Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: martedì 18 settembre 2018

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1381

COMMENTI - PAGINA 41

DATA 14/03/2015 21.26.02 - AUTORE marina_4h620j

Al termine di questo corso intensivo ho riflettuto sul fatto che è possibile talvolta apportare dei cambiamenti. In particolare se questi ultimi partono da noi stessi. Penso sia necessario tentare di approcciarsi in modo diverso e costruttivo ogni volta che si entra in classe o ci si trova in un corso avanzato di italiano L2 per ragazzi migranti, ci si deve chiedere quale sia la didattica possibile per ottenere i migliori risultati. Ritengo che quest’ultima vada valutata e ripensata, ogni qualvolta ci si interagisce con gli alunni, per poter scegliere quale sia la miglior strategia perché essi innalzino la loro autostima e non un muro nei confronti del mondo che li circonda, poiché pensano e si sentono diversi. Il mondo della didattica deve cambiare, in particolare sarebbe auspicabile usare, durante la lezione, tutti quegli strumenti informatici che permettono ai nativi digitali di operare in un ambiente a loro più consono. Le apps educational di google drive oppure tutti i programmi free che offre la rete sono una risorsa indescrivibile per trovare e offrire un aiuto agli alunni, talvolta sono loro stessi a proporre ai docenti un programma che aiuti entrambi a progredire in una crescita costruttiva dell’apprendimento.

DATA 14/03/2015 23.44.46 - AUTORE BarbaraA192J

L'approccio inclusivo delineato nella Direttiva del 27 dicembre 2012, nella C.M.8/2013, e nelle successive note ministeriali, rimanda a due aspetti fondamentali: da un lato ad un nuovo profilo di insegnante e dall'altro ad un'idea di scuola come comunità di cura educativa. Il docente "inclusivo" ha aspettative positive e crede profondamente nelle possibilità di miglioramento e di sviluppo di tutti gli alunni attraverso la mediazione didattica, a prescindere dalle limitazioni fisiche, cognitive, emotive, affettive, relazionali dipendenti da condizioni fisiche o dalle condizioni di vita di ognuno. La scuola diventa vera "comunità educativa" che si apre, coinvolge e favorisce la partecipazione delle famiglie, degli enti locali, dei servizi e delle agenzie (formali e informali) del territorio che a diverso titolo si occupano di disabilità, di disagio e di svantaggio. In questo modo si possono garantire condizioni di equità per tutti, assicurando a ciascuno le condizioni ottimali per raggiungere il massimo possibile.

DATA 15/03/2015 18.37.41 - AUTORE Elena-l109b

A conclusione di questo corso ho riflettuto sul fatto che, a fronte della presenza di alunni svantaggiati, è importante che nella scuola ogni ragazzo veda garantito il proprio diritto ad essere sostenuto, essere cioè posto in condizioni a lui più favorevoli per essere valorizzato e allo stesso tempo salvaguardato nella sua singolarità e ciò anche rispetto al proprio deficit. Ne consegue allora che cruciale diventa l'impegno che qualunque docente deve assumersi di scoprire le capacità, più o meno latenti, dell'allievo per realizzare intorno ad esso quegli spazi didattici, quel clima che gli consentano di esplicare a pieno le potenzialità, che ne stimolino l'impegno e che ne valorizzino realmente progressi e risultati, in una cornice di rapporti sociali intensi e motivanti.

DATA 16/03/2015 0.05.52 - AUTORE Perotti Giancarla

Già la Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari del soggetto, adottando metodologie e strategie educative adeguate. Ma in realtà i C.d C. o il team dei docenti sono molto lenti nel valutare il bisogno di una didattica personalizzata, anche perché come ha riferito il prof. Avalle di una battuta di un docente che gli alunni con BES sono talmente aumentati che in una classe sono quasi tutti alunni con BES, quindi fare dei PDP per tanti alunni della stessa classe non è semplice tanto che molti docenti aspettano che crescabo non affrotando la problematica

DATA 16/03/2015 8.31.34 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

Gentili colleghi, ho letto con interesse tutti i vostri interventi. Traspare da tutti una viva partecipazione ai problemi presenti sia nella scuola,in generale ( spero che in un futuro prossimo sia davvero una " buona scuola" ) sia negli alunni con BES e con DSA.Vi ringrazio tutti e vi invito a completare ed approfondire il vostro aggiornamento seguendo le mie lezioni relative alle altre due parti del Corso: intermedio ed avanzato. Contengono interventi molto utili per la vostra attività didattica e propongono numerose soluzioni a vari problemi che altri numerosi insegnanti mi hanno esposto. Un saluto cordiale Avalle Ugo

