Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: domenica 17 dicembre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Un aiuto concreto agli alunni con DSA, BES ecc.. da parte degli insegnanti di sostegno e curriculari.

In questi venti anni ed oltre di insegnamento, penso di aver visto un po’ tutto quello che succede negli Istituti di Scuola Superiore italiana. Dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest, anche se gli edifici scolastici cambiano dal più moderno a quello più obsoleto, il materialo umano è sempre lo stesso. Gli alunni in difficoltà vanno motivati o rimotivati, gli insuccessi scolastici vanno portarli a dei buoni risultati, la perdita di autostima ed atteggiamenti rinunciatari nei confronti della Scuola devono essere un punto prioritario di ogni docente, sia esso specializzato sul sostegno, sia esso curriculare. Ognuno deve dare il meglio di se stesso, partendo dalla propria esperienza professionale. Gli alunni ed in special modo, gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, gli alunni che necessitano di BES – Bisogni Educativi Speciali o con altre patologie, andranno trattati “con guanti bianchi” perché il loro avvenire è alquanto incerto ed insicuro. Il buon educatore dovrà alleviare il disagio, le difficoltà, i disturbi ed ottimizzare i bisogni che portano ad un rallentamento del programma nel soggetto affetto da patologie. Occorre fare di tutto affinché gli alunni abbiano lo stesso trattamento e la stessa «change» nella vita piena di ostacoli che a volte sono insormontabili. Un ringraziamento va all’associazione Assodolab che ha affrontato questi discorsi attraverso corsi di formazione e aggiornamento on-line e in presenza sia sui DSA che sui BES attraverso momenti di formazione in videoconferenza e a voi che seguite con attenzione questi bambini. Prof. Agostino Del Buono Presidente Nazionale Assodolab

DATA: 10/02/2011 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 1250

COMMENTI - PAGINA 24

DATA 13/05/2012 21.42.42 - AUTORE Prof. Ugo Avalle

Rispondo al quesito dell'insegnante a firma mariae419n,ma il contenuto della risposta va esteso anche ad altri quesiti inseriti in questo forum. L'alunno che presenta delle difficoltà di apprendimento ,anche se non è certificato,deve ricevere da parte di tutti i docenti di classe un'attenzione metodologico-didattica " particolare" al cui interno si trovano anche i criteri per la valutazione che deve essere commisurata alle abilità e competenze che gli insegnanti hanno notato essere possedute dall'alunno. Quando gli insegnanti di classe hanno condiviso la programmazione e l'hanno sottoscritta,non esistono problemi per quanto concerne la valutazione finale.

DATA 14/05/2012 10.58.04 - AUTORE Belinda_E004U

Salve sono la titolare di un centro di assistenza didattica, svolgo attività di recupero per colmare le lacune scolastiche, lezioni private, oltre che insegnare un valido metodo di studio. Tra i ragazzi che seguo c’è una ragazza DSA con certificazione, che frequenta il primo anno di scuola secondaria di secondo grado. Già dall’anno scorso per la preparazione dell’esame di terza media abbiamo lavorato molto con le mappe concettuali corredate di piccoli testi e immagini a colori, inizialmente le ho scaricate da internet, poi ho insegnato alla ragazza come utilizzare diversi software gratuiti e successivamente ha iniziato a costruirle lei. La memoria fotografica in questi casi aiuta molto, ha sostenuto un ottimo esame, i professori le hanno fatto molti complimenti, anche nelle lingue straniere, nelle quali era molto carente. Anche quest’anno abbiamo proseguito di questo passo, registra le mie lezioni, perché le sintetizzo a voce le pagine da studiare soffermandomi sui concetti più importanti, poi facciamo le mappe o le fa autonomamente. Credo che l’utilizzo di mappe concettuali sia un ottimo strumento per gli alunni DSA.. e non solo.

DATA 14/05/2012 11.23.14 - AUTORE anselmob963c

2° intervento forum Assodolab anselmob963c Salve, sono un docente precario di scuola secondaria di secondo grado di sostegno AD01 e di matematica e fisica A049; il corso sta per volgere al termine. Ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti perchè il confronto con altri pareri allarga ed estende le nostre conoscenze e fa 'sì che il nostro lavoro risulti più presciso, minuzioso, professionale. La presenza di ragazzi dislessici alla scuola media superiore è significativa, in particolar modo negli istituti professionali; questi ragazzi vanno spesso incontro ad insuccessi e abbandono scolastico nonostante gli insegnanti sono senz’altro più preparati sul tema rispetto a qualche anno fa; non sempre l’istituto professionale offre più possibilità di successo. Occorre che tutte le scuole si attivino per essere sempre più preparate ad accogliere gli studenti DSA, offrendo loro l’opportunità di seguire percorsi di studio adeguati alle loro capacità cognitive e ai loro interessi.

