Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: domenica 22 ottobre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1250

COMMENTI - PAGINA 48

DATA 15/11/2016 16:00:19 - AUTORE MarcellaE974T

Salve a tutti,sono un'insegnante di sostegno della scuola secondaria di secondo grado. Sono d’accordo con chi sostiene che la strada verso l'inclusione sia difficile e ancora molto lontana, nonostante le varie leggi che si susseguono annualmente. Secondo me, uno dei motivi è sicuramente la mancanza di formazione dei docenti, soprattutto curricolari. Troppo spesso ci si scontra, purtroppo, con la diffusa mancanza di "sensibilità" a cogliere le situazioni di difficoltà degli alunni presenti nelle classi e a sapersi attivare. Molti docenti curricolari restano impotenti difronte ai segnali che arrivano da parte di alcuni alunni, vuoi l'assenza di motivazione a partecipare a corsi di aggiornamento che quasi sempre, ahimè, sembrano rivolti agli insegnanti di sostegno, i quali invece per la loro formazione , già sono sensibili e preparati ad andare incontro e a supportare le diversità di ogni alunno, vuoi la mancanza di un'idea precisa di cosa siano i disturbi specifici dell'apprendimento e le diverse problematiche che possono presentare gli alunni, disabili certificati, o alunni con bisogni educativi speciali . Spesso si confondono tali specifiche difficoltà e le loro caratteristiche, con capricci, pigrizia, scarsa motivazione, poco impegno. Se non si riuscirà ad intervenire tempestivamente, adottando le strategie più adatte per ogni alunno, si permetterà che l'autostima di ogni alunno si abbassi sempre di più , andando ad inficiare quella che dovrebbe essere un momento di crescita di un individuo, che deve invece poter vivere al meglio la propria vita, inserito appieno nella nostra società.

DATA 15/11/2016 19:13:26 - AUTORE Katia Rossella

Sono un'insegnante di scuola primaria, ho apprezzato molto questo corso base on-line sui BES perché questo argomento si è posto soprattutto nel 2013 ed è importante che tutti gli alunni vengano resi protagonisti e partecipi del loro percorso di formazione. Le video lezioni sono state esposte in modo chiaro e con ricchezza di contenuti. Oggi in molte classi ci sono bambini con diversi bisogni come lo svantaggio socio-culturale, disturbi dell'apprendimento e disturbi evolutivi specifici, pertanto, è importante saper creare in sinergia tra le varie forze: scuola, docenti e famiglia un percorso adatto per ogni alunno. Mi auguro che ci sia un proseguo per questi corsi di formazione.

DATA 15/11/2016 19:14:05 - AUTORE claudiaA944Y

Sono un'insegnante di Lettere della scuola secondaria di secondo grado e sto seguendo il corso DSA basic per approfondire le mie conoscenze su questa tematica.Già da alcuni anni ho notato che all'ingresso nella scuola secondaria di sec.grado viene riscontrato un miglioramento nelle capacità di lettura di uno studente con Dsa ma non si evidenziano altrettanti miglioramenti scolastici. Tutto ciò è determinato dal fatto che alle scuole superiori i tempi sono più rapidi;lo studio più specifico, e di conseguenza necessita di un maggiore approfondimento,infine aumentano le verifiche scritte.

DATA 16/11/2016 17:00:24 - AUTORE TERESA9E974N

Ritengo che la normativa sui Bisogni Educativi Speciali abbia conferito una grande responsabilità ai componenti dei Consigli di classe, dando loro, sempre sulla base dei criteri stabiliti dal Collegio dei docenti, la facoltà di individuare i casi in cui risulti utile progettare un Piano Didattico Personalizzato per un percorso scolastico e di studio sempre più mirato alla persona e quindi individualizzato. In primo luogo perché richiama ciascun docente del consiglio di classe a distinguere e discernere tra difficoltà di apprendimento ordinarie, difficoltà di apprendimento gravi e disturbi di apprendimento. Di questi ultimi, solo il disturbo di apprendimento, avendo una base di natura neurobiologica risulta permanente, negli altri casi ci possono essere momenti di difficoltà temporanea, legati a fatti e/o situazioni che l’alunno si trova a vivere o ancora difficoltà più gravi perché generate da un insieme complesso di concause. Ai docenti sta il compito di intervenire con modalità informale oppure strutturate e formali come la stesura di un PDP.

