Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: venerdì 20 ottobre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1250

COMMENTI - PAGINA 49

DATA 18/11/2016 19:22:01 - AUTORE FlorianaC130O

Giunta alla fine di questo percorso formativo sui Bes che ho trovato molto interessante, ho compreso quanto sia importante non trascurare le attenzioni richieste da particolari alunni, necessarie per l'inserimento di tutti nel gruppo classe e per la crescita umana e culturale di ciascun allievo. Il coinvolgimento dei team e dei consigli di classe, è fondamentale per il successo scolastico. La “cura educativa” da parte dell’ intero consiglio di classe degli alunni con BES potrebbe essere certamente la chiave di svolta per una didattica inclusiva, individualizzata e personalizzata. Ogni ragazzo esprime bisogni di formazione il cui soddisfacimento è necessario per farne esplodere le potenzialità e ogni ragazzo ha diritto ad esprimere le proprie potenzialità. Fondamentale è, inoltre, la progettazione e il lavoro quotidiano per crescere insieme, superando la separatezza del programma disciplinare di ogni docente. L’individualizzazione/personalizzazione coma risposta didattica ai BES, si scontra, spesso, con la richiesta dell’omogeneità degli esiti finali e ciò è particolarmente evidente nella scuola superiore. Pertanto, è necessario superare la valutazione “tradizionale” favorendo la valutazione per competenze.

DATA 18/11/2016 20:38:20 - AUTORE patrizia

Giunta alla fine del corso, ritengo che in una prospettiva di integrazione ed inclusione dove le differenze vengono riconosciute e valorizzate, la scuola di oggi oltre agli interventi personalizzati, agli strumenti compensativi e dispensativi deve predisporre dispositivi organizzativi e procedure innovative che possano rispondere ai nuovi bisogni emergenti.

DATA 19/11/2016 00:48:16 - AUTORE CAROLINA_E974Z

Sono un'insegnante generalista di scuola primaria. Nel corso della mia carriera ho avuto l'onere e l'onore di annoverare tra i miei alunni ragazzi considerati "difficili", che spesso erano incompresi e denigrati per il loro comportamento dai compagnie dai loro rispettivi genitori. Quei bambini difficili continuavano a vivere il loro disagio, amplificato dagli atteggiamenti del gruppo -classe in cui erano inseriti. Da parte mia ho sempre cercato di mettere a tacere le lamentele dei genitori, che vedevano in questo o quel bambino l'elemento "disturbante", che non consentiva il regolare svolgimento delle lezioni. Ho faticato non poco ed ho sempre ribadito che la scuola è soprattutto per loro a cui tutti dovremmo dare di più..... Circa cinque anni fa, iniziando un nuovo ciclo della scuola primaria, io e le mie colleghe ci imbattemmo in un caso veramente particolare: un bel bambino, ma con dei disagi che gli causavano difficoltà di concentrazione,totale disconoscimento delle principali regole della vita scolastica,scarso rispetto per i materiali altrui, poca capacità attentiva e naturalmente molta impazienza.Questa volta però abbiamo avuto i genitori degli altri bambini dalla nostra parte, essi infatti hanno sin da subito capito e collaborato al raggiungimento dell'integrazione scolastico del bambino.

DATA 19/11/2016 11:12:39 - AUTORE iolandalmnld

Buongiorno a tutti i colleghi, ai tutor ed ai formatori del corso. Io insegno alla scuola secondaria di primo grado da 14 anni, più della metà dei quali, su posto di sostegno. La riflessione che mi sento di poter condividere con voi è relativa ai punti di “criticità” che spesso ho riscontrato nella compilazione condivisa degli strumenti normativi che regolano la didattica del sostegno e, dagli ultimi anni, che più ampiamente regolano la didattica per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali. La Scuola ha tanti strumenti e strategie per calibrare l’intervento didattico nei casi sopradetti, ma la stesura dei documenti “importantissimi” e preliminari comporta spesso delle difficoltà: 1) la necessità di un intervento progettuale collegiale…che non può essere solo a carico del docente di sostegno, 2) la ritrosia delle famiglie che spesso non vogliono accettare la necessità di una programmazione “su misura” formalmente espressa nel P.D.P. I progressi ci sono stati, grazie ai momenti di confronto e al lavoro delle associazioni, ma permangono ancora delle criticità. In questo panorama l'insegnante di sostegno ha un ruolo molto delicato farsi "mediatore" di idee e azioni condivise da tutto il consiglio di classe.