DATA 14/05/2012 17.12.04 - AUTORE PatriziaL845J

1° Intervento Sono un’insegnante di scuola primaria dall’esperienza ventennale e noto che il numero degli alunni con DSA dai livelli più lievi a quelli più complessi sia in sensibile aumento. Ho sempre cercato, dopo un’accurata osservazione delle risposte degli alunni alle varie proposte di lavoro didattico, di sensibilizzare innanzitutto la famiglia, se il problema non si era ancora manifestato, per attivare forme di intervento mirate in collaborazione con figure specialistiche soprattutto nelle prime classi. Il percorso di approfondimento proposto dal DVD ha aggiornato ed ampliato in modo significativo le mie conoscenze, sia come base teorica che di intervento diretto nella pratica didattica.

DATA 14/05/2012 17.42.58 - AUTORE PatriziaL845J

2° intervento Il percorso di studio/intervento offerto dal percorso B mi ha permesso di usufruire di una base conoscitiva più dettagliata sulla genesi dei DSA, derivanti da problemi neurobiologici e genetici e che coinvolgono competenze attentive e mnestiche, linguistiche, di simbolizzazione, visuo-grafiche e metalinguistiche in presenza di normodotazione intellettiva ed adeguate opportunità educative. In un DSA possono essere compromessi rapidità e fluidità nella scrittura, nella lettura e nel calcolo. Per una loro efficace risoluzione è fondamentale la precocità dell’intervento, volto a compensare il gap tra potenzialità e livello scolastico, a far diminuire errori e lentezza esecutiva e soprattutto ad evitare reazioni emotive negative al disturbo che altrimenti rischierebbero di crescere nel tempo e cumularsi con incidenza deleteria sull’equilibrio psico-affettivo e sociale dell’alunno.

DATA 14/05/2012 18.56.30 - AUTORE giuseppina

Sono una docente di Economia e ho accolto con grande entusiasmo e interesse questo corso on line sul DSA.Il corso è stato molto coinvolgente e interessante con un linguaggio semplice e discorsivo,soprattutto nella parte riferita alla discalculia,dislessia e disturbi della scrittura.Personalmente,ritengo che è necessario aggiornarsi ed essere informati anche in questo settore per poter intervenire in tempo e cercare di collaborare con le famiglie dei ragazzi in difficoltà.Grazie per le preziosissime informazioni e spero che ci siano ulteriori approfondimenti in merito. Giuseppina

DATA 14/05/2012 19.41.12 - AUTORE giuseppina

2°intervento Il corso on line mi ha permesso di acquisire le basi necessarie per poter essere pronta ad intervenire su ragazzi in difficoltà non solo come insegnante,ma anche come capo scout di un gruppo di bambini di età 8-11 anni,poichè sono riuscita ad aiutare un mio bambino dislessico e a instaurare un dialogo con la sua mamma,inizialmente poco incline ad aprirsi e confidarsi,ma successivamente molto costruttivo e proficuo.Spero di poter approfondire le mie conoscenze con ulteriori corsi insieme a voi. Giuseppina

DATA 14/05/2012 20.25.55 - AUTORE Lathe biosas

Sarebbe importante evitare il ricorso ad una eccessiva medicalizzazione del fenomeno: si tratta infatti di disturbi dell'apprendimento, delle anomalie o meglio di diversificazioni delle modalità di apprendimento e non di deficienze nel processo di apprendimento. Le carenze si verificano solo quando la mancanza di riconoscimento del fenomeno da parte del soggetto interessato, del discente e della famiglia e, dall'altra parte dell'operatore interessato, il docente e la scuola non mettono in atto le strategie adeguate. Il problema pertanto è educativo e richiede soluzioni educative e personalizzazione dell'insegnamento, come dovrebbe essere anche nei confronti degli stili cognitivi diversificati. Credo che questo sia il vero nodo della questione.