DATA 16/11/2016 17:45:37 - AUTORE Gabriella E974R

Buonasera a tutti i colleghi che hanno aderito a questo corso online,e un ringraziamento speciale ai professori che lo hanno ideato. Per un insegnante come me, che in vent'anni ha assistito a diverse problematiche degli alunni, questo è un aiuto di fondamentale importanza per riconoscere le difficoltà che alcuni bambini incontrano nella loro vita scolastica e che spesso vengono ignorate o non capite da noi insegnanti. LA normativa odierna mi permette di avere degli strumenti per svolgere al meglio il mio lavoro.

DATA 16/11/2016 18:13:56 - AUTORE Elvira B385Z

Insegno da 10 anni e negli anni ho notato un aumento di alunni con bisogni educativi speciali. Questo mi ha spinta a studiare, documentarmi ed a cercare di capire. Sento forte la responsabilità a cui sono chiamata sapendo che un adeguato inserimento scolastico può fare emergere le potenzialità dei bambini. La scuola dell'infanzia presso cui presto servizio è in un quartiere con difficoltà socio-economici e culturali, quindi spesso ho riscontrato i disagi che i bambini hanno manifestato. La normativa mi permette di usufruire di servizi competenti con cui poter avere rapporti di rete e poter formulare un piano di intervento individualizzato.

DATA 16/11/2016 19:18:46 - AUTORE FlorianaC130O

Focalizzare l’attenzione dell’intero gruppo docente (team, consiglio di classe ecc..) sui temi dell’inclusione deve essere obiettivo primario di ogni istituzione scolastica. Attraverso una progettazione condivisa con gli altri insegnanti è possibile realizzare una didattica inclusiva con maggiore continuità. Nella mia pratica didattica sul tema dell'inclusione ho tenuto sempre in mente le parole della dott.ssa R. Caldin: “ l’inclusione guarda alla globalità delle sfere educativa, sociale e politica, prende in considerazione tutte le persone, interviene prima sui contesti e poi sull’individuo (co-responsabilità), trasforma la risposta specialistica in ordinaria". Sono sempre più convinta che il principale criterio da definire e da attuare è quello di una fortissima alleanza di tutto il mondo adulto che è chiamato ad individuare una linea comune da “tenere” a qualsiasi costo. Tale “linea educativa” deve essere definita, sia a casa, sia a scuola, sia negli altri ambienti frequentati. Bisogna valorizzare il ruolo di ogni figura professionale che interviene per rendere l’ambiente inclusivo. Riuscire a creare un gruppo di lavoro che rappresenti la rete educativa è già un buon punto di partenza. Premesso che non è un compito della scuola eseguire " diagnosi" sugli alunni, è comunque un dovere dell'insegnante individuare i bisogni e difficoltà dei propri allievi ed elaborare, se necessario, un Piano educativo individualizzato che miri al successo scolastico e che sia, per quanto possibile, coerente con il percorso della classe.

DATA 16/11/2016 20:21:46 - AUTORE RosaMariaE974X

Insegno nella Scuola Secondaria di Primo Grado e sto seguendo il corso on-line Advanced sui BES. Ne apprezzo i contenuti, la modalità on-line e l’alto contributo che sta offrendo alla mia formazione. La professionalità docente, per il ruolo precipuo che essa assume nella crescita dei giovani, richiede una “formazione continua” poiché i ragazzi cambiano continuamente e cambia insieme ad essi la società e le attese che sui giovani vengono riposte; di conseguenza, l’insegnante deve necessariamente affinare gli strumenti, le risorse, le modalità di approccio per conoscere, capire e ben accompagnare i giovani nel loro percorso di formazione. La Circolare Ministeriale n.8 del 6 Marzo 2013 dimostra come la Scuola, oggi più che mai, sia attenta al singolo alunno, alla sua crescita equilibrata, al suo benessere psicofisico e si sforzi di sostenerlo nelle situazioni difficili in cui momentaneamente o per periodi più lunghi egli può trovarsi. La presenza di alunni con BES si rivela, dunque, una risorsa per la Scuola in quanto tutto il sistema si mette in discussione, si rivede il percorso formativo intrapreso, vengono offerti all’alunno in difficoltà il supporto, gli strumenti utili, le risposte adeguate e personalizzate per aiutarlo a rimuovere gli ostacoli incontrati superando la frustrazione di sentirsi escluso, “diverso”, solo, assicurando quindi il successo formativo “per tutti e per ciascuno”.