DATA 17/03/2015 16.25.09 - AUTORE erika cusano

Questo è il mio primo anno sul sostegno, incarico verso il quale ero un po' titubante. I casi non sono complicati, lieve ritardo mentale per tutti i miei tre ragazzi. Ma il modo col quale loro si pongono nei miei confronti è molto diverso. Uno dei tre è gentile ed educato, è sempre contento di essere aiutato da me e affiancato soprattutto nelle cose che trova difficili. Sto avendo grossi risultati perchè lui riesce in cose che fino ad ora gli sembravano impossibili. Gli altri due, invece, non mi accettano, non voglio che mi avvicini a loro in classe, non vogliono sentirsi "diversi". Quanto è complicato! Farsi accettare è davvero complicato!

DATA 17/03/2015 17.23.17 - AUTORE Grazia Esposito

Ho trovato interessante questo corso basic, soprattutto quando il prof. Agostino del Buono ha affermato che spesso nel tunnel della disabilità rientrano persone in maniera superficiale. Ritengo infatti che sia una questione delicata e sia necessario avere maggiore informazione e formazione da parte dei docenti per evitare di commettere errori.

DATA 17/03/2015 17.58.47 - AUTORE Grazia Esposito

Per quanto riguarda gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento, ne ho diversi in una classe e mi rendo conto che è a volte complicato lavorare con loro, ma nello stesso tempo gratificante quando raggiungiamo dei risultati inaspettati. ribadisco comunque che è necessario sviluppare le competenze professionali dei dirigenti scolastici e dei docenti e metterli in grado di individuare i segnali delle difficoltà specifiche di apprendimento in classe, di applicare in modo appropriato ed approfondito strategie, metodologie e strumenti anche informatici idonei che, mediante una didattica flessibile, individualizzata e personalizzata, promuovano lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno, riducendo i disagi relazionali ed emotivi.

DATA 17/03/2015 19.17.32 - AUTORE mariac421d

Nella mia esperienza come insegnante di sostegno ho evidenziato che spesso i genitori a volte sono restii e denunciare la disabilità o le problematiche che rientrano nei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) in questo modo viene gravato il lavoro dei docenti curricolari e privando gli alunni della presenza degli insegnanti di sostegno. A mio parere è palese una campagna di sensibilizzazione e di informazione.

DATA 17/03/2015 19.40.02 - AUTORE mariac421d

Penso che tutti i docenti curricolari dovrebbero fare corsi di aggiornamento che riguardano gli alunni BES e gli alunni DSA. La conoscenza di software compensativi per la dislessia libri e guide per conoscere le problematiche e gli interventi efficaci per una buona didattica nei casi DSA e BES migliorerebbe la collaborazione con l'insegnante di sostegno e renderebbe efficace l'insegnamento .

DATA 20/03/2015 20.44.12 - AUTORE erika cusano

La mia esperienza quest`anno riguarda BES linguistici , avendo molti alunni stranieri quindi non italofoni. Le difficoltà per questi ragazzi solo tante, sia perché noto che fanno fatica ad integrarsi col resto della classe, sia perché c'è una oggettiva ENORME difficoltà a seguire lelezioni. Inoltre, nelle classi sono tanti, ognuno con la sua storia , con i suoi problemi , con i suoi disagi, anche solo con le sueproblematiche da adolescente. Come si fa a stare dietro a tutti? Io cerco di essere comprensiva, di spronarli al dialogo, al confronto, alla socializzazione ma ho sempre paura che questo non basti . Erika

DATA 15/05/2015 15.26.26 - AUTORE AlessiaE290C

Buongiorno,sono una psicologa che lavora presso un Centro di Riabilitazione e faccio parte di un'equipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, logopedista, neuropsicomotricita e pedagogista. Attraverso la somministrazione di test intellettivi, di test specifici per la matematica, la lettura e la scrittura, l'osservazione degli aspetti neuromotori e la valutazione di aspetti psicologici, contribuisco alla formulazione della diagnosi di DSA.Scopo di una diagnosi dettagliata ed approfondita è quello di redigere un progetto riabilitativo che veda coinvolta l'istruzione scolastica che ha un ruolo fondamentale nell'approccio al soggetto con DSA.Il modello riabilitativo proposto si basa sul potenziamento delle abilità residue allo scopo di creare strategie suppletive e vicarianti della funzione compromessa. A seconda delle difficoltà vengono effettuati al bambino trattamenti di logopedia, neurosicomotricità e sostegno psicologico. La presa in carico del bambino prevede altresì sedute di consuling ai genitori e consulenze individuali ai docenti. Per potenziare le abilità del bambino con dsa ritengo che sia molto importante la collaborazione ed il confronto di tutte le figure che lo seguono nell'ambito dell'apprendimento( psicologo-terapisti della riabilitazione-insegnanti-genitori-tutor pedagogico)

