Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: martedì 24 aprile 2018

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1253

COMMENTI - PAGINA 61

DATA 20/09/2017 00:06:35 - AUTORE ansea326k

Sono giunto al termine della parte del mio percorso sui DSA con Assodolab e vorrei riflettere con voi su quanto è importante la tempestività dell'intervento. Una formazione capillare che comprenda la conoscenza degli indicatori precoci che possono aiutare ad individuare i bambini a rischio al fine di poter intervenire in tempi rapidi e utili. La precocità e la tempestività degli interventi vengono infatti considerati due elementi prognostici favorevoli .Quando si interviene precocemente è possibile identificare e suggerire fin da subito all’alunno delle strategie utili per supportare la didattica e modificare la manifestazione del disturbo dal punto di vista psicologico, favorendo l'integrazione ed aumentando il livelli di autostima. secondo luogo si ha una prognosi più ampia anche a livello psicologico e sociale, riducendo la frustrazione, il senso di inadeguatezza e di conseguenza aumentando l' autostima.

DATA 30/09/2017 10:49:09 - AUTORE marusca_c745r

Con la direttiva del 27 dicembre 2012 relativa ai Bisogni educativi speciali (BES) il MIUR ha accolto gli orientamenti da tempo presenti in alcuni Paesi dell’Unione europea che completano il quadro italiano dell’inclusione scolastica. Il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES) si basa su una visione globale della persona con riferimento al modello ICF della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute (International Classification of Functioning, disability and health) fondata sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2002) . Rientrano nella più ampia definizione di BES tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale. Rimane da chiedersi come mai cosi tanto o tempo il MIUR ha impiegato per esprimersi con una circolare, e se gli strumenti messi a disposizione sono effettivamente efficaci, calati nella relata della scuola di oggi nel nostro paese

DATA 04/10/2017 00:49:17 - AUTORE Alessandra85

Voglio,innanzitutto,congratularmi con l'ASSODOLAB per questo corso in quanto ritengo importantissimo che voi ci abbiate dato la possibilità di usufruire della vostra formazione nei luoghi e nei tempi più idonei ad ognuno di noi.Grazie a questo corso credo di avere più chiara la difficoltà con cui si approcciano all'ambiente scolastico tutti i bambini con difficoltà.E' necessaria perciò la formazione di ogni insegnante affinchè ogni alunno che ha questo tipo di difficoltà possa essere seguito nella maniera piu giusta per essere condotto verso un autonomia scolastica sempre maggiore.E' importante tutelare, sostenere e collaborare con le famiglie di alunni con dsa avere con esse un contatto costante e diretto e trovare una didattica individualizzata, partendo dai bisogni del bambino, finalizzata al raggiungimento di conoscenze e competenze con percorsi creati "ad hoc" sui singoli casi in base alle loro competenze e abilità.

DATA 31/03/2018 21:36:38 - AUTORE ANTONELLA

Buona sera sono insegnante ed avvocato. Ho insegnato in diverse realtà dalla scuola primaria fino all’Università a partire dal 2005. Negli ultimi anni mi sono occupata di di bullismo e cyberbullismo con grande interesse da parte mia. Mi sono occupata di formare ed informare studenti, famiglie e personale della scuola sugli aspetti sociologici e giuridici del fenomeno. Ho insistito in particolare anche sul patto educativo di corresponsabilità che famiglia e scuola sono tenuti a firmare, avviando una cooperazione e assumendo una corresponsabilità educativa nei confronti, rispettiviamente, del figlio e dello studente. Ho trattato gli aspetti giuridici del fenomeno evidenziando le ultime novità legislative. Durante questo percorso mi sono resa conto della scarsa partecipazione delle famiglie alle attività formative e informative che ho considerato estremamente grave, dato che buona parte della responsabilità dei comportamenti bullizzanti dei ragazzi potrebbe essere ricondotta proprio all’assenza dei genitori.

DATA 03/04/2018 19:13:57 - AUTORE ANTONELLA

Buona sera a tutti. Sono insegnante ed avvocato e mi occupo dell’aspetto giuridico dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo. E’ interessante evidenziare come ad oggi non esista una fattispecie corrispondente al fenomeno sociale del bullismo. Nel caso di comportamenti bullizzanti la responsabilità giuridica sussiste se gli stessi sono riconducibili ad una delle fattispecie tipiche previste dal codice penale (minaccia, diffamazione, furto aggravato, rapina, percosse, lesioni, etc.). Difatti la Legge 29 maggio 2017, n. 71 ha abolito il riferimento al bullismo, inizialmente previsto dal disegno di legge S1261 – B “Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”. La legge n. 71/2017 difatti si è concentrata sul fenomeno del cyberbullismo e sulla tutela dei minorenni. Infine la legge in questione ha anche abolito la modifica all’articolo 612-bis del codice penale, concernente il delitto di atti persecutori, proposta dal disegno di legge S1261 – B. Tale modifica al codice penale riconduceva i comportamenti dei cyberbulli al reato di “atti persecutori”, comunemente conosciuto come reato di stalking, ponendo un’aggravante laddove gli stessi atti persecutori venissero realizzati attraverso strumenti informatici o telematici. L’attuale disciplina ha inteso promuovere la prevenzione del fenomeno anziché puntare sulla repressione dello stesso in sede penale.

DATA 13/04/2018 16:41:13 - AUTORE RITA_Z131U

Sono una logopedista e la mia esperienza nel campo terapuetico con i bambini che soffrono di DSA e BES mi ha fatto vedere e capire che l’aiuto concreto a scuola da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari è molto più importate di quanto si possa pensare, infatti, i bambini stanno a scuola più ore di quelle che stanno a casa e l’aiuto e la comprensione avviene in questo contesto. Non posso parlare degli aspetti scolastici nel concreto giacché non è il mio campo, ma vorrei porre molta attenzione sul lavoro multidisciplinare, dato che anche noi logopedisti, insieme a psicologi e genitori, facciamo un lavoro in più che rende questi bambini a scuola più efficienti. Vedo dei bambini molto persi e dei genitori che non riescono a capire come e cosa devono fare, soprattutto quando non c’è una vera comunicazione tra tutti quelli che formiano parte del gruppo multidisciplinare. Per questo, vorrei invitare ancora più professionisti a fare questi corsi che forniscono un avvicinamento al DSA e BES, affinché possano capire di più e trovare insieme il modo di aiutare questi bambini.

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