DATA 19/11/2016 14:22:49 - AUTORE vilmaE974P

Salve, sono una docente che insegna nella scuola secondaria di I° grado. Sto apprezzando molto l'iniziativa, offerta da ASSODOLAB, di seguire il corso ADVANCED sui BES perchè in modalità on-line posso gestirlo in tempi e luoghi compatibili alle mie esigenze ma principalmente perchè sento la necessità di approfondire le mie conoscenze in materia. Il successo formativo dei ragazzi è alla base della nostra attività didattica per cui è molto importante informarsi e aggiornarsi per arricchirci sia sotto il profilo umano che professionale. Compiere scelte formative e valutative, utilizzando strategie didattiche e metodologiche adatte ai diversi stili di apprendimento dei ragazzi è la nostra sfida quotidiana. Ancora più arduo diventa il nostro compito quando dobbiamo gestire il disagio. Spero di trovare in questo corso spunti per cercare di creare anche per questi casi un ambiente formativo inclusivo. Auguro a tutti buon lavoro.

DATA 19/11/2016 17:25:09 - AUTORE ROMINA

Buonasera, sono un’insegnate di sostegno della scuola primaria ho deciso di iscrivermi a questo corso perché sentivo la necessità di approfondire le tematiche relative ai Bisogni Educativi Speciali ed in particolare ai DSA, anche perché l’aggiornamento dovrebbe essere una costante sempre continua. In questi venti anni di esperienza di insegnamento ho sempre prestato attenzione alle diversità che sono presenti nei diversi contesto - classe dove ho insegnato. Ho capito, durante questi anni di insegnamento, che l’ascolto attivo con gli alunni, non solo con quelli che presentano delle difficoltà, è fondamentale per stabilire quel rapporto per procedere con serenità al processo di insegnamento-apprendimento, infatti come ho letto in un libro, “L’empatia produce una conoscenza di emozioni e sentimenti senza la quale non si può essere artigiani dell’educazione”.

DATA 19/11/2016 19:01:34 - AUTORE MARIA FLORIANNAG273L

Buonasera a tutti. Ho appena ultimato lo studio del corso advanced sui Bes attraverso la visione delle videolezioni del prof. Avalle, che ringrazio per gli spunti di riflessione che mi ha fornito all'interno del corso. La prima considerazione che faccio è la seguente: i docenti, oggi, sono chiamati, in primis, ad acquisire nuove consapevolezze in ordine allo sviluppo del pensiero ed alla sua educabilità. E’ necessario valorizzare il modo, o meglio, i modi in cui i nostri alunni apprendono, modulando l’insegnamento per rapportarsi in modo efficace con tale complessità. Questo vuol dire conoscere meglio l’apprendimento, condividere la lettura dei bisogni, i metodi e le strategie più idonei a rispondervi. La professionalità docente implica, infatti, la possibilità/necessità di “apprendere ad apprendere”, in quanto la complessità e la problematicità dell’agire educativo sollecitano una costante apertura a nuove interpretazioni dell’esperienza, a nuove e diverse modalità operative, a nuove conoscenze e competenze, in una prospettiva di lifelong-leaning.

