Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: lunedì 23 ottobre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1250

COMMENTI - PAGINA 60

DATA 24/01/2017 20:49:32 - AUTORE Giuseppe

Anche sulla questione dell’inclusione occorre confrontarsi e chiarire meglio di cosa stiamo parlando. Per anni si è parlato di integrazione, in particolare in riferimento all’integrazione scolastica e sociale degli alunni con disabilità (distinguendo la disabilità-prodotta da un deficit sensoriale, motorio, intellettivo dall’handicap prodotto o conseguenza socio-culturale, ostacoli generati dalla società nell’interazione con il soggetto con disabilità); si diceva che fosse importante creare delle opportunità e delle situazioni educative e formative in grado di rimuovere barriere e ostacoli. Di modificare tramite la mediazione dell’azione educativa pregiudizi e situazioni handicappanti produttrici di esclusione, autoesclusione e stigmatizzazione/interiorizzazione. Poi da alcuni anni si è cominciato a parlare d’inclusione, precisando che si voleva sottolineare che il cambiamento non poteva essere a senso unico ma reciproco (soggetto e ambiente).

DATA 23/02/2017 01:31:23 - AUTORE Ilaria_I422M

Sono una logopedista che lavora con i DSA e devo dire che l'interesse e la motivazione mostrati dagli insegnanti che hanno deciso di partecipare a questo corso è veramente fonte di ispirazione per me. Come terapista mi rendo conto sempre di più che la collaborazione con gli insegnanti è tutto ma allo stesso tempo non è affatto scontato trovare personale formato, preparato e sensibile che sia in grado di comprendere le difficoltà dei bambini con DSA e che cerchi di aiutarli a superarle. Complimenti a tutti e complimenti a chi ha ideato il corso.

DATA 14/04/2017 11:11:56 - AUTORE Loredana-E951J

Buongiorno a tutti, sono una logopedista che si occupa principalmente di età evolutiva. Mi occupo della presa in carico di svariate patologie, in particolare della valutazione e del trattamento dei Disturbi Specifici di Linguaggio (DSL) e dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Al di là dell’individuazione e dell’intervento di tali quadri clinici, seppur di elevata importanza, vorrei soffermarmi e riflettere insieme a voi sull’importanza di alcuni ambiti che dovrebbero essere sempre tenuti in considerazione quando si è di fronte ad un bambino/ragazzo con DSA. Innanzitutto è necessario porre l’accento sulla sfera emotivo-relazionale. Gli alunni con DSA, a causa delle loro difficoltà, vivono in maniera stressante e frustrante qualsiasi attività didattica e inerente alle abilità di letto-scrittura. Per tale motivo si sentono inadeguati ed incapaci e di conseguenza i loro livelli di autostima si abbassano notevolmente comportando una scarsa motivazione, una rinuncia ed un allontanamento dagli studi. Risulta quindi di fondamentale importanza motivare quotidianamente lo studente ed innalzare la sua autostima riconoscendo e lodando il suo impegno e, dopo averli individuati, sottolineare sempre i suoi punti di forza senza soffermarsi sui punti di debolezza. Una buona autostima è essenziale per gli alunni con DSA (e più in generale per tutti gli alunni) per consentire loro di affrontare serenamente il percorso di studi. Un altro elemento di notevole rilevanza che può aiutare lo studente ad affrontare nel migliore dei modi il percorso scolastico è la collaborazione tra le varie figure che ruotano attorno al bambino. Docenti, famiglie, logopedisti e tutti coloro che si occupano di lui dovrebbero sempre cooperare e formare una rete funzionale per il benessere del bambino/ragazzo.