DATA 16/05/2015 21.36.25 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

Risposta al post a firma Alessia. Gentile Dott.ssa, ho letto con attenzione ed interesse il suo intervento che ricalca i consigli e le considerazioni che io rivolgo ai vari dicenti che incontro durante i vari corsi PON.La realtà che questi insegnanti mi descrivono è molto lontana _e spesso opposta- a quanto lei afferma nel suo intervento. Rari i casi in cui un alunno con un DSA dichiarato dai suoi insegnanti,riceve una certificazione ufficiale dall'équipe dell'ASL; più rari i casi in cui i genitori accettano il giudizio degli insegnanti ed il loro consiglio a sottoporre il figlio ad una visita specialistica asserendo che è l'insegnante a sbagliare,che è pignolo ed esigente ecc.Per non parlare delle enormi difficoltà che i docenti incontrano nel far condividere ai genitori il PDP stilato per il loro figlio.

DATA 18/05/2015 11.43.47 - AUTORE silvana dessì

Buongiorno a tutti, sono una psicologa e, in prospettiva di far parte di un'èquipe, ho la necessità di approfondire meglio la dimensione dei DSA, al fine di individuare le strategie più opportune per programmare interventi di riabilitazione e potenziamento cognitivo. Le implicazioni psicologiche che vengono a costruirsi nei ragazzi con certificazioni e/o non rappresentano per me una sfida da affrontare in co-costruzione con la scuola, la famiglia e gli operatori che ruotano intorno al disagio. Lavorare in rete è fondamentale, così come ritengo che sia necessario impegnarsi ed attivarsi a dare significato agli insuccessi e potenziare l'autostima.

DATA 18/05/2015 12.24.12 - AUTORE elena_D969K

Sono una neuropsichiatra infantile e pratico da circa 3 anni. Nel mio lavoro ho a che fare con patologie molto diverse, che presentano problematiche estremamente variegate e spesso molto complesse. Nel corso della mia, seppur breve, esperienza lavorativa, ho conosciuto numerose famiglie che si rivolgevano a me per un sospetto disturbo di apprendimento. In questo mio intervento vorrei porre l'accento su un aspetto che ho rilevato nella mia pratica clinica e che stimola le mie riflessioni: a che grado di conoscenza e consapevolezza siamo riguardo i DSA, sia nella popolazione generale che tra operatori del settore? Nei colloqui dedico sempre una parte del tempo a confrontarmi con i genitori, e anche con i piccoli pazienti, su cosa loro pensino sia il DSA e cosa significhi "avere il DSA", per cercare di chiarire i concetti fondamentali e soprattutto estirpare falsi luoghi comuni purtroppo diffusissimi. Ci sono ancora tante persone convinte che un DSA sia una forma di "pigrizia" del bambino!

DATA 18/05/2015 13.14.58 - AUTORE elena_D969K

Sono assolutamente d'accordo con quanto evidenziato in alcuni post precedenti in merito all'importante ricaduta sull'immagine di sé e sul livello di autostima dei disturbi dell'apprendimento. Dopo aver individuato il problema, esser giunti ad una diagnosi ed aver attivato la scuola, è necessario non dimenticare l'aspetto psicologico del problema. Soprattutto quando gli accertamenti clinici e la diagnosi vengono effettuati in età successive a quelle necessarie per i criteri diagnostici, ci troviamo di fronte a bambini e ragazzini con un vissuto scolastico estremamente doloroso e fallimentare. Spesso sono persone che pensano di non essere all'altezza dei compiti scolastici perché da sempre si scontrano con grandi difficoltà e ,a fronte di un impegno estenuante, non ottengono i risultati dei loro compagni. Spesso sono persone convinte di non esser dei bravi studenti perché da sempre si sentono dire di non esserlo, e vivono la continua frustrazione di voler ottenere il risultato senza mai raggiungerlo. E bisogna sempre ricordare che per un bambino la scuola è tutto il suo mondo ed è li che si inizia a definire l'adulto che sarà. Pertanto è indispensabile che tutti -genitori, insegnanti, terapisti- facciano sentire al bambino che hanno capito la sua difficoltà e che lo accettano per come è, senza commiserarlo né sminuirlo, ma fornendogli il supporto per raggiungere da solo tutti gli obiettivi che si porrà.