DATA 16/11/2016 20:29:03 - AUTORE enza

Sono un esecutore scolastico(assistente), è da parecchi anni che mi trovo a collaborare con le insegnanti cercando di dare il mio personale aiuto non solo per le mie mansioni ma anche collaborando attivamente per creare l'ambiente migliore per tutti. Questi anni di esperienza mi hanno portato a capire che ogni bambino è un mondo a sè proprio per questo l'inserimento a scuola, per alcuni bambini, può risultare faticoso o addirittura pauroso. Molti sono i fattori che influenzano la vita scolastica dei bambini sia fattori psicologici ma anche importante risulta il rapporto che ogni soggetto ha con il proprio corpo e con il mondo esterno, ecco perchè la scuola deve impiegare tutte le fonti che ha a disposizione, fonti umane ma anche strutturali in modo da creare un ambiente sereno dove ogni bambino trova la propria dimensione. Volevo porgere i miei ringraziamenti all'ASSODOLAB per avermi dato questa oppurtunità in modo da continuare a crescere e dare il mio piccolissimo aiuto.

DATA 16/11/2016 21:50:26 - AUTORE EleonoraF061U

Ormai è da qualche anno che dilaga la moda dei "disturbi." A qualsiasi atteggiamento, comportamento, difficoltà dell' alunno viene subito attribuito una specifica denominazione, da inserire in un' apposita tabella che specifica quel preciso "disturbo". La mia domanda è : "perché tutto ciò? Cosa é cambiato rispetto a qualche anno fa?! " Come insegnante di sostegno posso dire che ciò con cui mi trovo a "scontrarmi" è la mancanza di consapevolezza di alcuni docenti a dare il giusto valore ad una specifica difficoltà vissuta dall' alunno, vista come un capriccio, una scarsa motivazione allo studio o chissà quale altra "corbelleria", piuttosto che come un chiaro messaggio che il bambino sta lanciando per comunicare che quel modo di fare lezione "antiquato" e poco centrato sulla persona, non è più adeguato ai nuovo stili di apprendimento. ...Allora penso che tutto questo movimento creato dalle nuove normative riferite ai BES, che ben venga se riesce a scuotere nei docenti quel senso di "responsabilità" che dovrebbe portare a dare a tutti i bambini, NESSUNO ESCLUSO, pari opportunità.

DATA 16/11/2016 22:37:00 - AUTORE Annae974e

Mi capita spesso di sentire espressioni di questo tipo fra i miei colleghi: non è certificato, è un BES, oppure non è un BES, è un alunno disabile, o ancora ha la certificazione DSA, non è un BES, pur conoscendo le definizioni e le distinzioni introdotte con la Direttiva Ministeriale del 27/12/12, indicano spesso con l’acronimo BES solo quegli alunni che, pur manifestando un Bisogno Educativo Speciale (BES), non rientrano nelle misure previste dalla L. 104/92 sulla disabilità e dalla L. 170/10 sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). In realtà, però, anche gli alunni con certificazione o con diagnosi di DSA manifestano un Bisogno educativo Speciale, riconosciuto, però, in questo caso, anche da una legge dello Stato. Occorre perciò fare un po’ di chiarezza sull’uso dei termini. Gli alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione,. vengono inseriti in un’area indicata come svantaggio scolastico; che comprende problematiche diverse e viene definita come area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). La Direttiva Ministeriale comprende tre grandi sotto-categorie: la disabilità; i disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici e lo svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.

DATA 17/11/2016 10:19:07 - AUTORE Vincenza

Colgo l'occasione di salutarvi e ringraziarti per la grandiosa oppportunitò di partecipare a questo corso. Quest'anno dopo aver insegnato per tanti anni all'infanzia ho fatto il passaggio alla primaria. A tal proposito,in classe ho casi di alunni BES per cui ritengo fontamentale la partecipazione e l'approfondimento delle conoscenze. Sicuramente una buona metodologia e intervento didattico possa aiutare meglio ad affrontare e individualizzare un percorso didattico nei confronti di alunni con BES.

