Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: lunedì 23 ottobre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1250

COMMENTI - PAGINA 43

DATA 28/10/2015 23:58:05 - AUTORE Silvia_5I690O

Relativamente al mio lavoro con una allieva di seconda media, che presenta vari disturbi di apprendimento (da disgrafia a discalculia a disortografia, in parte dovuti ad una situazione famigliare pregressa molto complicata) , posso dire che : l'uso di strumenti visivi e grafici,l'utilizzo di cd audio per "leggere ascoltando " piccoli brani o interi libri,l'utilizzo della tastiera del computer per la produzione scritta di piccole composizioni,l'abbinare disegni e immagini ai testi per arricchirli di significati linguistici e concettuali, sono tutte strategie che stanno dando buoni frutti. In particolare l'utilizzo al computer di caratteri chiari e ben definiti, come Arial o Bianconero,o addirittura di particolari programmi come "leggi per me", in cui la ragazzina è incoraggiata a riascoltare il suono delle parole che scrive ed eventualmente ad autocorreggersi , si rivelano mezzi funzionali all'acquisizione di una familiarità con parole, fonemi e concetti non ancora del tutto chiari. Per la grammatica, in particolare la produzioni di frasi libere partendo dallo studio delle vocali di una parola, utilizzando ad esempio parole che contengano solo la "a" o solo la "e" come in "pelle", e da lì arrivare a una frase compiuta è una strategia valida per colmare alcune lacune che risalgono alla scuola elementare e che permangono da allora. Dopo un primo anno di lavoro con l'insegnante di sostegno e con l'utilizzo di tutti questi suddetti strumenti, nonchè del materiale didattico per fare i calcoli, noto una maggiore fiducia in sè stessa da parte della ragazzina e una crescita personale che va di pari passo con quella delle abilità scolastiche. Ringrazio Assodolab per questo corso, che ormai volge al termine, e tutti voi per la possibilità di arricchire la mia esperienza attraverso la lettura dei vostri commenti nel forum.

DATA 20/12/2015 13:05:32 - AUTORE annamariaE506M

Buongiorno a tutti. Sono una docente con esperienza ventennale complessiva sia come curricolare sia su sostegno nella sola scuola secondaria superiore, in particolare 'scuole di frontiera' per motivi personali di mobilità che mi hanno portata, di conseguenza, ad occupare sempre e solo gli ultimi posti disponibili, nonostante il mio precoce ingresso in ruolo. Un grazie è per me doveroso ai docenti Agostino Del Buono e Ugo Avalle, che nonostante i loro numerosi impegni professionali, come tutti noi d'altra parte, hanno sentito la necessità di fare chiarezza su un tema molto attuale: la disabilità. Infatti, che si tratti di DSA o di BES o di sostegno per obiettivi minimi o di sostegno per differenziata, comunque è prioritaria la conoscenza delle condizioni di apprendimento dell'allievo e delle norme previste in merito dallo Stato Italiano. Spesso, a causa di una diffusa mancanza di aggiornamento valido sull'argomento, lavorare nelle classi di scuole di frontiera è difficile, stressante e inefficiente. Personalmente non ho lasciato passare un solo anno della mia carriera senza frequentare un corso di aggiornamento (per mia scelta sempre a pagamento) e ritengo per me doveroso imparare da coloro che sono in prima fila nella difesa degli allievi più in difficoltà a causa delle loro capacità deficitarie. Spesso la discalculia, la disortografia e la disgrafia sono molto diffuse negli istituti professionali e non vengono mai individuate, nonostante le ripetute segnalazioni da parte dei docenti di sostegno più attenti, soprattutto per mancanza di una figura specifica che abbia in assegnazione e in osservazione effettiva l'intera scolaresca. Purtroppo i corsi BES e DSA (ma anche Sostegno a parere mio) non sono obbligatori e quindi molte patologie in campo scolastico sono del tutto ignorate. Per fortuna, il mondo del lavoro ha un'impronta ben più pratica di quello scolastico attuale e quindi gli allievi potranno compensare le loro mancanze con un impegno futuro laddove le loro capacità limitate non avranno il peso notevole che è evidente in campo scolastico. Noi classe docente non possiamo fare leva neanche sulle famiglie del giorno d'oggi, sempre più distratte rispetto ai bisogni educativi e scolastici dei figli e sempre più attente alle loro necessità tecnologiche nell'uso più effimero che se ne possa fare. Concludo con la seguente considerazione, che credo essere valida non solo per me: è vero che si può entrare nell'ambito scolastico in qualità di docente anche per caso, ma rimanere è una scelta.