DATA 20/05/2015 15.08.43 - AUTORE AlessiaE290C

Risposta al post del Prof. Del Buono del 16/5/2015. Capisco che non tutte le realtà/risposte territoriali alla problematica dei dsa siano le stesse però sapere che il lavoro in rete funziona può essere uno stimolo positivo per tutti e bisognerebbe continuare a lavorare affinchè ciò avvenga con maggior frequenza. Così come le scuole anche le asl ed i centri convenzionati asl (dove lavoro) devono far i conti con i "tagli" di budget e questo purtroppo potrebbe aver determinato un ritardo della diagnosi. Però è anche vero che nonostante si parli molto di dsa c'è una scarsa conoscenza; quest'anno ho diagnosticato nella nostra piccola realtà tre ragazzi con dsa tra gli undici ed i tredicianni che non erano mai stati segnalati e quindi diagnosticati nel corso della scuola primaria. In questo quadro anche il ruolo dei genitori è centrale poichè, come mi è stato segnalato da alcuni docenti, con le loro resistenze ritardano l'avvio della valutazione. Lavorare in rete e tempestivamente è fondamentale per aiutare un bambino con dsa,.... nonostante le difficoltà incontrate da tutti(docenti-genitori-riabilitatori, etc.)!

DATA 28/05/2015 11.54.11 - AUTORE silvana dessì

Buongiorno a tutti ... sono quasi arrivata al termine del corso DSA. Corso che mi ha permesso di acquire informazioni importantissime per intervenire e potenziare strategie educative adeguate. Inoltre, vorrei riflettere, come la collega in precedenza, sulla necessità di co-costruire un'alleanza con gli alunni,genitori, scuola e spazi-compiti dedicati. Dico questo perchè ultimamente in studio sono arrivati due splendidi ragazzi frequentanti la prima superiore con il rischio della seconda bocciatura e da valutazioni, presso psicologici abilitati, sono emerse le loro fragilità. Mi chiedo, come mai solo adesso, intorno ai 16 anni, sono emerse queste difficoltà? Addirittura uno è un "border-cognitivo"... Mi chiedo, cosa non è funzionato in questi 9/10 anni di scuola? Bene quindi per la costituizione di reti di supporto, bene i corsi di aggiornamento per gli insegnanti... ma sono sempre più convinta della necessità di presa in carico psicologico di questi ragazzi e dei loro genitori.

DATA 16/06/2015 18.15.03 - AUTORE GiovannaD423D

Salve a tutti. Io ho poca esperienza come insegnante,però ho cercato di prepararmi molto seriamente a questo compito e i risultati cominciano a vedersi. Ho deciso di intraprendere questo studio sui BES perché ho incontrato,in una delle mie classi, Caterina una dolce ragazzina,gentile ma che troppo spesso si estranea e si allontana da tutto e tutti.E' lei che io voglio aiutare nel migliore dei modi,così come tanti altri che incontrerò nella mia vita professionale e non.

DATA 23/06/2015 12.51.01 - AUTORE GiovannaD423D

Fare uno studio approfondito sui BES è stato per me molto istruttivo e appassionante. In particolare mi ha aiutato a capire come sia fondamentale per un insegnante stare molto attento a cogliere negli alunni atteggiamenti e comportamenti che esprimono disagio. Per fare questo è necessario usare lo strumento dell'osservazione, dapprima in maniera spontanea ma poi in maniera sistematica e mirata. Quest'ultimo tipo di osservazione ci permette di avere un quadro più preciso della situazione dell'alunno in quanto si basa sulla registrazione dei parametri di frequenza, ma anche sulla durata e intensità del comportamento osservato. Se si riscontrano reali problematiche si può cominciare ad attivarsi per un intervento speciale.A questo punto è essenziale la condivisione con il team di adulti che ruota intorno al bambino,e specialmente la famiglia. Redigere un percorso individualizzato e personalizzato per gli alunni con bes diventa uno strumento necessario per gli insegnanti, ma deve avere anche la funzione di informare le famiglie sulle strategie di intervento programmate. Infine diventa di fondamentale importanza valutare, sulla base di riscontri oggettivi, se gli interventi funzionano e se i problemi dell'alunno diminuiscono.

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