DATA 14/04/2017 14:27:26 - AUTORE Elisa_F205R

Buongiorno, sono una logopedista che si occupa principalmente del trattamento di disturbi del linguaggio e disturbi dell’apprendimento. Mi interessa particolarmente l’intervento di potenziamento in bambini che, tra la prima e la seconda elementare, presentano già delle difficoltà che possono far pensare ad un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Poiché in questi primi due anni della Scuola Primaria la variabilità nell’apprendimento e nell’automatizzazione dei processi di lettura e scrittura è molto ampia non sempre vi è una consapevolezza, da parte del genitore, dell’eventuale difficoltà del proprio figlio. Talvolta non viene dato il giusto peso agli invii da parte delle insegnanti, che segnalano lentezza o presenza di errori in lettura e/o scrittura, o il genitore giunge ad una valutazione solo a fine seconda elementare. Gli interventi di potenziamento si inseriscono in questo periodo critico e possono fare la differenza. Svolgendo l’attività di screening e potenziamento all'ultimo anno di alcune scuole dell’infanzia inoltre ho potuto riflettere sull'importanza di individuare precocemente alcuni indicatori di DSA, nonché residue difficoltà di linguaggio, che se potenziati possono ridurre la probabilità di andare incontro ad un Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

DATA 18/04/2017 16:01:13 - AUTORE Marilena_Z129U

Nonostante mi stia formando solo ora in modo strutturato sui disturbi dell’apprendimento è un argomento che ho incontrato molti anni fa. Durante gli studi universitari mi è capitato di aiutare molti ragazzi delle elementari e delle medie con i compiti, per sopperire a delle difficoltà non bene inquadrate dai genitori e spesso anche dai docenti, quasi sempre scambiate per pigrizia, scarsa dotazione cognitiva o disinteresse scolastico. Ai tempi ho provato a intervenire con gli strumenti del tutto improvvisati che mi sembravano potessero essere utili nelle specifiche situazioni, con risultati più o meno buoni. Per lo più il contesto uno-ad-uno favoriva la concentrazione, un clima favorevole all'apprendimento e un aggancio relazionale motivante, ma mi rendevo conto che molte volte questo non bastava. Successivamente ho lavorato come educatrice nelle scuole elementari, seguendo bambini con disabilità che avevano bisogno di strumenti didattici molto differenti rispetto ai compagni. Allora mi sono affidata a docenti più esperti, internet, colleghi. Nei primi anni di lavoro come psicologa evolutiva mi sono occupata di tutta una serie di patologie non legate ai DSA, ma avendo rapporti continuativi con la scuola dove il bambino passa gran parte delle sua giornata e dove è veicolato il grosso dell’apprendimento ho sentito il bisogno di approfondire le mie conoscenze sui DSA, formandomi attraverso la lettura dei libri e seguendo giornate dedicate al tema. In questi anni ho notato come una buona formazione sull'argomento sia indispensabile per avere un occhio attento alle difficoltà che il bambino può incontrare a scuola, fondamentale per un intervento tempestivo ed efficace.

DATA 20/04/2017 15:00:28 - AUTORE lucianog273v

il compito del docente, sempre nel possibile deve essere quello di far sentire i ragazzi con disturbi all'interno del gruppo-classe, ovviamente con i mezzi a disposizione che sono sempre più limitati e deficitari. quindi attivare un percorso specifico e sempre la cosa che necessita per avere un proficuo apprendimento ed al tempo stesso coinvolgere tutta la classe perchè la scuola deve essere inclusione e socializzazione.

