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DATA: domenica 17 dicembre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1250

COMMENTI - PAGINA 17

DATA 17/04/2012 15.48.01 - AUTORE ANNA_I862Y

La dislessia è una "disabilità" specifica dell' apprendimento ed è caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Queste difficoltà possono riguardare la capacità di comprendere ciò che viene letto e una ridotta pratica della letturaa che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale del bambino. Sicuramnente è fondamentale avere una diagnosi precoce in un bambino affetto da DSA ed è compito del docente rilevare le difficoltà che il bambino incontra. Infatti, prima si interviene e meglio è, cercando di ridurre le sue difficoltà e trovando strategie cognitive che possano prevenire conseguenze anche a livello psicologico.

DATA 17/04/2012 16.58.13 - AUTORE LORENAC139X

Sono un'insegnante di scuola primaria e l'anno scorso mi sono abilitata al sostegno, quest'anno ho iniziato a lavorare in questo campo, infatti sto seguendo un alunno che presenta problemi sia di dislessia che di disortografia. Questi disturbi specifici d'apprendimento sono la conseguenza del contesto familiare in cui è inserito il bambino, il quale è privo di stimoli culturali e ciò ha contribuito alla manifestazione del disagio scolastico. Il bambino vive una sorta di svantaggio socioculturale rispetto ai compagni dovuto a diversi fattori come:la zona e le condizioni di residenza, il livello di istruzione dei genitori, l'isolamento del già piccolo centro abitato.E' importante creare in classe un clima sereno in cui l'alunno si senta uguale e non "diverso" dagli altri, attraverso varie metodologie quali: il cooperative learning, il tutoring, etc.Trovo questo corso molto interessante e rappresenta anche un buon approfondimento.

DATA 17/04/2012 17.10.53 - AUTORE annarella

Sono un'insegnante d scuola primaria e, durante la mia discretamente lunga carriera, ho incontrato tanti alunni che, a mio giudizio, presentavano, e presentano tuttora, quelli che si definiscono Disturbi Specifici dell'Apprendimento. In passato ho cercato di metterli a loro agio, facendo del mio meglio e cercando del materiale che potesse essere un valido e utile sussidio, anche se il più delle volte ho dovuto fare affidamento sulla mia sensibilità e sulla mia esperienza. Negli ultimi anni c'è stata una notevole opera di divulgazione e sensibilizzazione alle problematiche legate ai DSA, grazie anche alle ultime normative vigenti, per cui è possibile trovare anche in rete,come questo corso dimostra, dei validi supporti e la possibilità di scambiare idee, opinioni ed esperienze. Tuttavia il problema principale rimane, a mio avviso, la resistenza di molti genitori ad accettare che i loro figli possano essere affetti da uno o più di questi disturbi. Per tale motivo il lavoro del team docente diventa molto più difficile, in quanto attuare misure compensative e dispensative a scuola può andare a cozzare contro questo "muro". E dal momento che una fattiva e costante collaborazione tra la scuola e la famiglia è essenziale al fine di ottenere degli apprezzabili risulati, si può comprendere quanto la mancanza di essa può rivelarsi dannosa, in particolare per quel che riguarda l'aspetto socio-affettivo, oltre che cognitivo. E'necessario quindi per un insegnante saper indirizzare le famiglie, cercando il modo migliore per presentare le problematiche e chiedere il loro aiuto senza farli sentire inadeguate e incapaci.

DATA 17/04/2012 21.40.36 - AUTORE Rachele_G320O

Innanzitutto ringrazio l'associazione "ASSODOLAB" per questi corsi DSA on-line,certamente da beneficiarne e per ampliare le conoscenze e le varie strategie da adottare nei confronti di bambini con DSA. Perchè non si può ignorare e né negare le difficoltà che incontrano nella loro vita scolastica e non solo. Lavorare per loro e con loro adottando un percorso ottimale per la loro crescita e apprendimento ci permetterà di raggiungere il successo.

DATA 17/04/2012 22.21.10 - AUTORE MINA_F162Q

Molte volte, le difficoltà di apprendimento in ambito scolastico determinano uno scarso rendimento, che porta a catene di insuccessi prolungati, che inevitabilmente compromettono l'immagine di sè e l'autostima del soggetto.La mancanza di fiducia nelle proprie possibilità determina quindi un disagio psicologico che può portare facilmente alla timidezza, alla fobia sociale, alla depressione. Le sollecitazioni provenienti dall'adulto possono far sentire il soggetto dislessico ancora più incapace ed incompetente, ma soprattutto colpevole di non applicarsi allo studio come si dovrebbe fare o, peggio, come fanno gli altri.Il non sentirsi all'altezza delle aspettative del mondo adulto, gli isuccessi scolastici, le difficoltà relazionali, la scarsa autostima, possono indurre il soggetto dislessico ad un forte disimpegno scolastico, all'apatia, all'isolamento sociale.