DATA 19/11/2016 19:08:45 - AUTORE MARIA FLORIANNAG273L

ho utilizzato come strategia compensativa per l'inclusione dei BEs il Cooperative learning. Ritengo che questo metodo sia fondamentale per gli studenti con bisogni educativi speciali, come portatori di handicap, superdotati, appartenenti a minoranze linguistiche e culturali, incidendo in positivo sul rendimento scolastico e favorendone l’integrazione. Si tratta di una metodologia che rafforza la motivazione e da questo punto di vista va maggiormente incontro a coloro che hanno necessità particolari, a volte frustrate dalla tradizionale e quotidiana pratica dell’insegnamento che può risultare demotivante. Inoltre l’apprendimento cooperativo può migliorare e rinforzare significativamente le relazioni interpersonali fra studenti “diversamente abili” e studenti “normali”. Infatti, quando la classe assume un atteggiamento cooperativo anziché competitivo, gli studenti disabili possono contribuire al successo del gruppo ed è più probabile che in questo modo siano da esso accettati. Lo stesso Vygotskji sostiene che il mettere insieme delle diversità, dal momento che ognuno è portatore di una diversità, offre la possibilità a tutti di arricchirsi e da questo punto di vista molti autori ritengono importante che sia rispettato il criterio dell’eterogeneità del gruppo di Cooperative Learning, anche se questo non impedisce di formare in altri casi gruppi più omogenei, ad esempio per il raggiungimento di obiettivi specifici. In definitiva la strategia di apprendimento cooperativo rappresenta la possibilità di offrire una risposta personalizzata ai bisogni educativi di ciascuno e a maggior ragione a chi è portatore di bisogni educativi speciali.

DATA 19/11/2016 19:19:51 - AUTORE MARIA FLORIANNAG273L

A ben guardare, il concetto di Bes non è un concetto innovativo, dato che il riconoscimento di situazioni di difficoltà non dovrebbe essere estraneo alla professionalità docente. L'aspetto di novità è, a mio avviso, invece l‟approccio, riferito all'uso dell'espressione "bisogni": esso infatti sposta la prospettiva dell‟educatore da una posizione statica/esterna (constatare le difficoltà presentate dallo studente nel raggiungimento degli standard ) ad una posizione più dinamica/coinvolta (rispondere alle necessità della persona in formazione). E' opportuno notare che, ancora oggi, in molti casi, sono gli studenti a doversi adattare alle attività e proposte didattiche e ciò è giustificato dal fatto che le varie attività e proposte sono state messe a punto e sperimentate a lungo per rispondere proprio alle caratteristiche dello “studente tipo”, il quale, per definizione, non presenta tratti particolari. Nel momento in cui invece uno studente vive una condizione che gli rende difficile o impossibile rispondere adeguatamente e produttivamente, è necessario che anche la Scuola attui degli adattamenti alla propria proposta, in funzione del maggiore successo formativo possibile dello studente. Non è sufficiente, quindi, preoccuparsi di definire chi sono gli studenti in situazione di BES; importante invece è cambiare il modo di insegnare e di valutare, affinché ogni studente in relazione alla sua condizione e alla sua manifesta difficoltà, trovi la giusta risposta.

DATA 19/11/2016 20:56:54 - AUTORE TeresaH926S

Nelle nostre classi sono sempre più in aumento bambini con bisogni speciali. Ogni individuo porta con sé un bagaglio che riempie e personalizza a seconda delle esperienze che vive, degli stimoli che riceve, delle sue inclinazioni, della sua personalità e di tutto ciò che rende ciascun individuo portatore di bisogni personali, proprio perché personale è la sua forma esperienziale di vivere. A volte, e oggi sempre più spesso, diversi fattori contribuiscono a rendere “speciali” i bisogni educativi di molti bambini. Genitori separati, perdita di uno dei genitori, nascita di un nuovo fratello, diversa nazionalità, iperattività, disabilità: questi solo alcuni dei fattori che rendono necessario progettare un percorso personalizzato che favorisca la piena inclusione del bambino con BES e lo aiuti a vivere con “normalità” la sua “specialità”; partire da ciò che il bambino è e sa fare e sollecitando la sua “zona prossimale di sviluppo” (Vygotskij), non potrà che condurre il bambino ad aumentare la propria autostima e a promuovere nuove capacità sociali e di pensiero. Costringere il bambino BES a seguire i ritmi e la programmazione del resto della classe vorrebbe dire fargli perdere l’opportunità di vivere la scuola e l’imparare stesso, come momento costruttivo e di piacere; inoltre evitare il confronto con la “diversità”, nel senso più largo del termine, vuol dire perdere l’opportunità di una crescita costruttiva sia per il bambino BES che per quello “normale”.