DATA 23/12/2015 00:14:40 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

Con questo breve intervento intendo ringraziare tutti i colleghi che hanno seguito i corsi sui DSA e sui BES proposti da Assodolab.Mi complimento per i loro interventi sempre puntuali e ricchi di suggerimenti e stimoli. Un cordiale augurio di Buon Natale a tutti

DATA 25/12/2015 19:31:40 - AUTORE annamariaE506M

Questo mio secondo intervento sul forum sarà dedicato ai colleghi che come me sono appassionati all'aggiornamento professionale, cioè a tutti coloro che si dedicano al mantenimento e ampliamento delle proprie competenze professionali, adeguandole alle richieste della società odierna che ci offre allievi sempre più orfani. Personalmente vorrei aver vissuto gli anni in cui le scuole professionali e tecniche potevano usufruire di un predominante numero di ore nelle materie professionalizzanti, dal momento che la riforma della gestione del monte ore nelle scuole ha reso via via sempre più difficile giustificare l'acquisizione di competenze pratiche, che obiettivamente richiedono impegno e costanza in attività di laboratorio, in laboratori che al giorno d'oggi spesso vengono chiusi per mancanza di attrezzatura adeguata e aggiornata, e raramente, ma amaramente, anche per mancanza di personale tecnico previsto per legge. Con coraggio e perseveranza i docenti più attenti alle tematiche moderne continuano nei loro intenti e spesso si ritrovano a lavorare al posto di alcuni colleghi impegnati ad aggiornarsi solo sulla possibilità di gestire nuovi corsi aggiuntivi che incredibilmente sono pagati senza garanzia di successo formativo, ma si sostituiscono alla certificazione dello stesso in un inarrestabile esaurimento delle risorse economiche messe a disposizione dal Fondo Europeo per la cultura. Mi chiedo se anche in altri Stati accade lo stesso. Persino l'iscrizione ad un corso di aggiornamento, per la prima volta per me pagato dallo Stato, non può essere fatto a cuor leggero. Fortunatamente, avendo una formazione tecnico scientifica ho potuto valutare in rete tale scelta e avendo concluso lo studio delle video lezioni del Prof. Ugo Avalle, i cui appunti mi saranno utili nel corso dei prossimi interventi didattici che intendo fare sul territorio in cui opero, posso ritenermi soddisfatta della mia scelta.

DATA 27/12/2015 23:28:12 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

Prendo spunto dall'ultima parte dell'intervento a firma Annamaria, per ricordare a tutti i colleghi che Assodolab ed il sottoscritto sono disponibili a rispondere alle richieste di chiarimenti, aiuti, suggerimenti relativi alle tematiche del disagio e dei problemi dell'apprendimento.

DATA 10/02/2016 23:14:29 - AUTORE apolloniaI330K

Salve a tutti, sono un insegnante di sostegno primaria e infanzia e in questi pochi anni di insegnamento non ho avuto modo di lavorare con alunni con bisogni educativi speciali e, per questo cerco di tenermi aggiornata attraverso master o corsi di aggiornamento. Ritengo che i B.E.S. richiedono a tutti noi e alla scuola una capacità di risposta calibrata e specifica che esige, tra l'altro, competenze psicopedagogiche e didattiche, organizzazione, lavoro di rete interno ed esterno alle situazioni, capacità di analisi, risorse, mediatori, sostegni, tecnologie, spazi, intrecci.

DATA 12/02/2016 10:00:52 - AUTORE apolloniaI330K

A conclusione di questo corso ritengo che ci può essere relazione educativa se si è totalmente sintonizzati sulla persona con bisogni educativi speciali, senza il filtro di pre-giudizi, riserve o illusioni, riconoscendone la specifica identità in evoluzione. Non può esserci processo educativo se non disponendo mente e cuore, conoscenze e competenze sulla individuazione dei bisogni profondi e sulle esigenze di persone che hanno la necessità di autorealizzazione, di considerazione, di essere amati e di amare, di autostima, di gratificazione, di comunicazione, di apprendimento e di autonomia.

DATA 07/03/2016 11:33:10 - AUTORE Alessio

Buongiorno a tutti, in primis, ringrazio l'Assodolab per aver dato a noi professionisti ed insegnanti, la possibilità di poter frequentare il Corso sui Bisogni Educativi Speciali; devo dire, che sono alquanto fiero di poter frequentare questo Corso, in quanto lo stesso, potrà permettere a tutti coloro i quali saranno a contatto con ragazzi con difficoltà di apprendimento ed altro, di poter dare loro un valido aiuto culturale, ma soprattutto morale. Buona lezione a tutti.