DATA 23/04/2017 18:53:30 - AUTORE Marilena_Z129U

Seguendo gli argomenti del corso sui DSA ho notato come sia stato dato spazio anche alle conseguenze emotive legate al disturbo dell'apprendimento, soprattutto quando esso non viene identificato e preso in carico. Mi è capitato di seguire un bambino alle elementari, che è arrivato alla mia attenzione non tanto per i risultati scolastici insoddisfacenti, quanto invece per le difficoltà comportamentali che stavano via via crescendo in intensità e frequenza, tanto da generare pattern disfunzionali conflittuali fra scuola e famiglia. In questo caso pur avendo una diagnosi DSA non erano state attivate quelle misure dispensative e compensative previste dal PDP del bambino. Ad un incontro di conoscenza con le insegnanti questo aspetto è stato in un primo momento del tutto trascurato, il motivo del colloquio sembrava essere la situazione insostenibile creatasi per via del comportamento provocatorio e non adatto al contesto del bambino. Urla, provocazioni verso gli insegnanti, dispetti ai compagni, lunge soste al bagno, note sul diario quasi giornaliere. Le insegnanti condividevano l'opinione che il bimbo esagerasse le sue difficoltà, utilizzandole come scusa per fare meno del dovuto, in un atteggiamento di disinteresse e pigrizia che era visto come unica spiegazione a fronte di un livello cognitivo alto. Quello che è emerso in seguito a qualche colloquio con il bambino ha lasciato pochi dubbi sul suo interesse a fare parte della classe, ad essere gratificato dai suoi risultati e riconosciuto dalle insegnanti, con cui pure c'era un buon rapporto. Il messaggio paradossale era: "se fai il bravo vedi che riesci e andiamo tutti d'accordo" ma non riuscendo lui a riuscire, le forti pressioni, la delusione, la frustrazione e il timore di essere diverso lo conducevano a farsi sentire in altro modo. Nella sua disfunzionalità rispetto al contesto ha messo in atto un comportamento altamente funzionale: ha richiamato l'attenzione e ha fatto sì che scuola e famiglia si attivassero. Poi, ci sono i bambini che non si fanno sentire.

DATA 24/04/2017 09:19:02 - AUTORE Loredana-E951J

Sono giunta anche io al termine del mio percorso sui DSA con Assodolab e questa volta vorrei riflettere sull’importanza di un intervento precoce e tempestivo, argomento affrontato anche nelle lezioni del corso. A mio parere è opportuno conoscere gli indicatori precoci che possono aiutare ad individuare i bambini a rischio di insuccesso scolastico al fine di poter intervenire in tempi utili. La precocità e la tempestività degli interventi vengono infatti considerati due elementi prognostici favorevoli per due motivi fondamentali. Innanzitutto intervenendo precocemente è possibile identificare e suggerire fin da subito all’alunno delle strategie utili per supportare la didattica e modificare la manifestazione del disturbo dal punto di vista scolastico. In secondo luogo si ha una prognosi più ampia anche a livello psicologico e sociale, riducendo la frustrazione, il senso di inadeguatezza e di conseguenza aumentando i suoi livelli di autostima. Per effettuare quest’opera di prevenzione è opportuno che vi sia una sinergia progettuale tra le varie figure che gravitano attorno al bambino, ovvero la scuola dell’infanzia, la famiglia e i servizi sanitari. Per concludere vorrei ringraziare Assodolab per l’organizzazione, la gestione del corso, la ricchezza dei contenuti delle lezioni e per avermi dato la possibilità di approfondire questo argomento di grande importanza: i Disturbi Specifici di Apprendimento.

DATA 25/04/2017 18:42:35 - AUTORE Elisa_F205R

Giunta alla conclusione del mio percorso all’interno del corso online DSA Intermediate sono sempre più convinta dell’importanza della prevenzione e dell’attività di screening e potenziamento fin dalla scuola dell’infanzia. Prevenire il DSA significa mettere in atto tutte quelle strategie didattiche ed educative che mirano a ridurre gli effetti negativi del disturbo attraverso il potenziamento delle abilità di base che di solito sono compromesse nel bambino con DSA, e che attraverso “normali” attività non verrebbero da lui acquisite in maniera sufficiente. Prevenire e potenziare non significa guarire, ed infatti il contesto educativo/scolastico non coincide con quello riabilitativo/terapeutico. Grazie alla formazione ed all’aggiornamento degli insegnanti sulle presenti tematiche è possibile creare una rete intorno ai ragazzi in difficoltà a causa di un disturbo dell’apprendimento: più strette saranno le maglie di questa rete minore sarà il rischio di lasciare qualcuno senza un aiuto concreto.

