Ente accreditato e qualificato che offre formazione - D.M. 177/2000 e Direttiva n. 90 del 01/12/2003.

DATA: domenica 17 febbraio 2019

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Bullismo e Cyberbullismo: due facce della stessa medaglia.

Mi ricordo all’età di quinta elementare, quando alcuni amici di classe aspettavano all’uscita di scuola altri compagni per dargliene di santa ragione perché durante le varie ore di lezione non gli avevano prestato il libro, la penna, la matita, l’album e così via dicendo. Quindi non c’è da meravigliarsi se oggi viene evidenziato da più parti un comportamento del genere. Con l’avvento della tecnologia informatica, a disposizione degli adolescenti, oltre alle mani, spesso viene utilizzato il cellulare, il personal computer, i social ecc… per denigrare l’amico di classe o altri coetanei della stessa età. Questa nuova forma di Bullismo è chiamata Cyberbullismo. Le vittime che si attestano intorno al dieci per cento, sono ragazze e ragazzi di una fascia di età compresa tra i dieci ed i quattordici anni; poi la percentuale scende. L’obiettivo dei bulli è quello di dare fastidio, a tutti i costi, fuori dall’ambiente scolastico i loro coetanei più deboli. Alcune volte, l’atto si concretizza dentro le scuole, molte volte, fuori dall’ambiente scolastico. Sta all’educatore, all’insegnante, in qualità di figura di riferimento, dare consigli utili a chi subisce queste violenze ed anche a chi provoca tale comportamento diseducativo per tutti gli altri della stessa classe. Occorre dare consigli appropriati, suggerimenti positivi in entrambi i casi affinché si possa vivere in una società migliore. Se da una parte sono gli insegnanti ad educare, dall’altra abbiamo i genitori, il mondo associativo che gli adolescenti frequentano. Anche loro devono fare la loro parte. Non si può e non si deve delegare tutto alla Scuola. Nel caso in cui gli autori di misfatti attraverso il web: post, video ecc… è bene sporgere denuncia alla Polizia Postale in modo che possano individuare gli autori della pubblicazione e procedere di conseguenza. Il corso è stato preparato non solo per gli insegnanti che stanno a contatto con gli alunni per cinque o sei ore al giorno ma potrebbe essere di aiuto ai genitori, ad operatori e a quanti hanno a che fare con gli adolescenti. L’iscritto che partecipa a questo percorso formativo e di aggiornamento “on-line” o “in presenza” è tenuto a formulare due considerazioni personali (POST) ed a inserirli in questo FORUM ASSODOLAB dopo essersi opportunamente registrato.

DATA: 11/06/2018 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 213

COMMENTI - PAGINA 10

DATA 28/08/2018 08:11:43 - AUTORE cristiana c286f

Come docente mi è capitato spesso di assistere a comportamenti di singoli alunni o gruppi di alunni volti a escluderne altri dai giochi o dalle attività svolte in classe e anche dai rapporti quotidiani. Mi sono sempre chiesta il perché e ogni volta mi ha destato stupore e tristezza vedere l’impegno e la volontà di piccoli bulletti arroganti nel far soffrire bambini più sensibili e per questo motivo più vulnerabili. L’esperienza ha fatto maturare in me la consapevolezza che la cattiveria, talvolta, non è solo appannaggio degli adulti, ma anche di molti bambini che con atti inconsapevoli e spesso, purtroppo, consapevoli, sfogano le proprie frustrazioni su compagni più dolci e con carattere mite, che diventano improvvisamente vittime di bullismo. Non necessariamente il bullismo si manifesta attraverso atti violenti fisici, bastano infatti offese verbali, smorfie, gesti, per distruggere l’autostima e la dignità di un bambino. Il compito di noi insegnanti in queste situazioni è complesso e delicato, perché si deve intervenire tempestivamente con fermezza e dolcezza per risolvere un problema che, se iterato nel tempo, può arrivare a coinvolgere l’intero gruppo classe.

