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DATA: lunedì 18 dicembre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1250

COMMENTI - PAGINA 32

DATA 21/06/2014 10.57.58 - AUTORE antonella

Gli alunni BES sono una realtà sempre più presenti nelle nostre classi e sempre in maniera più massiccia. Tra questi alunni troviamo quelli che, pur non presentando deficit nell’apprendimento, risultano non possedere competenze cognitive adeguate nell’area metacognitiva, linguistica e sociale, altri invece vivono situazioni famigliari difficili (genitori con patologie psichiatriche, condotte antisociali…), altri ancora invece sono figli di migranti e presentano una serie di problematiche che vanno da una incapacità di comunicare a causa del linguaggio e di una cultura molto differente dalla nostra, a difficoltà legate principalmente alle situazioni spesso precarie e transitorie in cui si trovano a vivere. In questi in casi, abbiamo alunni con normali capacità di apprendimento, ma che sono ostacolati da una scarsa dotazione di mezzi di apprendimento o da risposte psicologiche e comportamentali eccessive. Questo dovrebbe essere il motivo che spinge l’intero Consiglio di Classe a valutare la reale presenza dei BES. Tale lettura dovrà essere eseguita attraverso una sinergica cooperazione dell’intero team insegnanti, che potrà/dovrà usufruire delle sue competenze più tecniche e specialistiche per una lettura funzionale e corrispondente alla realtà. é necessario fare una valutazione funzionale dei BES in modo molto analitico e dettagliato, comprendendo la reale necessità della situazione dell’alunno, valutando i bisogni degli alunni con il fine di costruire un piano educativo individualizzato attento, meticoloso e rispettoso della crescita personale dell’allievo. Proprio per questo sottolineo la necessità della relazione che il buon formatore-educatore dovrà creare con gli alunni focalizzando le sue energie, le sue risorse, la sua professionalità su tutti e su ciascuno.

DATA 21/06/2014 11.11.20 - AUTORE antonella

Ringrazio i professori che nella videoconferenza del 20/06/2014 hanno trattato esaurientemente alcune delle problematiche che noi insegnanti viviamo quotidianamente.Ringrazio la mia scuola:dirigente e colleghe che mi hanno dato la possibilità di partecipare al corso on-line che anche se di tre ore in un pomeriggio "caldo" è stato da me e non solo seguito con molto interesse.Desidererei che il nostro lavoro svolto con dedizione e talvolta anche di tanti sacrifici e rinunce venisse apprezzato dalla nostra classe politica dirigente con interventi finanziari a favore di tutti gli alunni ma in modo particolare a quelli con situazioni di svantaggio di ogni tipo e le classi oggi sono piene.Spero che chi di dovere se ne renda conto.

DATA 21/06/2014 12.39.35 - AUTORE Giovanna

Ieri ho assistito ad una video conferenza in merito ai BES, alquanto interessante.ma mi è sorto un dubbio, è possibile realizzare un unico PDP per gli alunni che presentano situazioni di BES o bisogna ponderare i PDP ai diversi livelli della problematica? grazie anticipatamente a chi risponderà!

DATA 21/06/2014 18.14.23 - AUTORE rita69

Nel momento in cui la scuola identifica un alunno con Bisogni Educativi Speciali (BES),deve stilare un PDP considerando e valutando, non solo i bisogni ma anche la CONVENIENZA dell'intervento di personalizzazione della didattica.Io penso che bisognerà andare cauti altrimenti si correrà spesso il rischio di medicalizzare dei semplici problemi educativi e di etichettare delle normali differenze individuali.

DATA 22/06/2014 20.50.58 - AUTORE monia-m059k

Io e la mia collega Cristina, a settembre inaugureremo un centro Post Scuola nel nostro comune di residenza:Montelupo fiorentino. Il centro nasce come uno spazio di crescita e aggregazione per bambini, in un ambiente in grado di stimolare la dimensione socio-educativa anche con l'aiuto nello svolgimento dei compiti. Da qui, l'idea di ampliare le nostre conoscenze per poter aiutare anche studenti che presentino DSA. Riuscire a dare sostegno a tutti i bambini è il nostro obiettivo. Questo corso è per noi una grande opportunità. Grazie

DATA 23/06/2014 20.32.32 - AUTORE Giovanna

Se su 25 alunni ci sono 16 BES come si può lavorare senza il supporto di qualche altra insegnante? Come bisogna comportarsi? L'insegnante di sostegno, anche se gli alunni con BES non si certificano, non potrebbe essere un valido aiuto all'insegnante curriculare?