DATA 08/03/2016 19:07:28 - AUTORE Alessio

Buonasera, seguendo le lezioni del Prof. Avalle, mi ha colpito positivamente il discorso che dagli alunni con problemi di apprendimento ed altro, bisogna cercare di estrapolare il meglio di loro, e non vietare o evitare che facciano determinate azioni; è vero, a me è capitato diverse volte, che ho avuto a che fare con dei ragazzi problematici e, in tutta sincerità, ho cercato di far esprimere il ragazzo/a al meglio, lasciando che lo stesso esprimesse, seppur a modo suo, ciò che in quel momento voleva dire. Concludo questa mia disamina, ringraziando ancora una volta tutti i docenti e gli interessati alla materia che si discute, per il prezioso sforzo professionale che quotidianamente mettono in atto. Alessio Rabbaglietti.

DATA 14/03/2016 08:56:08 - AUTORE IreneL682A

Sono una logopedista che da due anni lavora con bambini che presentano difficoltà o Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Per me è estremamente interessante approcciarmi a conoscenze tecniche da un punto di vista scolastico, dato che il corso, pur essendo aperto a tutti, è rivolto prevalentemente ad insegnanti curriculari o di sostegno. Questo mi è utile, in quanto spesso mi interfaccio attraverso colloqui con gli insegnanti dei bambini che seguo, e non sempre si condivide lo stesso bagaglio di conoscenze: io frequentemente mi trovo in difficoltà nel poter dare aiuti concreti all’insegnante, poichè non conosco la realtà del gruppo classe, le modalità didattiche o le difficoltà che possono avere altri compagni. Affrontare, dunque, la tematica da un punto di vista di un insegnante mi potrà indirizzare a più precisi suggerimenti; talvolta anche l’insegnante con cui mi confronto, se non ha ricevuto una formazione specifica, si trova in difficoltà a comprendere le reali fatiche del bambino, soprattutto nei primi due anni di scuola in cui si tende a “demandare” al tempo la risoluzione dei problemi, mentre un’individuazione precoce ed un intervento mirato di potenziamento in ambito scolastico, ancor prima dell’invio ai servizi sanitari, sono quello che spesso consente il rientro di suddette difficoltà e fatiche. Mi auguro che la comunicazione tra mondo scolastico e mondo sanitario si faccia sempre più chiara e il bagaglio di conoscenze diventi sempre più condiviso.

DATA 14/03/2016 10:51:12 - AUTORE Martina_F205N

Buon giorno a tutti. Sono una logopedista e lavoro quotidianamente con bambini e ragazzi (di età 6-14 anni), che presentano un Disturbo Specifico dell’ Apprendimento, sia questo legato alla letto-scrittura o alle abilità logico-matematiche. In particolare, ho preso parte ad un progetto di screening logopedico nelle scuole primarie del territorio in cui opero per l’individuazione precoce di soggetti a rischio DSA. Lavorando e vivendo nelle scuole ho preso sempre più coscienza del fatto che, al contrario di quanto possa far pensare il fatto che l’appellativo “dislessico” (o “discalculico”, “disgrafico”,...) venga utilizzato sempre più frequentemente, la conoscenza di queste realtà e dei Disturbi Specifici di Apprendimento non sia poi così chiara nell’ambiente scolastico. Detto questo non intendo assolutamente intromettermi in un ambito che non mi compete, né tantomeno criticare il lavoro svolto dai docenti; intendo condividere. L’obiettivo che io e i colleghi partecipanti al progetto vorremmo raggiungere è quello di creare una rete di collaborazione continua logopedista-insegnante, avviando interventi di formazione e scambio con i docenti e di tipo educativo mirati e specifici per i bambini, che facilitino piacevolmente la conquista della lettura e della scrittura, ma anche della logica e e della matematica... Perchè il lavoro d’individuazione precoce dei soggetti che possono essere definiti “a rischio” ha la finalità di limitare la probabilità di un futuro insuccesso scolastico e “l’odio” per la scuola. Sono fermamente convinta che la prevenzione sia un tassello fondamentale di ogni percorso.