DATA 28/08/2018 12:35:08 - AUTORE cristiana c286f

Oggi viviamo con il telefonino incollato alla mano, sembriamo alienati, siamo sotto l’effetto di una droga potente: la dipendenza dai social e dalla rete. Senza un telefono o un computer comunicare o socializzare sembra impossibile. Si è come persa la capacità di incontrarsi per parlare, ridere, mangiare un gelato o bere un caffè. Così anche i ragazzi vivono questa realtà di socializzazione fittizia, dove i messaggi su WhatsApp, gli sms, le mail, Facebook, Instagram, sostituiscono sempre più spesso i contatti reali, impedendo lo scambio di idee guardandosi in viso e l’osservazione reciproca del linguaggio del corpo. In rete si è tutti amici, poi per strada, probabilmente, non ci si saluta neppure. Come madre mi domando che tipo di società stiamo consegnando ai nostri figli, una società in cui l’immagine ha più importanza della sostanza, dove il selfie ti mostra bello e felice e in realtà non lo sei. Noi adulti abbiamo il dovere di intervenire, cercando di far comprendere ai ragazzi che è necessario limitare l’uso eccessivo delle tecnologie, educandoli, anche, al consumo critico di internet. Infatti, la rete, oltre a spingere verso una solitudine reale, può rivelarsi parecchio pericolosa per i giovani (spesso ingenui ed inesperti) perché li sottopone a situazioni spiacevoli che vanno prontamente arginate, come il cyberbullying o il grooming, per citarne solo alcune.

DATA 30/08/2018 23:42:16 - AUTORE rodi

Sono un docente di scuola secondaria superiore e nella mia esperienza lavorativa non mi sono trovato nella condizione di dover affrontare fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Sono ben cosciente, però, del fatto che tali fenomeni assumono modalità e frequenza ,sempre più, gravi e frequenti. Non è da sottovalutare poi, il fatto che tali fenomeni ab origine erano prevalentemente attuati e circoscritti all'ambiente maschile, oggi si assiste ad una preoccupante e inimmaginabile estensione anche nell'ambito femminile.

DATA 31/08/2018 17:40:27 - AUTORE rodi

Sia il bullismo che il cyberbullismo si concretizzano, in ogni ordine di scuola, come ben sappiamo sia all'interno delle strutture scolastiche che al di fuori( soprattutto per il cyberbullismo), ma le conseguenze si concretizzano fondamentalmente nella vita scolastica quotidiana. Infatti, laddove non si è capaci oppure non è possibile o da parte dei docenti, ma del sistema scuola, nella sua accezione più ampia con tutti i suoi attori far fronte o , meglio, prevenire i fenomeni di cui stiamo discutendo, il sistema scuola, appunto, rischia di compromettere o addirittura negare oltre che il percorso formativo delle cosiddette vittime ma proprio il proprio futuro carico di ambizioni e sogni tipici dei giovani dei giorni nostri. A volte fortunatamente, le vittime trovano in loro stessi o magari con l'aiuto di qualcuno la forza e il coraggio di reagire innestando in loro una consapevolezza di decisione e capacità di successo delle proprie azioni che le consentirano di affrontare il futuro senza particolari patemi o preoccupazioni di ogni genere( ad es. il rapper italiano J-Ax ha sempre dichiarato di essere stata vittima di bullismo nella sua infanzia).

DATA 12/01/2019 14:49:57 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo.

DATA 12/01/2019 15:01:03 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo.

DATA 12/01/2019 15:03:08 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo.

DATA 12/01/2019 16:04:44 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo e cercare di risolverlo.

DATA 12/01/2019 16:20:20 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo e cercare di risolverlo.

DATA 12/01/2019 16:25:20 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo e cercare di risolverlo.

DATA 12/01/2019 16:27:34 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo e cercare di risolverlo.

DATA 12/01/2019 16:37:36 - AUTORE Marina

Sono una docente di scuola secondaria con trent'anni di esperienza su attività di sostegno. Da cinque anni insegno la mia disciplina: scienze matematiche.Nella mia carriera ho avuto modo di incontrare moltissimi casi di bullismo: bullismo evidente,ma soprattutto bullismo nascosto, molto più pericoloso del primo.Ho avuto modo di rendermi conto che i cosiddetti "bulli"sono soggetti fragili, con problemi affettivi gravi,che per colmare questa mancata affettività, si vendicano sui compagni più deboli...Noi docenti in qualità di educatori, abbiamo il dovere di cercare di risalire al perchè di quel determinato atteggiamento. L'esperienza accumulata ci viene incontro ma un corso con docenti specializzati, quali quelli presenti nel corso che mi appresto a frequentare, mi sarà sicuramente di aiuto per affrontare il problema del bullismo e cercare di risolverlo.