DATA 23/06/2014 22.56.31 - AUTORE marinella_61

L'insegnante di religione nelle sue ore di lezione (2) come si può rapportare ai BES e cosa nello specifico può mettere in atto al fine di consentire una adeguata attività didattica?

DATA 24/06/2014 14.35.21 - AUTORE marias74

Sono un'insegnante di scuola primaria ed insegno anche la lingua Inglese. Avendo pertecipato il 20 Giugno 2014 alla video-conferenza nella mia scuola "C. D. Don L. Milani" di Randazzo (CT) e non avendo tratto spunti di riflessione specifici riguardanti una didattica della L2 che possa evitare errori di valutazione nei confronti dei DSA o di alunni BES, sarei grata di condividere materiale didattico con chi ha esperienza in tal senso. GRAZIE!

DATA 24/06/2014 14.39.41 - AUTORE Mimma

Avere un alunno DSA in classe ha costituito per me uno stimolo a cercare di addentrarmi in questa delicata problematica della quale conoscevo molto poco. Un'occasione per rivedere certe errate convinzioni alla luce di nuove scoperte.

DATA 24/06/2014 15.36.34 - AUTORE marias74

Riguardo l’insegnamento della lingua straniera a bambini affetti da DSA o BES credo comunque che oltre a quanto disposto dalle circolari possiamo fare altro. Ad esempio: usare la lingua straniera in classe (i DSA imparano dall’esperienza); evitare tests essenzialmente grammaticali (se è difficile decodificare e mettere nella corretta sequenza la lingua madre, farlo in lingua straniera può essere insormontabile e l’insuccesso quasi garantito) o , peggio, traduttivi;nelle attività in classe leggere la consegna ad alta voce e verificarne la comprensione; negli esercizi proposti fornire l’esempio oltre alla consegna; privilegiare gli approcci in cui la lingua è considerata un metodo di comunicazione (metodo induttivo); valutare sempre il rapporto tra risultato e sforzo richiesto… Credo che non ci sia errore peggiore che sottoporre un bambino a uno sforzo che gli è impossibile gestire e sostenere: è una forma subdola di umiliazione che a lungo andare lo farà sentire un incapace.

DATA 24/06/2014 15.59.04 - AUTORE antonella

1° MESSAGGIO: Sono una docente di scuola primaria della scuola 6, il corso in videoconferenza a cui ho partecipato il 20\06\2014, mi ha chiarito alcuni concetti legati ai B.E.S. , ma molti ancora ne rimangono poiché, come spesso accade, altro è studiare un fenomeno teoricamente o su riferimenti esperenziali indirette, altro è vivere quotidianamente con i diversi tipi di bisogni dei bambini di oggi e doverli affrontare al momento, con gli strumenti che ci si ritrovano, a volte poco adatti o insufficienti.

DATA 24/06/2014 16.00.02 - AUTORE antonella

2° MESSAGGIO: sono un’insegnante di scuola primaria della scuola 6 e ho partecipato al corso sui B.E.S. in videoconferenza il 20\06\2014. Questo corso mi ha chiarito principalmente l’iter burocratico che un insegnante deve seguire, nel caso di alunni B.E.S.

DATA 24/06/2014 17.19.23 - AUTORE Dora

Sono una docente della Scuola 9. Nella classe in cui insegno vi è inserito un alunno BES. Spesso distrae e disturba la classe per richiamare l'attenzione di tutti su di sé. Varie sono state le strategie per invogliarlo a una più attenta, attiva e adeguata partecipazione alle attività didattiche. È infatti un bambino con buone capacità, che non riesce a sfruttare. La famiglia afferma di non essere in grado di intervenire. A parte l'impegno e la buona volontà del l'insegnante, la Scuola -come struttura- non offre alcun supporto per affrontare positivamente questo e altri casi simili. Nella realtà i miei sforzi risultano vani. Cosa mi suggerite?