DATA 14/05/2012 21.58.20 - AUTORE giuseppinaE472D

Sono una docente di Economia e ho accolto con grande entusiasmo e interesse questo corso on line sul DSA.Il corso è stato molto coinvolgente e interessante con un linguaggio semplice e discorsivo,soprattutto nella parte riferita alla discalculia,dislessia e disturbi della scrittura.Personalmente,ritengo che è necessario aggiornarsi ed essere informati anche in questo settore per poter intervenire in tempo e cercare di collaborare con le famiglie dei ragazzi in difficoltà.Grazie per le preziosissime informazioni e spero che ci siano ulteriori approfondimenti in merito.

DATA 14/05/2012 21.59.39 - AUTORE giuseppinaE472D

Il corso on line mi ha permesso di acquisire le basi necessarie per poter essere pronta ad intervenire su ragazzi in difficoltà non solo come insegnante,ma anche come capo scout di un gruppo di bambini di età 8-11 anni,poichè sono riuscita ad aiutare un mio bambino dislessico e a instaurare un dialogo con la sua mamma,inizialmente poco incline ad aprirsi e confidarsi,ma successivamente molto costruttivo e proficuo.Spero di poter approfondire le mie conoscenze con ulteriori corsi insieme a voi.

DATA 14/05/2012 23.44.58 - AUTORE Lathe biosas

L'uso delle LIM e le tcnologie informatiche dovrebbero fornire un supporto utilissimo per sostenere le diverse modalità di disturbi di apprendimento: la versatilità di queste risorse e la possibilità di piegarle a diverse esigenze, di potenziamento uditivo, visivo, interattivo, a seconda delle circostanze, rappresentano certamente un'opportunità irrinunciabile per venire incontro a chi ha diverse necessità di approccio all'apprendimento

DATA 15/05/2012 16.25.51 - AUTORE annaluciaD708K

secondo intervento di annalucia il corso è stato molto interessante, grazie all'attenta lettura degli interventi sul forum e agli insegnamenti ricevuti dal dvd ho integrato le mie conoscenze. Tutte le scuole dovrebbero mettere in luce queste tematiche poichè i casi di dsa sono in aumento ed è sempre più probabile avere alunni affetti da dsa.

DATA 18/05/2012 11.13.35 - AUTORE Antonella_C002M

Le dimensioni del disagio scolastico sono da molti anni oggetto delle valutazioni più disparate e divergenti, in conseguenza del fatto che ciascuna ricerca effettuata coglie aspetti diversi del problema. La dislessia è un disturbo che ostacola il normale processo d’interpretazione dei segni grafici con cui si rappresentano per iscritto le parole, è essenzialmente un difetto di automatizzazione dei processi di decodifica che si esprime principalmente in due modi: o attraverso lentezza nel riconoscimento delle lettere e nel processo di conversione in fonemi, o attraverso gli errori di decifrazione. Viene definita come un “deficit di sviluppo” che ha origine da alterazioni di natura neurobiologica non rientrante in un quadro psicopatologico. Le disabilità non sono solo il risultato di una menomazione, o di una peculiarità dell’organismo, ma anche del loro impatto con l’ambiente. Se l’ambiente è “ostile” anche le disabilità lievi verranno messe in evidenza; se l’ambiente è favorevole, allora le disabilità lievi avranno un’espressività così bassa da scomparire. La dislessia rende difficoltosa soprattutto la comunicazione argomentativa o specialistica, ma non interessa in modo altrettanto significativo la comunicazione “sociale”, cioè quella che usiamo con più frequenza nell’ambito dei contatti quotidiani interpersonali. La comunicazione specialistica ha molti vincoli e non accetta l’impiego di termini aspecifici, che sono invece molto frequenti nella comunicazione sociale, nell’ambito dei contatti quotidiano interpersonali.