DATA 17/11/2016 16:20:30 - AUTORE ANTONELLAF061C

Sono una docente di sostegno e sento sulla pelle i cambiamenti che hanno interessato e determinato lo sviluppo degli alunni disabili: inserimento, integrazione e, finalmente, inclusione. Il concetto di inclusione, ormai noto anche a tutte le famiglie perché se ne fa un gran parlare, ha dato una svolta al modo di concepire una società sia essa scolastica, lavorativa o altro. L’inclusione permette ad ogni soggetto, normodotato o Bes che sia, di essere considerato una risorsa per la micro/macro società dove si trova ad operare secondo il ruolo che gli è stato assegnato e che gli compete secondo le proprie esigenze: si rompono i pregiudizi, le barriere e ad ognuno viene attribuito il valore che “ha, che gli appartiene”. Il punto di partenza è unico, ognuno deve essere messo nelle condizioni di poter dimostrare le proprie competenze e metterle a disposizione per un lavoro sinergico. Bes non vuol dire “incapace” ma soggetto che ha bisogno di un supporto compensativo e dispensativo che gli permetta di esprimersi.

DATA 17/11/2016 18:09:51 - AUTORE Mariantonietta

In qualità di docente di una disciplina professionalizzante (Igiene e Cultura medico-sanitaria) in un Istituto superiore professionale per i Servizi soci-sanitari già da molti anni, vengo quotidianamente a contatto con DSA, sia perché presenti tra i miei alunni che come argomento del mio programma di insegnamento. Quello che spesso ho notato è che il fenomeno non sempre viene rilevato precocemente, come dovrebbe essere, oppure viene sottovalutato e non trattato adeguatamente, così che i ragazzi non sono in grado di cogliere effettivamente le loro qualità e capacità, abbassando drasticamente la loro autostima, oppure non si rendono conto dei loro limiti.

DATA 17/11/2016 18:21:14 - AUTORE LINA I028Y

Buonasera cari colleghi, insegno in una scuola dell'infanzia ormai da tempo. In questi anni ho avuto modo di incontrare diversi bambini con bisogni educativi speciali, spesso confusi come pigri. Da qui nasce la necessità di una formazione che mi permetta di approfondire la tematica. L'opportunità del corso, del confronto con i colleghi e con personale specializzato mi apre a delle aspettative che potranno placare il mio bisogno di conoscenza che sento preponderante. Infatti ritengo sia molto importante riconoscere precocemente il disturbo ed intervenire in modo tempestivo adottando un piano di intervento personalizzato.

DATA 17/11/2016 18:34:39 - AUTORE DANIELA_E974F

Buona sera, mi chiamo D.V. e sono un'insegnante di sostegno della scuola secondaria di secondo grado. Sono molto contenta del lavoro che svolgo e se dovessi rinascere a nuova vita rifarei per la seconda volta l'insegnante di sostegno, perché credo nel mio lavoro e nella forza reale delle persone con difficoltà, che è l'amore. Ho deciso di frequentare questo corso on line advanced sui BES per migliorare la mia professionalità di docente nella scuola dell'inclusione. Dagli inizi degli anni 60 ad oggi la scuola ha avuto un radicale cambiamento, tante leggi e C.M. sono state emanate dal MIUR per migliorare le condizioni educative e sociali degli alunni con difficoltà ma è pur vero che tante lotte sono state affrontate per inserire ed integrare gli alunni con disabilità, con disturbi dell'apprendimento e con disturbi psico-sociali; una volta, soltanto le scuole private, le scuole speciali e le classi differenziali accoglievano questi alunni, perché la scuola pubblica li rifiutava in quanto non era pronta ad accoglierli e a scolarizzarli, ovvero, per loro non assicurava nessun futuro. Oggi possiamo pensare a quel periodo come ad un momento della nostra storia che ha dato vita ad una nuova realtà, parliamo di inclusione, ma anche se la strada da percorrere è ancora molta, possiamo dire che tante conquiste sono state raggiunte. La scuola di oggi è la scuola di tutti, che si interessa dei bisogni degli alunni, che è attenta alla diversità, si pone i perché e si prodiga, fin dove può, a risolvere i problemi degli alunni disabili, con DSA ADHD e BES. Essa, grazie ai suoi operatori che sono i docenti, cerca di eliminare il disagio, di favorire l'agio e garantire ad ogni alunno il successo formativo.