DATA 15/03/2016 21:17:59 - AUTORE Jessica_D416E

Salve a tutti, sono una logopedista. Mi sono laureata pochi mesi fa, a novembre 2015. Durante il mio percorso universitario ho avuto modo di coltivare il mio interesse e la mia passione verso i disturbi dell’età evolutiva, soprattutto verso i disturbi specifici dell’apprendimento. Di fatti attualmente mi occupo prevalentemente di valutazione e riabilitazione di bambini con DSA. Parlando di apprendimento, mi sento di condividere quanto uno tra i prerequisiti fondamentali sia l’ambiente che ruota attorno al bambino; il ruolo della la famiglia, il ruolo dell’insegnanti e il rapporto con i compagni di classe. Mi rendo conto spesso di quanto sia complesso riuscire a costruire attorno al bambino con DSA una rete funzionale, di stretta collaborazione scuola - famiglia e specialisti, ma sono fermamente convinta di come solo un lavoro di cooperazione fatta di persone che, pur mantenendo ruoli diversi, portano avanti obiettivi comuni sia fondamentale per perseguire il benessere del bambino all'interno della scuola e non solo. Ringrazio l’associazione per la possibilità di approfondire queste tematiche e soprattutto per la bellezza dell’opportunità offerta di potersi confrontare con diverse figure che dedicano il proprio lavoro ai bambini e ragazzi con DSA.

DATA 22/03/2016 18:26:13 - AUTORE Jessica_D416E

In questo secondo commento vorrei congratularmi con l’associazione per l’ampio spazio dedicato al tema del disagio e al trattamento degli aspetti emotivo – relazionali, una componente che spesso erroneamente viene trascurata in quanto, parlando di DSA, l’attenzione viene in primis focalizzata sulle difficoltà strumentali di apprendimento, siano esse di lettura o di scrittura ecc. Benché mi sia appena affacciata al mondo del lavoro, ho avuto modo di incontrare tanti bambini e ragazzi con DSA con una forte demotivazione scolastica e una bassa autostima generale di se stessi. Purtroppo non tutte le figure che ruotavano attorno alla vita scolastica di questi bambini riuscivano a concepire il disturbo come qualcosa di svincolato dall’impegno e dalla voglia di questi alunni, determinando, così facendo, delle conseguenze importanti sulla vita scolastica ed extra scolastica dei ragazzi. L’aver sperimentato l’insuccesso a scuola ha di fatto avuto delle sequele negative sul loro modo di vedersi e di confrontarsi con gli altri. Penso sia doveroso da parte di tutti pensare al fatto che di fronte ad un disturbo specifico di apprendimento non siamo considerando “solo” una difficoltà a leggere o scrittura, ma un disturbo che può toccare ogni sfera della vita del bambino.

DATA 24/03/2016 23:47:07 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

La didattica senza anima e senza creatività. La demotivazione può essere indotta anche dall’insegnante quando perde la consapevolezza della sua funzione educativa e con essa la sua creatività didattica. Ad esempio quando impone l’introiezione invece dell’assimilazione; quando sovraccarica gli studenti di informazioni senza attenzionare il modo in cui le stanno apprendendo e rielaborando; quando non cura la componente affettiva-emotiva dell’apprendimento; quando accantona la riflessione sul valore e/o significato di ciò che si sta apprendendo. Tutti gli alunni devono poter apprendere in un contesto educativo " caldo" di affetti e "ricco" di emozioni

DATA 25/03/2016 12:33:19 - AUTORE Martina_F205N

Anch'io son giunta alla fine del corso. Non ero impreparata riguardo all'argomento perchè come logopedista lavoro quotidianamente a stretto contatto con bambini e Disturbi Specifici dell’Apprendimento, sono stata formata e tuttora continuo a formarmi sull’argomento. Tuttavia, ho trovato questo corso estremamente interessante perchè l’ho seguito e analizzato con una chiave di lettura completamente nuova rispetto a quella cui sono abituata. Il corso è ricco di spunti di riflessione e consigli facilmente attuabili dagli insegnanti che tutti i giorni, per ore, hanno a che fare con questi bambini (al contrario di un terapista che, per esempio, li segue per 45 minuti mono/bisettimanali). Ciò che le lezioni rendono chiaro è l’importanza di considerare lo studente con DSA non affetto da handicap, da una malattia, ma solo con un diverso stile di apprendimento. Senza presunzione alcuna, credo che la conoscenza di questa condizione sia il punto di partenza per un insegnamento efficace per gli studenti con DSA. Insegnare a bambini con diverse difficoltà è un aspetto del saper insegnare “creativamente”... un insegnante può mettere in campo diverse metodiche o interventi per sostenere gli apprendimenti di un bambino dislessico, così come vale per le sedute di terapia logopedica; sono “canali” che permettono l’apprendimento non solo ai bambini con DSA, ma a tutti gli alunni della classe. La presenza di casi di DSA in una classe per l’insegnante può diventare un’opportunità significativa per organizzare/riorganizzare la propria didattica per tutti, affinchè si crei un lavoro di gruppo, di inclusione, di condivisione, in cui ognuno potrà costruire il suo sapere. Ad oggi, so di poter dare consigli e direttive maggiormente fruibili ai docenti dei “miei” bambini, perchè questi piccoli (ma anche grandi) non sperimentino al di fuori dell’ambiente domestico il senso di inferiorità, di difetto, di abbandono.