DATA 10/05/2017 13:02:45 - AUTORE CRISTINAL103N

La LIM, da orami quasi dieci anni rappresenta uno strumento didattico a disposizione di quanti sono impegnati nel processo di formazione ed educazione di bambini, ragazzi ed anche adulti. La presenza di un tale strumento, integrativo peraltro a quello della lavagna classica, ha senza dubbio rivoluzionato la maniera tradizionale di fare lezione. L’intera didattica ha un nuovo volto: tutte le lezioni costituite dalla classica lezione frontale sono arricchite di nuovi elementi: video, immagini, musica etc… Un primo vantaggio dell’uso della LIM si riscontra nella sua capacità di stimolare in maniera vivace e dinamica l’intelligenza stessa di chi ascolta ed osserva (bambini in modo particolare), favorendone la capacità di astrazione e di analisi nonché di Problem solving. Per tutti i docenti invece la LIM rappresenta un’occasione autentica di arricchire il proprio bagaglio di competenze, con la possibilità di sperimentare un nuovo modo di fare scuola. Come succede per ogni innovazione anche la lavagna multimediale presenta alcuni svantaggi: i docenti che la utilizzano necessitano di conoscenze informatiche specifiche, frutto di una formazione continua ed aggiornata. È cosa nota che a volte i ritmi lavorativi sottraggono tempo a tale formazione creando disagio in tal senso. Un altro svantaggio è che se non usata in modo opportuno, a volte diventa uno strumento passivo difronte al quale ad esempio i bambini rimangono ore ed ore senza trarne alcun beneficio. Anzi, in quest’ultimo caso la eccessiva esposizione alla luce e allo schermo potrebbe anche sovraccaricare i bambini di stimoli visivi, generando irritabilità ed anche noia. Oltre qualsiasi esempio, è giusto riflettere sul fatto che ogni strumento innovativo a nostra disposizione, richiede un uso intelligente e moderato, per evitare diversi danni: ridurre l’uso della mano per scrivere, il dialogo, il confronto e infine l’uso della parola nel senso più ricco che possa esistere.

DATA 09/06/2017 11:16:13 - AUTORE GIOVANNA

Trovo sempre piu lavagne interattive nelle classi in cui mi mandano a fare supplenze, e da quando cominciai ad usarla si è aperto il mondo. Molte volte accanto, queste classi, hanno la lavagna classica di ardesia e guardandole entrambe mi meraviglio dell'apporto che sia riuscito a dare la tecnologia. Siamo però sempre più SOLO guide in questo mare che è il web e una volta quando il docente era colui che "deteneva i saperi" c'era più rispetto e stima. Ma la didattica così come la società è cambiata e molto. Lo scopo principale dell'uso delle TIC in aula è creare una vera didattica inclusiva in grado di agevolare gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento ed allo stesso tempo mantenere alto l'interesse e la motivazione del resto della classe. Ciò che potrebbe fare il singolo,si può fare a livello di classe, consentendo a chi ha delle difficoltà di essere sostenuto dall'apprendimento cooperativo o da altre metodologie

DATA 18/06/2017 12:52:01 - AUTORE mariaritah224p

Personalmente ritengo molto positiva l’attenzione che si è attivata da alcuni anni nei confronti degli alunni che presentano difficoltà o disturbi di apprendimento. Così come, di conseguenza, ritengo fondamentale il lavoro di formazione per insegnanti e altre figure educative interessate al tema. Nel mio lavoro di educatrice ho avuto modo di seguire, attraverso l’attività di sostegno scolastico, alcuni bambini e ragazzi con ritardo cognitivo medio/grave ed una ragazza con diagnosi di dislessia. La mia, pertanto, è un’esperienza indiretta ed esterna del lavoro effettuato a scuola, che mi ha consentito comunque di osservare alcune dinamiche. Quello che, secondo me, è fondamentale è che l’attenzione nei confronti degli alunni con disabilità, DSA e BES sia tradotta in un’effettiva personalizzazione dell’apprendimento. Ciò dovrebbe riguardare soprattutto metodi, strumenti e tempi: l’alunno deve essere riconosciuto nel suo bisogno specifico e aiutato a compensare le sue difficoltà e superarle, dove possibile. Soprattutto per quanto riguarda i tempi di apprendimento, sarebbe opportuno, a mio parere, dedicare tutto il tempo necessario al raggiungimento degli obiettivi che ci si propone passo passo, cosa che, tuttavia, capisco risulti difficile per gli insegnanti, pressati sempre dalla necessità di concludere i programmi.