DATA 17/04/2012 23.16.56 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

Noto con piacere che gli insegnanti,in numero sempre maggiore, si sensibilizzano al problema dei DSA ed agli interventi adeguati per affrontarli in modo adeguato. E' da numerosi anni che in altrettanti corsi di aggiornamento presento agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado l'importante e grave problema dei DSA,spesso ignorato e/o travisato. Invito caldamente i docenti che partecipano a questo forum a rivolgermi domande e dubbi sui DSA.

DATA 18/04/2012 9.37.45 - AUTORE anselmob963c

1° intervento forum Assodolab anselmob963c Salve, sono un docente precario di scuola secondaria di second0o grado di sostegno AD01 e di matematica e fisica A049; nella mia esperienza di docente mi è capitato talvolta di avere ragazzi con DSA, la prima cosa che l’esperienza mi ha insegnato è che ognuno è diverso. Le persone con dislessia o discalculia, con disgrafia o con disortografia, oppure, ancora, con un disturbo dell’attenzione, sono diverse le une dalle altre e hanno un modo unico e originale di affrontare la scuola. Inoltre ho osservato che spesso il disturbo si presenta in varia misura e non necessariamente isolato: un dislessico può essere, per esempio, anche discalculico.

DATA 18/04/2012 15.23.13 - AUTORE MARIAGIUSEPPINAL845O

Nel mondo della scuola uno dei problemi più sentiti è costituito dall’insegnare agli alunni le abilità strumentali del “leggere, scrivere e far di conto”. Queste sono competenze fondamentali nella formazione del cittadino e spesso la loro acquisizione non si presenta semplice e scontata. A volte può succedere che quello che per molti risulta essere molto facile, per altri diventa talmente difficile da indurli a rinunciare alla sfida cognitiva, con grande frustrazione. E’ importante che, nella scuola dell’infanzia e nei primi anni della scuola primaria, si sviluppino nel bambino le abilità specifiche di percezione, attenzione, memoria visiva e uditiva che sono prerequisiti fondamentali o processi parziali per l’apprendimento della lettura e della scrittura. Il carente funzionamento di queste abilità può essere causa di disturbi della letto- scrittura e del calcolo. Noi insegnanti, ci troviamo comunemente a dover affrontare situazioni di mancato o difficoltoso apprendimento, per questo dobbiamo riflettere sulle potenziali strategie di intervento non solo circoscritte all’attività didattica curriculare ma anche legate all’ambito extrascolastico come il servizio sanitario nazionale e la famiglia dell’alunno.

DATA 18/04/2012 15.48.02 - AUTORE ANNAF030O

Ho trovato questa definizione che voglio condividere con voi, è di Lyon et al. (2004): “la dislessia è una delle numerose disabilità dell’apprendimento. È un disturbo specifico su base linguistica di origine costituzionale, caratterizzato da difficoltà nella decodifica di singole parole, e di solito riflette un’insufficiente elaborazione fonologica. Queste difficoltà sono spesso inattese in rapporto all’età e ad altre abilità cognitive e scolastiche e non derivano da una disabilità evolutiva generalizzata o da una menomazione sensoriale” Tra le manifestazioni generali si evidenziano: •Incapacità di leggere il testo scritto in modo fluente e con un buon livello di comprensione; •Problemi nell’acquisizione di una scrittura efficace ed efficiente; •Difficoltà a imparare alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno e le tabelline; •Difficoltà spazio-temporale e in alcune abilità motorie. Tra le manifestazioni specifiche : •Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio; •Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari; •Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori; •Difficoltà di decodifica sequenziale ; •Prevalenza della componente intuitiva.

DATA 18/04/2012 16.17.11 - AUTORE MARIAE419N

Sono docente di Scuola Primaria ed insegno da diversi anni. In ogni gruppo classe ci sono diverse problematiche da affrontare tutti i giorni;spesso si è da soli senza alcun supporto e la conoscenza delle strategie metodologiche e didattiche non basta:a volte ci vogliono interventi mirati e duraturi per ridurre disagi e difficoltà nell'apprendimento. Un ruolo decisivo è determinato dalla sensibilità della famiglia che,messe da parte tutte le motivazioni sociali,lascia intervenire la Scuola per il "bene e l'interesse", nonchè il successo del bambino.