DATA 31/03/2016 10:18:44 - AUTORE IreneL682A

A conclusione di questo corso mi sento molto più preparata nei consigli utili da poter dare agli insegnanti dei bambini che seguo. Oltre alle nozioni di base riguardo ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ho notato che è stata data grande importanza all’aspetto preventivo. Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento in sè è un disturbo che si manifesta solo quando il bambino entra nel mondo scolastico e per questo motivo io credo che proprio questo ambiente, che rende evidenti le difficoltà nascoste, debba essere un ambiente che in tutti i modi prevenga le svariate conseguenze negative di tali disturbi, come ampiamente descritte nel corso. Gli insegnanti spesso si trovano di fronte a situazioni di “emergenza”: il loro alunno mostra fatica, difficoltà, disagio. Bisognerebbe ragionare tutti insieme su come rendere l’ambiente scolastico un mondo dove non si verifichi “l’emergenza”, ma dove ci siano già una serie di strategie, di azioni e di modalità messe in atto per evitare che le difficoltà oggettivamente presenti sfocino in una variabile di sintomi più gravi, come il rifiuto, la demotivazione, o che le difficoltà specifiche si ingrandiscano e si stabilizzino nell’alunno. Una di queste strategie può essere rappresentata dal lavoro di potenziamento fonologico e metafonologico, come ha anche spiegato il Prof. Avalle durante il corso.

DATA 11/04/2016 20:56:46 - AUTORE elisa_f205n

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono ormai diventati una realtà che si è diffusa a macchia d'olio; la rilevanza dell'argomento è attribuibile alla crescita della prevalenza di DSA. I servizi sono oberati da richieste di valutazione per studenti con difficoltà scolastiche inviati dalle scuole, principalmente primarie di primo grado, per sospetto DSA. Tuttavia solo una piccola parte di queste segnalazioni si traducono effettivamente in diagnosi DSA; le difficoltà scolastiche possono essere legate a problematiche emotivo-relazionali, comportamentali o linguistiche (nel caso di studenti stranieri). Una diagnosi precoce permette di attivare, fin da subito, programmi di intervento efficaci che permettono di ripristinare le prestazioni scolastiche prima deficitarie, agendo indirettamente sulla motivazione ed il senso di autoefficacia dello studente.

DATA 17/04/2016 16:22:03 - AUTORE Daniela_E507R

Buongiorno a tutti. Sono una psicologa e sto per cominciare il corso online Advance “DSA-Disturbi Specifici dell’Apprendimento”. Ho deciso di frequentare questo corso per approfondire le mie conoscenze in merito ai DSA, dal momento che sono quotidianamente in contatto con bambini che presentano Disturbi specifici di apprendimento lavorando, oltre che in altri contesti, anche in una Scuola Primaria e in una UONPIA (rispettivamente da circa 2 e 3 anni). In alcuni casi mi confronto con bambini a cui non è stato riscontrato un vero e proprio Disturbo specifico, ma che tuttavia presentano importanti difficoltà di letto-scrittura e/o nelle abilità aritmetiche. In altri casi incontro i bambini nella fase che precede quella diagnostica, ovvero bambini che sono in attesa di essere valutati per accertare la presenza del DSA (molti di questi hanno già effettuato un accurato screeining nel contesto scolastico). E ancora, mi capita di lavorare con bambini di età prescolare con difficoltà ad apprendere i prerequisiti di apprendimento della letto-scrittura. Non solo mi interfaccio con i bambini, ma anche con i rispettivi genitori e insegnanti che chiedono indicazioni e strategie per una migliore gestione del minore, rispettivamente a casa, durante lo studio e lo svolgimento dei compiti, e a scuola. Oltre che contribuire alla fase diagnostica e d’intervento, mi trovo a supportare psicologicamente i bambini e i ragazzi, in virtù delle implicazioni non soltanto scolastiche, ma anche emotive e socio-relazionali che il DSA comporta ad ogni età, soprattutto quando il quadro clinico appare caratterizzato dalla presenza di altri disturbi psichici in comorbilità. Oltre che ritenere fondamentale una diagnosi e un intervento precoci, credo sia indispensabile un lavoro di equipe e di rete non soltanto tra le diverse figure professionali, ma anche con la famiglia, la scuola e tutti coloro che sono coinvolti nella vita del minore. Promuovendo sempre più incontri di sensibilizzazione rivolti alle famiglie, agli insegnanti e ai pediatri, si nota maggior collaborazione e disponibilità di ciascuna figura coinvolta. Ringrazio Assodolab per aver proposto questo corso e per la disponibilità, oltre che per la professionalità, fin’ora mostrata.