DATA 17/11/2016 19:27:06 - AUTORE patrizia

Salve a tutti, io penso che grazie alla normativa odierna, gli alunni BES siano facilitati nel loro percorso di apprendimento infatti, possono usufruire di strumenti compensativi, misure dispensative che gli permettono di esprimersi al meglio, di avere un intervento personalizzato secondo le proprie potenzialità. Inoltre, le nuove tecnologie legate alla didattica consentono metodologie e strategie che stimolano una serie di competenze

DATA 17/11/2016 20:42:47 - AUTORE Antoniettag347e

Salve, sono un’insegnante di scuola primaria e ho appena concluso il corso online sui BES. Il corso è risultato molto interessante e molto ricco di spunti e suggerimenti per attuare delle strategie didattiche adeguate per quegli alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale che comporta disagi molteplici nel regolare percorso scolastico. Nella classe dove insegno quest’anno, infatti, sono presenti alunni che, pur non essendo in presenza di una problematica certificata o diagnosticata, si rileva un bisogno educativo speciale, ritengo limitato nel tempo, dovuto a situazioni molteplici e contingenti, che sono causa di svantaggio e, pertanto, richiedono per un certo periodo una particolare attenzione educativa. Si tratta ad esempio degli alunni di recente immigrazione, che non hanno ancora appreso la lingua italiana, oppure di allievi che si trovano in una situazione sociale, economica o culturale difficile. Ringrazio il prof. Ugo Avalle per i suoi preziosissimi appunti e video lezioni ed auguro un buon proseguo a tutti i colleghi.

DATA 18/11/2016 05:32:47 - AUTORE alessandra_E974N

Cari colleghi, sono un insegnante di scuola dell'infanzia e mi sono iscritta a questo corso perché ritengo fondamentale per un insegnante avere nozioni di base sui BES in quanto l'utenza che accoglie la mia scuola è caratterizzata sempre di più da casi di svantaggio socio-culturale. Durante questi anni mi sono resa conto sempre di più di quanto sia impegnativo il nostro ruolo, proprio perché avendo a che fare con bambini all'inizio della loro carriera scolastica, possiamo individuare precocemente le eventuali difficoltà che questi bambini possono presentare e quindi intervenire in modo opportuno.

DATA 18/11/2016 19:10:53 - AUTORE vincenza_f061q

Sono un'insegnante di religione,da 23 anni sono inserita nella scuola primaria,avendo 11 classi sento di avere il privilegio di poter osservare gli alunni da un'angolatura "mobile" e potermi confrontare con più colleghi e relazionarmi con più famiglie. Mi è capitato di collaborare in alcuni "casi particolari" per affrontare percorsi sinergici per alunni "difficili" o in difficoltà.Ho sperimentato la validità del cooperative learning per aiutare alunni con particolari bisogni, oggi forse anche loro potrebbero rientrare nell'acrostico BES,ho portato avanti la metodologia della "farsa teatrale" per aiutare a una migliore resa dell'ascolto e della comprensione. In base ai bisogni osservati mi sono avventurata a sperimentare, attraverso la tecnica dei laboratori, dove con solidarietà e naturalezza gli alunni più in difficoltà sono stati aiutati a migliorare il proprio percorso e rendimento scolastico,l'imparare "facendo". Penso che quanto da me esposto della mia esperienza didattica non è un caso isolato tra il corpo docente, oggi però la notevole differenza sta nel fatto che grazie a queste leggi sull'inclusione didattica e tutto quello che segue non ci sentiamo più soli,c'è una rete di scambio e informazioni che certamente cambia e cambierà la qualità dell'insegnamento/apprendimento. Grazie ASSODOLAB per starci dando questa possibilità affinché il nostro servizio sia reso sempre più efficace ed efficiente.

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