DATA 16/01/2019 09:07:55 - AUTORE maria.vitaleF158R

Spesso mi sono ritrovata a lavorare in scuole “a rischio” e in classi in cui la maggior parte degli alunni, provenienti da un contesto socio culturale degradato, ha sempre usato nei confronti dei compagni un linguaggio verbale a dir poco inadeguato, associando spesso minacce e violenza fisica. Per fortuna, di fronte ad un degrado simile, ho sempre trovato colleghi con grande esperienza e con i quali è stato possibile fare “squadra”. Come docenti, abbiamo lavorato all’unisono, ci siamo coordinati sia tra noi che con le famiglie per intervenire con fermezza di fronte a simili atteggiamenti. Considerato il contesto sociale di provenienza, non avevamo riposto grandi speranze in loro, in realtà ci sbagliavamo. Le famiglie si sono subito dette pronte ad intervenire con fermezza per stroncare sul nascere ogni forma di prepotenza posta in essere dai figli nei confronti dei compagni. Come Consiglio di classe abbiamo deciso di usare come valido strumento educativo l’attività teatrale utile per controllare le emozioni e stabilire a livello interpersonale relazioni serene. Superate le difficoltà iniziali, l’attività di drammatizzazione ha avuto ricadute positive sulla classe. Gli episodi di prevaricazione si sono notevolmente ridotti e i ragazzi senza rendersene conto sono diventati “classe”.

DATA 16/01/2019 22:15:29 - AUTORE mariacarmelaf246l

Il comportamento del bullo è caratterizzato da tre elementi: intenzionalità cioè egli mette in atto volontariamente e consapevolmente comportamenti fisici e/o verbali con lo scopo di offendere l’altro, di arrecargli danno o disagio; sistematicità per cui suoi atti intimidatori e prevaricatori si manifestano con una frequenza costante e per un periodo di tempo prolungato; asimmetria cioè la relazione bullo-vittima è fondata sullo squilibrio delle forze in gioco, sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Considerato, però che Il bullo è comunque un ragazzo che vive, a sua volta, una situazione di disagio, dovuta, il più delle volte a carenze affettive, storie familiari di violenza e di genitori che non ne scoraggiano i comportamenti antisociali e che trova nel torturare un compagno il modo per rivalersi della sua stessa situazione negativa, credo che un approccio corretto da parte dell’insegnante, sia quello che valorizza la positività. Per cercare di ottenere un comportamento più “sociale”, occorre, cioè, individuare cosa il ragazzo fa in modo corretto, evidenziarlo, premiarlo e darne visibilità. L’idea di individuare anche la più labile traccia di comportamenti positivi (anche casuali), mira a insegnargli modalità di azione e di reazione più adeguate al contesto sociale e soprattutto meno pericolose. L’evidenza della positività riguarda sia ciascun alunno per sé stesso (per sentirsi elogiato), sia per gli altri alunni, affinché non identifichino né se stessi né i compagni “difficili” con connotazioni negative. Le strategie didattiche basate sul rendere premianti i comportamenti positivi, limitando al massimo l’uso delle punizioni per quelli negativi, partono dalla considerazione che le punizioni sono il più delle volte inefficaci perché spesso generano comportamenti sfidanti negli alunni che agiscono in modo consapevole, mentre al contempo sono totalmente inutili con gli allievi che non agiscono consapevolmente.

DATA 18/01/2019 22:39:02 - AUTORE ANGELAF400X

ANGELA F400X Sono una docente con un’esperienza ventennale d’insegnamento in tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alla secondaria superiore incluso il sostegno. Questo, mi ha permesso di avere a che fare con una generazione di giovani che usa i social network come strumento per tenersi in contatto con gli amici e conoscere nuova gente, ma spesso chi li frequenta non tiene in debita considerazione che, nella vita reale, le trappole sono in agguato. Troppe persone, soprattutto i più giovani, ignorano totalmente che pubblicare dati o informazioni può portare al furto d’identità, alla scoperta della password o anche truffe online. I ragazzi oggi, hanno un rapporto prolungato con lo schermo e la tastiera, le risposte telegrafiche, superficiali, spesso prive di contenuti, sono un ostacolo alla riflessione e all’espressione delle proprie emozioni e questo, toglie loro, tempo ai sentimenti, induce la solitudine, l’insicurezza e la paura di incontrare e guardare una persona e relazionarsi con lei. Noi educatori abbiamo il dovere e l’obbligo di trovare il modo di comprendere e aiutare i nostri ragazzi.

DATA 22/01/2019 18:51:12 - AUTORE carmelina

Molto spesso nella mia esperienza di docente mi sono trovata ad affrontare situazioni difficili, nelle quali forse per mancanza di una adeguata formazione, ho avuto qualche difficoltà ad affrontare casi particolarmente ploblematici di alunni poco propensi ad attenersi alle regole della la scuola e alla convivenza civile e democratica di cui si parla tanto ultimamente. La società con i nuovi modelli certo non aiuta e i genitori, sempre più impegnati, non riescono ad essere degli esempi corretti per i figli che riversano nell'ambiente scolastico le carenze e il vuoto che si portano dentro con delle reazioni non sempre positive se non addirittura violente.