DATA 22/04/2016 21:54:59 - AUTORE elisa_f205n

Prossima al termine del percorso formativo mi piacerebbe condividere con voi alcune riflessioni sia sul corso ed i suoi contenuti sia personali-esperienziali. Innanzitutto ringrazio i professionisti di Assodolab per la disponibilità e professionalità dimostratami; la puntualità delle risposte, l’organizzazione del corso e l’opportunità di frequentare una formazione online valida e certificata a costi accessibili, non sono fattori di poco conto. Molta attenzione viene posta sulle modalità didattiche e gli accorgimenti comportamentali volti a migliorare le performance degli studenti con DSA. La diffusione di tali contenuti è fondamentale al fine di aiutare docenti e professionisti a pianificare una azione personalizzata e individualizzata per accogliere le potenzialità dello studente con DSA. Supporgo che i disguidi circa l’attuazione di un pdp possano essere in parte attribuibili a una difficoltà pratica di apertura nei confronti di metodiche nuove e innovative che richiedano uno stravolgimento del metodo didattico classico. a cascata incidono significativamente sull'autostima, sulla motivazione e sul senso di autoefficiacia. Sento di aver apprenso delle competenze in più e la possibilità di proporre accorgimenti ed indicazioni maggiormente precise e pratiche ai genitori ed insegnanti di bambini con dsa che ho in carico. In qualità di psicologa spesso mi trovo a sostenere questi ragazzi soprattutto dal punto di vista psicologico; enfatizzare l’importanza dell’apprendimento, il confronto con gli altri e il mettere in continua discussione le capacità di questi bambini non fa altro che compromettere significativamente, al di là del loro rendimento scolastico, il loro equilibrio psicologico facendo passare in secondo piano la problematica dell’apprendimento. Dietro ogni paziente o studente c’è un bambino e questo non bisogna dimenticarlo (me lo ripeto anch’io di tanto in tanto): non è un DSA è QUEL bambino con DSA.

DATA 01/05/2016 19:22:01 - AUTORE Daniela_E507R

Giunta al termine del corso formativo, voglio ringraziare i professionisti di Assodolab per l’organizzazione e la competenza mostrata, in particolare per l’approfondita e chiara trattazione di svariate tematiche inerenti ai DSA: dagli indicatori precoci in età prescolare, alle manifestazioni nelle varie fasce d’età scolare; dagli strumenti caratterizzanti la fase diagnostica a quelli relativi al percorso di intervento; dagli strumenti metodologico-didattici, a quelli riabilitativi. Questo corso è dunque molto utile non solo per i docenti, ma per tutti i professionisti che lavorano nell’ambito dei DSA. Lavorando come psicologa, sia in una Scuola primaria che in una UONPIA, questo corso mi ha permesso di acquisire conoscenze maggiori e la possibilità di suggerire ulteriori strategie e indicazioni non solo ai bambini o agli adolescenti con DSA, ma anche ai rispettivi genitori e insegnanti. Molti genitori e molti insegnanti si percepiscono, infatti, in difficoltà nella gestione di figli o alunni con DSA, rispettivamente a casa e a scuola. per questo motivo è bene che si rivolgano agli specialisti per richiedere una consulenza specifica, al fine di creare una rete di lavoro sinergica che permetta allo studente di potenziare le proprie abilità, conoscere i propri punti di forza e vivere con maggior benessere la fase di apprendimento scolastico e, più in generale, l’ambiente scolastico, acquisendo maggior fiducia in sé stesso.

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