DATA 18/05/2012 11.16.04 - AUTORE Rosangela_c002x

Ci sono bambini dislessici che, pur non avendo mai avuto disturbi di linguaggio, hanno difficoltà ad esprimersi, soprattutto per riportare contenuti specifici che richiedono sequenzialità e l’impiego di una terminologia precisa. Questa difficoltà espressiva, che si riscontra frequentemente nei soggetti con dislessia, non viene considerata un vero e proprio disturbo di linguaggio ma piuttosto un problema di integrazione di varie funzioni che concorrono alla realizzazione di questa abilità. Le difficoltà potrebbero derivare da un difetto nella realizzazione delle sequenze, difetto comune alle difficoltà di lettura; oppure da un problema di recupero lessicale, cioè di recupero dei termini dal lessico “speciale”. Anche questo problema è stato descritto nei dislessici ed è conosciuto come una difficoltà di denominazione rapida di termini che pure sono disponibili nel repertorio lessicale dell’individuo; oppure potrebbe essere determinato da una limitata capacità della memoria di lavoro, che provoca una difficoltà nella visione di insieme dei contenuti e quindi nella loro organizzazione. I bambini dislessici mostrano difficoltà di comunicazione specialistica e formale, che, invece non presentano con i coetanei nel corso dei giochi spontanei o degli scambi interpersonali. Ciò che caratterizza un bambino affetto da un disturbo specifico d’apprendimento quale è la dislessia, è un disturbo che per lunghi anni ostacola la manifestazione delle capacità di un bambino rendendogli difficile l’apprendimento e l’organizzazione delle conoscenze che concorrono a formare l’individuo come “prodotto della sua cultura”.

DATA 21/05/2012 12.32.32 - AUTORE Giuseppe_L112K

Un alunno con disturbi specifici di apprendimento ha bisogno di docenti competenti che in sinergia possano lavorare sul ragazzo. Prima di tutto si deve lavorare sul metodo, perché il modo di insegnare a un ragazzo con dislessia o discalculia o altro è diverso rispetto ad altri alunni che hanno una maggiore facilità nell’apprendimento. Inoltre bisogna continuamente incoraggiare l’alunno in modo che ad ogni successo acquisti fiducia in se stesso e pervenga ad una buona stima di sè. E’importante creare lavori di gruppo e giochi didattici in modo da far interagire il ragazzo con altri compagni che abbiano una certa sensibilità, pazienza e siano poco competitivi, in modo da evitare situazioni di frustrazione e sfiducia. Bisogna dare valore a ogni attività dell’alunno spiegando gli errori e incoraggiarlo orientando il suo lavoro verso strategie di organizzazione dello studio che lo motivino in continuazione all’apprendimento. La collaborazione con la famiglia è importantissima. Un ragazzo con DSA seguito costantemente a casa dai familiari e in continua sinergia con i docenti, negli anni dà i suoi frutti. L’ascolto del DVD fa comprendere la situazione del ragazzo e le sue dinamiche di apprendimento e di conseguenza illustra come i docenti devono operare per un proficuo successo scolastico utilizzando misure compensative e strumenti dispensativi a beneficio degli alunni DSA.

DATA 22/05/2012 19.20.18 - AUTORE MIMMA MARIA PATRIZIA

Sono un insegnante di sostegno nella scuola primaria e posso pensare di avere una discreta esperienza sui bambini con DSA. anche se ancora oggi non tutti i colleghi sono preparati a trattare questi bambini con strategie adeguate e non ripetitive e stancanti senza soluzione .Ci vogliono più corsi con meno teoria e più pratica cioè come dire delle "dritte"che facciano capire che non si tratta di bambini che non hanno voglia.......come qualcuno ancora crede. Ma bensi' hanno un modo di apprendere diverso...e allora perchè non fornire più informazioni a tutti ,come per esempio i vostri forum.

DATA 24/05/2012 9.21.13 - AUTORE Antonella_C002M

La disabilità deve essere considerata e vissuta come una parte del mondo, soprattutto nell’ambito scolastico, non un mondo a parte deve essere considerata una risorsa da valorizzare e come stimolo sia per il rinnovamento della didattica che per una diversa attenzione nelle dinamiche relazionali. Per condividere e convivere con la disabilità non è sufficiente il buon senso, ma bisogna essere preparati a cogliere i bisogni speciali e specifici di ognuno. E’ necessario operare per una “normalizzazione della persona” e quindi favorire un effettivo miglioramento della qualità della vita. In primis, la scuola deve definire, cercare e riconoscere i bisogni educativi specifici, deve rendersi conto delle varie difficoltà, grandi e piccole, per sapervi rispondere in modo adeguato. Gli alunni con bisogni educativi speciali hanno necessità di interventi tagliati accuratamente su misura della loro situazione di difficoltà e dei fattori che la originano e/o mantengono. Questi interventi possono essere i più vari nelle modalità, nelle professionalità coinvolte e nella durata.

