che si mettono in atto; nel caso, invece, la preparazione professionale sia assicurata da una costante riflessione pedagogica, accompagnata da un continuo aggiornamento, il rischio può diventare l’identificazione di mere “difficoltà” con i “disturbi” dell’apprendimento, accentuando l’aspetto clinico rispetto a quello formativo-educativo. Il riconoscimento di un bisogno educativo speciale ha come fine, indipendentemente dagli strumenti compensativi e/o dispensativi adottati e dai percorsi programmati, l’accesso alla conoscenza, si potrebbe dire la creazione di un sistema di pari opportunità nella formazione culturale, che superi differenze e categorizzazioni. L’obiettivo da porsi è il raggiungimento di un buon grado di autonomia, da parte dell’alunno, nell'apprendere e nell'operare, senza la necessità della presenza di un mediatore.

DATA 31/01/2019 20:18:19 - AUTORE Mariagrazia_L419Y

Grazie a questo percorso formativo ho avuto modo di riflettere maggiormente sulla complessità della società odierna che inevitabilmente si riflette anche sul mondo scolastico. A causa di questa complessità , in ogni classe è possibile trovare alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di situazioni. Pertanto il ruolo del docente risulta essere multiforme e si troverà davanti una sfaccettata galassia di difficoltà, legate ognuna a una singola storia di un singolo alunno. Sfaccettature che riuscirà a leggere grazie anche a una sempre maggiore capacità osservativa e interpretativa. Questo corso, in parte, mi ha dato la possibilità di rendermi conto ancora di più che le classi sono formate da alunni che percepiscono essere sempre più diversi. Ne vedono la diversità nei processi di apprendimento, negli stili di pensiero, nelle dinamiche di relazione, nei vissuti familiari, sociali, culturali. Pertanto la mia speranza è quella di poter vedere una scuola inclusiva deve tendere a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione alla vita sociale, didattica, educativa promuovendo il diritto ad ognuno di essere considerato uguale agli altri e diverso insieme agli altri.

DATA 31/01/2019 22:42:23 - AUTORE romano_c352w

Nell'anno scolastico in corso, in veste di docente curriculare, mi trovo ad affrontare, in classi diverse, problematiche legate ad alunni con DSA e ritengo che non è assolutamente semplice individuare le strategie e gli strumenti adeguati per fronteggiarli, non avendo competenze specifiche in merito. Il corso che ho avuto il piacere di seguire ha sicuramente allargato le mie limitate conoscenze in merito, ma restano ancora molte perplessità circa l'efficacia degli interventi programmati nel PdP. Penso che nelle scuole bisognerebbe istituire uno sportello che offra agli operatori della stessa, ai ragazzi e alle famiglie un servizio sul tema dei disturbi specifici dell'apprendimento: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, perché è dovere di una scuola veramente inclusiva garantire il successo formativo di ciascuno studente attraverso la presa in carico dei diversi bisogni e delle diverse modalità di apprendimento, con l’elaborazione e la messa in atto di strategie e metodologie didattiche personalizzate. Attraverso l’utilizzo di opportune strategie compensative e dispensative, nonché di strumenti didattici e tecnologici facilitanti la prestazione richiesta, la scuola può e deve condurre lo studente con DSA alla piena realizzazione delle sue aspettative ed attitudini, accrescendone l’autostima e mirando a valorizzarne i punti di forza. Nella predisposizione degli interventi educativo-didattici a favore dello studente con DSA, individuati ed inseriti nel suo Piano didattico personalizzato, è fondamentale la collaborazione sinergica della famiglia e lo sportello di ascolto servirebbe a fornire informazioni qualificate ed utili a genitori, docenti e ragazzi stessi per renderli sempre più consapevoli dei loro processi cognitivi con la possibilità di confronti continui.

DATA 10/02/2019 17:40:45 - AUTORE alessandra_E463M

Gli insegnanti devono attuare strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo attraverso didattiche speciali e allo stesso tempo favorire situazioni didattiche formative e relazionali mirate a realizzare un processo d’integrazione, intensificando e ampliando i momenti di socializzazione e condivisione all’interno della classe. È importante insegnare all’alunno la gestione dello stress e aiutarlo nel raggiungimento della consapevolezza di poter riuscire nel compito e sottolineare il suo miglioramento rispetto al livello di partenza.

DATA 10/02/2019 18:08:06 - AUTORE ANNALISA_E463Q

Salve, lavoro nella scuola primaria dove, negli ultimi tempi, ho notato un numero sempre maggiore di alunni che presentano difficoltà di vario genere. Il compito di ogni insegnante è quello di individuare tempestivamente, se possibile, le problematiche presenti tra gli alunni, intervenendo con misure compensative e dispensative in modo da semplificare le attività didattiche e rafforzare l'autostima degli allievi. Pertanto, ritengo che un'insegnante, debba tenersi costantemente aggiornato con una formazione adeguata finalizzata ad acquisire competenze didattiche ed educative per dare supporto agli studenti in difficoltà.

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