DATA 18/04/2012 20.49.20 - AUTORE Daniela086l

Sono stata per molti anni insegnante nelle scuole secondarie di secondo grado (licei classici e scientifici) e solo da pochi anni sono stata immessa in ruolo nella scuola secondaria di primo grado: mi è parso di entrare in un universo parallelo con alunni totalmente diversi rispetto a quelli che avevo avuto nelle scuole superiori. Diverse le problematiche da affrontare, legate a fasce di età differenti con tutte le conseguenze che ciò comporta, ma quello che mi ha per un attimo bloccata è stato l'impatto con realtà che fino all'ingresso nella "scuola media" erano a me sconosciute e nessuno mi aveva preparato ad affrontare: la disabilità. All'inizio non conoscevo alcun metodo per rapportarmi con questi alunni e temevo di poter arrecare loro dei danni con comportamenti non adeguati che avrebbero potuto rivelarsi deleteri per questi ragazzi, ma col passare del tempo leggendo e studiando ho imparato non solo a rapportarmi con loro, ma riusciamo assieme a trovare le "strade" giuste per poter approcciare discipline quali le scienze e la matematica. Ciò che ho letto e studiato è stato fondamentale, ma il buonsenso mi aiuta tantissimo nell'affrontare le difficoltà quotidiane. Cerco di far capire a questi ragazzi che non sono diversi dai loro coetanei, ma semplicemente hanno chiavi di lettura diverse per approcciarsi allo studio delle varie discipline. Gli ostacoli che ancora oggi sono veramente duri da superare sono le classi numerose che impediscono all'insegnante di potersi dedicare all'alunno affetto da DSA e le famiglie che molto spesso non accettano che il proprio figlio possa essere "diverso" e troppo spesso tendono a richiedere all'insegnante una politica dispensativa piuttosto che compensativa. Tentano di interagire con la didattica e così facendo turbano il clima positivo che si crea in classe per favorire l'autostima del ragazzo affetto da DSA.

DATA 19/04/2012 14.56.00 - AUTORE ANTONIETTA_L845J

I disturbi specifici di apprendimento, di natura neurobiologica e di origine costituzionale, si evidenziano nei primi anni della scuola primaria, cioè quando i bambini iniziano il loro percorso di alfabetizzazione culturale. In questo periodo nei bambini si possono evidenziare alcune difficoltà, originate da cause diverse: alcune difficoltà possono scomparire nel corso del primo ciclo di scuola, mentre altre possono peggiorare. A mio avviso, la scuola deve essere capace di intervenire in modo precoce, durante le prime fasi di acquisizione della lettura e della scrittura, somministrando screening per individuare eventuali difficoltà che possono evolversi in dislessia.

DATA 19/04/2012 17.53.13 - AUTORE Daniela_i754o

Salve, sono appena arrivata alla conclusione di tutte le video-lezioni; devo dire che mi sono state tutte di grande aiuto, un modo molto pratico e interessante, per arricchire le mie scarse conoscenze sui disturbi dell’apprendimento. Ritengo infatti, che la formazione del docente sia basilare: solo le giuste conoscenze in materia possono dare agli insegnanti gli strumenti per fornire un aiuto concreto ai bambini affetti da problematiche di apprendimento, e permettono altresì di organizzare interventi individualizzati efficaci. A conclusione di questo corso mi ritrovo con dei nuovi strumenti per rendere l’ambiente scolastico più positivo e propositivo.

DATA 19/04/2012 18.30.36 - AUTORE GUIDOE417Y

Io penso che per aiutare gli alunni con DSA bisognerebbe prevedere, in ogni Istituzione scolastica, la presenza di un esperto della psicologia dell'età evolutiva. Questa figura professionale dovrebbe coordinare il lavoro degli insegnanti e adeguare le strategie metodologiche ai bisogni dei singoli alunni.Un altro aiuto molto importante sarebbe quello di organizzare il lavoro "per classi aperte" in modo da fornire agli alunni in difficoltà tempi più "distesi" per svolgere il proprio lavoro.

DATA 19/04/2012 20.06.16 - AUTORE ANNA_I862Y

Non bisogna dimenticare che il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, visto che non può farlo in modo automatico e perciò si stanca facilmente, commette errori, resta indietro.La difficoltà di lettura perciò implica anche problemi nella scrittura ma sono comunque bambini vivaci, intelligenti e creativi.Spesso i bambini dislessici possono avere anche problemi di scrsa autostima e demotivazione verso le attività scolastiche ma tutte queste sono conseguenze non la causa della dislessia.E' necessario capire che questi bambini possono imparare anche se in modo diverso dagli altri. Fondamentale poi è il lavoro di squadra tra genitori, operatori specializzati e docenti in modo da garantire una coordinazione di interventi e soprattutto non farlo sentire diverso dagli altri. L' utilizzo di software inoltre permette al bambino di affrontare più serenamente le attività scolatiche e di riabilitare le competenze deficitarie. Infatti è compito di noi insegnanti mettere in atto tutto ciò che serve a ogni bambino per favorire il profitto in base alle sue caratteristiche, realizzando un Percorso Didattico Personalizzato comprensivo di tutte le misure dispensative e compensative e dei criteri di valutazione personalizzati.