DATA 19/06/2017 16:18:37 - AUTORE luana

Buonasera a tutti, sono una pedagogista , e da anni lavoro con ragazzi diversamente abili, frequento il corso DSA in quanto ritengo che è bene tenersi aggiornati o quanto meno essere informati anche su questo particolare settore e soprattutto sapere come intervenire nella fase iniziale, in quanto noi che siamo a stretto contatto con questi ragazzi spesso manca un adeguata formazione.

DATA 26/06/2017 15:52:37 - AUTORE mariaritah224p

Secondo la mia opinione, l’intervento precoce a favore degli alunni con DSA risulta fondamentale anche al fine di prevenire il rischio di disagio scolastico, e non solo, cui questi alunni sono particolarmente esposti. L’insuccesso scolastico, conseguito nonostante l’impegno profuso, può incidere notevolmente sullo sviluppo del bambino/ragazzo. Pertanto, è fondamentale che l’alunno con DSA trovi nell’ambiente scolastico, così come nella famiglia, adulti capaci di riconoscerlo e accoglierlo nel suo bisogno e nelle sue difficoltà, che non lo giudichino in maniera superficiale e frettolosa, magari svalutandolo, senza tuttavia commiserarlo e farlo sentire diverso. Credo, infatti, sia importante che gli interventi nei confronti degli alunni con DSA, soprattutto nella scuola secondaria, siano volti, oltre che a favorire l’apprendimento e aiutare l’alunno a gestire il disturbo, anche a riconoscere potenzialità e risorse del ragazzo e ad aiutarlo a fare altrettanto e ad investire sui suoi punti di forza. È questo un lavoro che dovrebbe riguardare ogni studente e dunque anche gli alunni con DSA. Ritengo, infine, che, come per tutti gli studenti, particolarmente per alunni con DSA, sia preziosa l’alleanza scuola-famiglia, necessaria per non disperdere il lavoro fatto a scuola e per aiutare i genitori ad affrontare in modo corretto le difficoltà dei figli.

DATA 27/06/2017 17:05:15 - AUTORE luana

Come educatrice ritengo essenziale che ci sia una concreta collaborazione e sinergia tra tutti gli organi formativi, ed in particolare sia l insegnante che noi operatori dovremmo sviluppare maggiormente atti di "empatia"senza il quale non è possibile la comprensione della vita mentale di un’altra persona. La scuola in particolare dovrebbe maggiormente riflettere sulle diversità individuali liberarsi da preconcetti e anacronismi per cercare canali comunicativi e strategie didattiche appropriate, facendo lo sforzo ad adattarsi al bambino affetto da DSA e non lui alla scuola.

DATA 28/06/2017 17:44:59 - AUTORE Alessandra_B180A

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), identificano problematiche più definite, identificabili in forma propria e non derivano, il più delle volte, da altre condizioni patologiche o disabilità varie. Sono disturbi delle abilità scolastiche, che possono creare nell’alunno difficoltà di diverso genere, anche nell’approcciarsi con gli altri e creare disagio e anche dispersione scolastica. Tutti gli allievi hanno comunque bisogno di una didattica più attenta alle abilità linguistiche e un clima sereno in classe, sarà utile al riconoscimento e al recupero dei soggetti dsa.