DATA 23/01/2019 19:20:49 - AUTORE maria.vitaleF158R

Il bullismo è un fenomeno talmente complesso da non rientrare in modelli ben definiti, per questo, per ogni docente è indispensabile la formazione, in modo da poter cogliere i segnali indicativi che caratterizzano i soggetti protagonisti di bullismo e assumere comportamenti adeguati alle differenti situazioni che si presentano a scuola. Il corso appena concluso mi ha offerto diversi spunti di riflessione, consentito di guardare a questo fenomeno secondo una prospettiva multidisciplinare, di prendere atto che gli interventi più efficaci sono quelli di tipo preventivo perché consentono di ridurre l’incidenza del bullismo. Ho avuto modo di soffermarmi sull’importanza dell’osservazione sistematica in classe perché permette di individuare i soggetti a rischio e stabilire, congiuntamente al consiglio di classe, le strategie da adottare. Uno dei modi per contrastare questo fenomeno è la corretta informazione e l’educazione che deve partire da insegnanti e genitori per rendere bambini e ragazzi consapevoli delle conseguenze delle loro azioni. Conoscendo le dinamiche che si innescano tra bulli e vittime, mi sono resa conto che ogni strategia posta in essere si rivela efficace se indirizzata non solo sul bullo, ma anche sulla vittima e su tutti gli attori coinvolti.

DATA 23/01/2019 20:15:26 - AUTORE MaristellaNTNMST

In qualità di docente di sostegno dal 2007 ad oggi,più volte ho avuto in assegnazione alunni bulli,intendendo per bullismo ragazzi particolarmente aggressivi,ribelli,prepotenti. Uno degli interventi che metto in atto con alunni che presentano questo tipo di problematica è di tipo collaborativo. E’ importante altresì che ci sia collaborazione con gli altri docenti del gruppo classe,in modo da creare omogeneità negli interventi. I bulli sono sempre poco cooperativi,molto ostili verso gli altri e le loro vittime sono di solito persone molto inibite o poco accettate socialmente. Quindi cerco di potenziare i comportamenti cooperativi a scuola,cercando di favorire l’integrazione dei ragazzi problematici,attraverso counseling di supporto individuale e aiuto in classe (in tal caso le vittime sono sostenute da insegnanti e consulenti con altri compagni presenti).

DATA 25/01/2019 22:17:28 - AUTORE Mariaz133I

Sono un’insegnante di scuola Primaria, con un percorso-esperienza, iniziale con i bambini “Diversamente abili. Da tre anni, ho scelto di avere la classe, insegno matematica e le discipline. La realtà del contesto scuola oggi è diventata particolarmente difficile, rispetto a ieri. La classica figura del maestro, educatore, a cui un genitore affidava e si affidava per insegnare ai propri figli, e verso il quale si aveva rispetto, è stata spazzata via…. Insegnare oggi, ne siamo tutti consapevoli, è diventata un’impresa poiché “il genitore” non da più lo stesso valore alla scuola, ovvero quello di apprendere, che dovrebbe trasmettere dei valori, il rispetto, l’educazione e le regole della vita, per acquisire quel minimo di competenze per formarti, e un domani avere un lavoro e inserirti nel contesto sociale. Come sostengono alcuni autori si assiste a un’”entropia dei sistemi”. Ovvero la mancanza di valori stabili e di punti di riferimento, dalla corsa frenetica data dalla società in cui viviamo, le carenze di attenzione e la deresponsabilizzazione educativa fan si che i bambini e poi ragazzi, crescendo non avendo ne punti di riferimento da emulare ne regole che li guidino, maturano e acquisiscono comportamenti non appropriati fino alla devianza e ad assumere atteggiamenti bullici per ottenere ciò che desiderano. Bisogna/bisognerebbe riappropriarsi del vero ruolo di “genitore” essere responsabili, come sosteneva Winnicott, mettersi nei panni dei propri figli per comprenderli e costruire cosi la comunicazione e la relazione, oggi carenti, che sono alla base per un sana crescita psichica, emotiva e sociale dei propri figli.

DATA 27/01/2019 19:03:24 - AUTORE Carmela_I086S

Sono un'insegnante di scuola primaria con un'esperienza trentennale e nel corso degli anni ho avuto modo di interagire con alunni che manifestavano atteggiamenti di "bullismo" nei confronti di altri più "deboli" rispetto a loro ed ho sempre prestato molta attenzione alle dinamiche relazionali che legavano gli "uni" agli "altri". Dal mio modesto punto di vista ritengo che, sia i bulli che le vittime vivono dei problemi interiori che dovrebbero essere conosciuti, analizzati e risolti in sinergia con le famiglie e se necessario con figure qualificate. Gli insegnanti dovrebbero , inoltre, cercare di educare gli alunni a saper gestire le proprie emozioni in maniera consapevole.

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