DATA 19/11/2016 22:55:59 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

Torno a ringraziare tutti i docenti per i contenuti espressi nei numerosi post. Sono spunti tutti molto efficaci che guidano il mio lavoro di ricerca sui soggetti con BES e sulle strategie di intervento più mirate. Approfitto di questo spazio per ricordare a tutti sia la possibilità di realizzare corsi " in presenza" sia la realizzazione durante il mese di gennaio di un nuovo corso on-line sul bullismo e cyberbullismo

DATA 20/11/2016 04:29:39 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

A completamento di quanto scritto nel posto precedente,aggiungo: a seguito di delibera dei componenti il gruppo di Direzione di Assodolab, comunico ai docenti che , a partire dal 10 gennaio, saranno attivati i Corsi sul BULLISMO e cyberbullismo ideati e progettati da me per l'ASSODOLAB. Saranno sempre divisi in Corso Basic, Intermediate e Advanced. Coloro che hanno partecipato al Progetto FORMAGRAIN e si iscrivono ai corsi entro e non oltre il 30 Novembre 2016 potranno usufruire dello sconto del 50 per cento e quindi dovranno versare all'Assodolab tramite bonifico bancario l'importo di: Euro 50,00 per il corso Basic; Euro 100,00 per il corso Intermediate; Euro 160,00 per il Corso Advanced. Questi importi comprendono l'IVA e verrà emessa la relativa Fattura.

DATA 20/11/2016 15:37:18 - AUTORE BICE

Sono una docente di Lettere di una Scuola Secondaria di Primo grado, mi sono trovata in classe, spesso, alunni DSA certificati, ne ricordo uno con particolare affetto e soprattutto ricordo le lacrime del padre(mio collega)quando mi parlava dell'esperienza traumatica del figlio alla scuola primaria con una maestra poco informata e insensibile che continuava a ripetere al bambino che avrebbe avuto bisogno di un insegnante di sostegno. Quel ragazzino e quel papà che trovarono in me apertura e disponibilità, oltre a preparazione e conoscenza, hanno pian piano superato paure e timori, perchè la diversità non deve mai spaventare.

DATA 20/11/2016 15:45:49 - AUTORE BICE

A completamento di quanto affermato in precedenza, desidero puntare l'attenzione sull'importanza di una diagnosi precoce. Riconoscere i comportamenti “spia” di un DSA, alla scuola secondaria superiore, è molto difficile, in quanto si tratta di ragazzi che non essendo stati precocemente diagnosticati, non comprendono i numerosi insuccessi vissuti, e hanno un’immagine di sé negativa. Vengono fuori le implicazioni psicologiche sul piano emotivo del ragazzo, che sembra abbia gettato la spugna e non vuole che si creino aspettative nei suoi confronti: ansia, frustrazione, senso di inferiorità, rabbia, sentimenti depressivi, scarso senso di autoefficacia e autostima. Manca la capacità di “coping”, di fronteggiare le situazioni.

DATA 20/11/2016 15:50:47 - AUTORE BICE

Sono una docente di Lettere di una Scuola Secondaria di Primo grado, mi sono trovata in classe, spesso, alunni DSA certificati, ne ricordo uno con particolare affetto e soprattutto ricordo le lacrime del padre(mio collega)quando mi parlava dell'esperienza traumatica del figlio alla scuola primaria con una maestra poco informata e insensibile che continuava a ripetere al bambino che avrebbe avuto bisogno di un insegnante di sostegno. Quel ragazzino e quel papà che trovarono in me apertura e disponibilità, oltre a preparazione e conoscenza, hanno pian piano superato paure e timori, perchè la diversità non deve mai spaventare.

DATA 20/11/2016 15:53:01 - AUTORE BRIGIDAE974K

Sono una docente di Lettere di una Scuola Secondaria di Primo grado, mi sono trovata in classe, spesso, alunni DSA certificati, ne ricordo uno con particolare affetto e soprattutto ricordo le lacrime del padre(mio collega)quando mi parlava dell'esperienza traumatica del figlio alla scuola primaria con una maestra poco informata e insensibile che continuava a ripetere al bambino che avrebbe avuto bisogno di un insegnante di sostegno. Quel ragazzino e quel papà che trovarono in me apertura e disponibilità, oltre a preparazione e conoscenza, hanno pian piano superato paure e timori, perchè la diversità non deve mai spaventare.