DATA 28/06/2017 18:01:00 - AUTORE Alessandra_B180A

Le condizioni di disagio scolastico possono manifestarsi attraverso varie modalità. Ad esempio con comportamenti di disturbo della classe, iperattività, irrequietezza, difficoltà ad inserirsi nel gruppo, scarsa attenzione e difficoltà di apprendimento, per arrivare poi al basso rendimento scolastico, sino all’abbandono degli studi da parte dell’alunno. Se tutto ciò avviene perché il soggetto mostra delle difficoltà nell’approcciarsi con i testi scritti e a comprenderne il senso, si dovrà constatare se egli sia un soggetto DSA. La dislessia è una forma di disturbo che si manifesta attraverso una lettura faticosa e scorretta, che non permette all’alunno di capire ed assimilare quanto appena letto. Per motivare questi alunni e per far portare a termine i compiti assegnati, si cerca di integrare le lezioni con materiali audiovisivi, attraverso il gioco e grazie anche ad associazioni di concetti. Questo, a mio pare torna utile anche per il resto della classe, la quale sarà incentivata a seguire meglio le lezioni, ma anche ad aiutare il compagno che si porta dietro questo particolare disagio.

DATA 04/08/2017 18:04:13 - AUTORE MiryamH703M

Sono una terapista che nel tempo libero segue bambini della scuola primaria nell'eseguire i compiti a casa. Mi è capitato di seguire un bambino che, fin dalla prima elementare, ha mostrato particolari difficoltà nella lettura, nel copiare i compiti scritti alla lavagna, nel confondere grafemi simili e così via..Fin quando non gli è stato diagnosticato il disturbo dislessico, anche se in ritardo rispetto ai tempi ordinari. Se prima della diagnosi il bambino provava frustrazione e un senso di inferiorità all'interno della classe, adesso, vive il percorso scolastico con più serenità visto le giuste strategie d'intervento. Questo dimostra quanto sia importante riconoscere, il prima possibile, casi di DSA. E'grazie a questa esperienza che ho deciso di intraprendere questo corso di formazione e aggiornamento DSA.

DATA 04/08/2017 18:21:22 - AUTORE MiryamH703M

I soggetti con disturbi specifici dell'apprendimento mostrano difficoltà nell'acquisizione e uso di abilità e comprensione del linguaggio orale, della letto-scrittura e del ragionamento. Investono molta energia e tempo nel svolgere un compito che un qualsiasi compagno svolgerebbe facilmente e in tempi brevi. Questo crea in loro un senso di malessere, se non supportati adeguatamente. A tal proposito, ritengo necessaria un'attenta osservazione da parte di tutte le figure che interagiscono con i bambini, per individuare eventuali casi di disturbi specifici d'apprendimento già dai primi segni, poichè non sempre i docenti individuano in tempo determinati casi, non per mancanza di professionalità, ma per il consistente lavoro che devono svolgere durante l'anno e sicuramente influisce il gran numero di alunni che formano le classi della scuola primaria.

DATA 29/08/2017 17:02:02 - AUTORE Alessandra_B180A

A conclusione di questo mio corso online sui BES, volevo esprimere il mio parere. Tutti gli alunni hanno il diritto e il dovere di essere ascoltati. Le loro difficoltà sono numerose, si trovano ogni giorno ad imparare cose nuove. E questo è ancora più difficile per i ragazzi con “bisogni speciali”. Non vanno emarginati, ma inclusi nel progetto scuola. I Consigli di classe hanno il dovere di effettuare al meglio la programmazione, con metodi d’insegnamento specifici e personalizzati per questi studenti. Mi rendo conto che la scuola di oggi ha molte limitazioni, pochi fondi da gestire e tanti problemi. Ma tutto ciò non deve ricadere sulle spalle di questi studenti, che già si trovano ad affrontare inconsapevolmente la vita con problematiche fisiche, o psicologiche, o sociali del tutto indipendenti dalla loro volontà. Più impegno da parte nostra e più fiducia da parte delle famiglie. Questa, secondo il mio modesto parere, è la ricetta vincente.

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