DATA 24/05/2012 9.22.56 - AUTORE Rosangela_c002x

Quando si prende in considerazione il rapporto educativo in ambito scolastico può e deve esistere un’unica teorizzazione, quella della didattica che certamente necessita, per quanto riguarda la prassi, di una particolare operatività, ma non per questo di strutture teoriche differenziate. Senza uguaglianza e diversità la relazione educativa non può esistere e senza di essa non ci può essere nessuna scienza dell’educazione e nessuna didattica. La didattica, in questo contesto, ha il ruolo-chiave della costruzione di un ulteriore mondo in comune, quello cioè che accomuna tutti i saperi e che stimola l’interrelazione continua fra gli uomini. Ogni sapere specifico ha la possibilità e il dovere di confrontarsi con la didattica, proprio perché grazie alla sua identità disciplinare specifica permette quell’essenziale ragionamento sulle strutture e sull’utilità proprie di ogni disciplina. Partendo da questo punto di vista risulta molto più semplice e logicamente difendibile parlare semplicemente di didattica, eliminando la dizione poco legittima di didattica speciale, proprio perché si tratta di una disciplina universalmente valida e rivolta a tutti, differenze e peculiarità comprese.

DATA 28/05/2012 12.32.36 - AUTORE iolanda

PROGETTO GRUPPO INTEGRATORE Quest’anno scolastico abbiamo attuato insieme alle colleghe un progetto metodologico- didattico a favore degli alunni “diversamente abili”. Il “gruppo integratore” è costituito da 5/6 bambini che hanno stabilito, o possono stabilire, relazioni positive con il compagno diversamente abile e che sono disposti a “prendere in carico” la sua riuscita scolastica ed a favorirne la vita extrascolastica. Il gruppo svolge alcune semplici attività con l’insegnante di sostegno nei laboratori del progetto “magicaria” e in quello artistico-espressivo, secondo un programma agevolato, elaborato dagli insegnanti. Gli obiettivi del progetto sono:  migliorare i livelli di socializzazione dei bambini rispetto al gruppo classe ed agli insegnanti;  favorire l’autostima, attraverso il raggiungimento di competenze;  migliorare le competenze di tutte le discipline;  favorire la conquista degli spazi della scuola e migliorare la capacità di orientamento degli stessi. Il Progetto educativo si esplicita in attività di progettazione caratterizzate da elementi positivi ed efficaci quali: • forte condivisione delle scelte educative e didattiche tra insegnanti curriculari, insegnanti di sostegno • apertura all’esterno e utilizzo delle risorse del territorio affinché il Piano Educativo Individualizzato possa diventare la base sulla quale costruire un progetto di vita più ampio; • centralità del soggetto in apprendimento affinché gli alunni possano costruire le loro competenze ed elaborare attivamente le conoscenze; • metodologie educative attivate per costruire una forte trama di relazioni solidali e di cooperazione all’interno del gruppo sezione; - valutazione educativa dell’alunno e della sezione.

DATA 29/05/2012 9.39.48 - AUTORE Belinda_E004U

Secondo intervento: Il corso è stato veramente utile, sono molto contenta di averlo seguito. In maniera chiara ed esaustiva fa una panoramica dei soggetti DSA e il modo con cui relazionarsi, di notevole aiuto mi è stata inoltre la parte finale in riferimento all’approccio da tenere nei confronti delle singole materie. Io ho un centro di assistenza didattica e per le scuole elementari e medie aiuto gli alunni in quasi tutte le materie, e per le lingue straniere trovo difficoltà a far capire dei concetti. Comunque il problema maggiore resta l’informazione ai docenti, che non sanno cosa siano i DSA e come affrontarli. Nessun professore con il quale ho avuto a che fare sa come gestire le problematiche. Proprio ieri ho cercato in tutti i modi di far capire ad una ragazza dislessica i polinomi e per lei è assolutamente impossibile apprendere simili nozioni, ma il professore non le concede nessun aiuto o misura dispensativa rispetto ai compagni e soffre terribilmente di questa sua incapacità. Grazie all’uso di applicazioni dell’Ipad sono riuscita a farla avvicinare allo studio in maniera diversa e dinamica, quindi credo lo utilizzerò d’ora in poi per tutte le lezioni.

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