DATA 24/06/2014 18.15.25 - AUTORE emmi

Riprendo la domanda posta dalla collega annamaria:”chi ha il compito di dichiarare un bambino come BES? Partecipando alla videoconferenza tenutasi il 20/06/2014, numerosi sono i dubbi che mi assalgono. Il professore rispondendo ad una domanda riguardo ad un alunno adhd, quindi suppongo con certificazione, parla delle strategie da adottare in questi casi; strategie che quest’anno ho adottato con un alunno che ha mostrato gravi disturbi del comportamento, essendo aggressivo non solo con i compagni , ma anche con le insegnanti. Preciso che è un bambino intelligente quindi nessuna certificazione, né diagnosi Tutte le suddette strategie sono state adottate, si sono notati dei lievi miglioramenti, ma non tali da poter permettere un apprendimento sereno all’interno della classe; tutta l’attenzione è stata rivolta verso lui per evitare che qualcuno si facesse male. Quindi, deve essere considerato BES? Chi dovrebbe supportarci per poter riconoscere detti Bisogni, non sarebbe il caso che ci fosse la presenza di un esperto della psicologia dell'età evolutiva, per aiutare a coordinare il lavoro degli insegnanti e adeguare le strategie metodologiche ai bisogni dei singoli alunni?

DATA 24/06/2014 18.27.20 - AUTORE Concetta

Seguendo in data 20 giugno la videoconferenza sui BES, ho avuto l'opportunità di chiarirmi alcuni concetti sui bisogni particolari speciali; ma a livello pratico, come l'insegnante può seguire la classe e contemporaneamente i diversi casi BES in modo efficace?

DATA 24/06/2014 18.54.46 - AUTORE Dora

Se nella classe sono presenti alunni BES che si rifiutano di svolgere le attività programmate nel rispetto dei loro bisogni speciali, come l'insegnante può intervenire per superare queste difficoltà?

DATA 24/06/2014 18.57.34 - AUTORE Maria 55

I BES o DSA sono disturbi dell'apprendimento che se non identificati e aiutati nella maniera corretta rendono difficile la vita a scuola.Attualmente i bambini e i ragazzi affetti da questi disturbi non hanno diritto all'insegnante di sostegno. Hanno però diritto, grazie alle Legge 170/10, a strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo (sintesi vocale, registratore, programmi di video-scrittura e con correttore ortografico, calcolatrice) e a misure dispensative, per permettere loro di sostituire alcuni tipi di prove con altre,ma proprio per questo non dovrebbero contare su una figura che li segua,li aiuti e che metta in atto le strategie per facilitare il loro cammino scolastico?

DATA 24/06/2014 18.58.51 - AUTORE Concetta

Essendo presenti più alunni BES con problematiche simili nella stessa classe, l'insegnante può fare riferimento ad un unico PDP o deve stilare un PDP specifico per ogni bambino?

DATA 24/06/2014 19.03.48 - AUTORE maestra anna

Sono una insegnante di scuola primaria (scuola 6), la videoconferenza a cui ho assistito il 20 giugno è stata interessante. Mi ha chiarito diversi aspetti sugli alunni con bisogni speciali. Particolarmente interessante l'aspetto legislativo. Ma molto distante da ciò che è stato discusso è il vivere quotidianamente a contatto con 20 alunni, ognuno con problematiche diverse.

DATA 24/06/2014 19.22.49 - AUTORE maestra anna

La parte teorica è interessante, ma lo sarebbe ancora di più portare la teoria in classe. Come può un'insegnante da sola venire incontro a tutte le richieste dei bambini con bes e alle richieste dei bambini normodotati? Non è facile lavorare da soli in classe, senza nessun supporto. Oggi i bambini affetti da questi disturbi non hanno diritto ad avere l'insegnante di sostegno, ma devono avere un PDP e usufruire di strumenti che possano aiutarli nell'apprendimento, tutto questo è necessario per loro, ma vi assicuro che sola non è facile aiutarli.

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