DATA 20/11/2016 15:53:56 - AUTORE BRIGIDAE974K

A completamento di quanto affermato in precedenza, desidero puntare l'attenzione sull'importanza di una diagnosi precoce. Riconoscere i comportamenti “spia” di un DSA, alla scuola secondaria superiore, è molto difficile, in quanto si tratta di ragazzi che non essendo stati precocemente diagnosticati, non comprendono i numerosi insuccessi vissuti, e hanno un’immagine di sé negativa. Vengono fuori le implicazioni psicologiche sul piano emotivo del ragazzo, che sembra abbia gettato la spugna e non vuole che si creino aspettative nei suoi confronti: ansia, frustrazione, senso di inferiorità, rabbia, sentimenti depressivi, scarso senso di autoefficacia e autostima. Manca la capacità di “coping”, di fronteggiare le situazioni.

DATA 20/11/2016 16:41:36 - AUTORE elide

Salve a tutti. Sono una insegnante di sostegno e presto servizio in una scuola secondaria di primo grado in Sicilia. Il "problema" dei BES, negli ultimi anni, si impone sempre più prepotentemente e non a caso. La necessità di includere tra loro le diverse etnie, le famiglie sempre meno presenti o, di contro, sempre più ingombranti in campo scolastico, le difficoltà economiche che diventano ostacoli al percorso didattico-educativo, costringono il mondo della scuola a intervenire con un'attenzione particolare, nei confronti degli alunni che rientrino in una sfera "speciale" o nell'altra. La scuola, d'altronde, ha come fine ultimo quello della formazione dei cittadini del domani e per questo non può anzi, deve, diversificare i propri percorsi formativi in presenza di difficoltà di qualsiasi tipo. Un corso sui BES, dunque, si rende necessario per tutti quei docenti che vogliano ricercare nell'alunno sempre i punti di forza prima di quelli di criticità.

DATA 20/11/2016 16:50:26 - AUTORE MariaGabriella48974

Insegno in una scuola dell'infanzia e penso che già a partire da questo grado scolastico è possibile, con un'innata sensibilità ed una corretta preparazione, individuare e registrare segnali di difficoltà, ad ampio raggio, dalla competenza linguistica all'orientamento spaziale, alle dinamiche comportamentali che vanno sempre osservate e mai trascurate.

DATA 20/11/2016 16:51:52 - AUTORE vitaf061z

Buona sera, sono un'insegnante di sostegno della scuola primaria. Ho scelto di fare l’insegnante di sostegno e non ho mai voluto cambiare perché credo nel mio lavoro e sono gratificata quando vedo cosa riescono a tirar fuori da sé i bambini che mostrano difficoltà di apprendimento. Si parla molto spesso di inclusione, ma io so che la strada da percorrere è ancora tanta e rihiede molta disponibilità anche da parte di tutti i docenti curricolari. Personalmente, nel mio lavoro, cerco di alternare e integrare strategie didattiche diverse (ad esempio software didattico specializzato interattivo, programmi con sintesi vocali, programmi di videoscrittura e di calcolo, colorati, chiari e ricchissimi di esercizi) per agganciare gli stili cognitivi e di apprendimento preferiti dai singoli alunni, offrendo a tutti la possibilità di partecipare e di imparare, anche soprattutto a quegli alunni della classe che sono individuati da noi docenti come alunni con bisogni educativi speciali . Inoltre sono favorevole al cooperative learning, che è una specifica metodologia di insegnamento che uso molto volentieri in classe (quando posso) fondata sul lavoro in piccolo gruppo: gli alunni, favoriti da un clima relazionale positivo, apprendono insieme sostenendosi l’uno con l’altro, insegnando e imparando alternativamente e raggiungendo obiettivi personali grazie al contributo di tutti. Grazie per questa opportunità di approfondimento.

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