DATA 19/04/2012 23.19.49 - AUTORE mariavincenza_g511v

Alunni con DSA sono molto frequenti nelle classi di scuola di ogni ordine e grado. Gli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria devono essere particolarmente accurati e attenti nell’osservazione dei comportamenti di ciascun bambino per non confondere un eventuale disagio con un ritmo di apprendimento più lento. Sono d’accordo col prof. Avalle quando dice che non prima della seconda classe della scuola primaria è possibile avere una diagnosi certa. Una volta accertati i DSA (perché molto spesso sono più di uno), gli insegnanti possono mettere in atto quelle strategie didattiche, misure compensative e dispensative che consentano all’allievo di raggiungere, durante il corso di studi, gli stessi risultati dei suoi coetanei. Ma può capitare che, nel percorso scolastico di un bambino , né la scuola, né la famiglia si accorgano che qualcosa non va. Succede allora che lo scarso rendimento, la svogliatezza, l’irrequietezza vengano attribuite alla mancanza di studio piuttosto che ai DSA. Lavorando nella scuola secondaria di secondo grado, mi auguro di riuscire a distinguere bene l’ alunno con DSA da quello poco volenteroso per potergli garantire il raggiungimento delle abilità e delle competenze previste dalle Indicazioni Nazionali.

DATA 20/04/2012 16.50.53 - AUTORE Giuseppina-I754Y

SECONDO INTERVENTO FORUM ASSODOLAB GIUSEPPINA. Alla conclusione di questo corso ritengo molto importante la collaborazione insegnanti – genitori per poter dare un aiuto “sereno” ai bambini che presentano disturbi specifici di apprendimento e cercare insieme dei centri specializzati. Al giorno d’oggi di bambini affetti da disturbi specifici di apprendimento sono ormai tanti e quindi ritengo giusto che bisogna dare le giuste attenzioni senza far sentire l’alunno a disagio nel contesto classe. Grazie alla partecipazione a questo corso ho potuto approfondire le mie conoscenze arricchendole e spero un giorno di poterle mettere in atto dato che fino ad oggi non ho riscontrato mai un bambino affetto da DSA.

DATA 20/04/2012 20.20.25 - AUTORE Rachele_G320O

Scrivere, è sempre stato un compito molto complesso e quando si scrive si possono incontrare diverse difficoltà non solo di tipo ortografico,ma,anche nel tratto grafico,punteggiatura ecc. Gentile prof.Ugo Avalle, le vorrei chiedere cosa è più agevole per la produzione scritta, in un bambino con DSA: lo stampato maiuscolo, lo stampato minuscolo o il corsivo e poi nel caso in cui sia possibile l'uso del computer anche in classe, si può privilegiare la scrittura con il computer, oppure, impedisce l'apprendimento e il miglioramento della capacità a scrivere.

DATA 20/04/2012 21.34.14 - AUTORE Rosetta_L305M

Sono un'insegnante curriculare di scuola prmaria e insegno da quasi trent'anni. Avendo nella classe in cui opero degli alunni che presentano difficoltà nella grafia e nell'ortografia, ho analizzato con molto interesse e attenzione la parte del DVD che riguarda la scrittura. Alla luce di quanto letto, riflettendo sulla mia esperienza e su quella dei miei colleghi di lavoro, con cui discuto spesso, ho purtroppo constatato che nell'insegnamento della lettura e della scrittura,non sempre si rispettano tempi e passaggi adeguati. A iniziare dalla scuola dell'infanzia, si procede con fretta, si sottovalutano e si saltano passaggi fondamentali e non si rispettano i tempi e le capacità di ogni alunno.Succede così che le difficoltà di alcuni bambini non sono sempre riconducibili a motivi neurobiologici e costituzionali, ma a " disturbi d'insegnamento". Nonostante ciò nella classe possono esserci anche degli alunni con DSA e ritengo che la formazione e l'aggiornamento siano molto importanti per migliorare la professionalità del docente con alunni "normali" e quelli in difficoltà.Chiedo al Prof. Ugo Avalle :- Come distinguere un alunno con DSA? Alla fine di quale classe è sicuramente certificabile? Grazie.

DATA 21/04/2012 16.32.33 - AUTORE ROSANNA68

E’ la prima volta che partecipo ad un corso d’aggiornamento/formazione on- line. Già dalla presentazione e dalle prime due video lezioni ,tenute dal professore Ugo Avalle,ho potuto constatare la facilità della strutturazione e dell’organizzazione del corso e l’importanza delle tematiche affrontate. Da questo corso spero di poter apprendere consigli,strategie e notizie sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento in modo da veicolarli, nella giusta maniera,ai bambini affetti da tali patologie,poiché oggi sono in molti a soffrirne e sono anche,purtroppo, in forte aumento.

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