
MILANO..:: 02.09.2010 - Lo scorso anno scolastico si è chiuso all’insegna
delle proteste di molti docenti che hanno manifestato contro la politica di
questo governo di centro-destra nei confronti della scuola pubblica.
Il nuovo anno scolastico che è cominciato ieri, 1° settembre ha inizio con
l’invio di lettere e missive elettroniche da parte dei docenti precari della
scuola e di alcune associazioni professionali degli insegnanti al Ministro
dell’Istruzione Mariastella Gelmini e dei funzionari dello stesso
dicastero.
Il presidente nazionale dell’ASSODOLAB, prof. Agostino Del Buono, ha
così commentato: «La Scuola riaprirà ma con molte incertezze per i docenti
di ruolo della A075 e A076 dopo l’esito del ricorso al TAR del Lazio da
parte dei docenti di Informatica».
Dopo i docenti di Informatica inizia la protesta dei docenti di Trattamento
testi e dati.
Mentre i primi si sono rivolti direttamente al TAR del Lazio, vincendo il
primo “round”, i secondi chiedono chiarimenti al Ministero dell’Istruzione
tramite e-mail. Se non vi saranno risposte convincenti, anche loro
potrebbero rivolgersi al TAR o addirittura al Consiglio di Stato. La
lettera, inviata all’onorevole Mariastella Gelmini – Ministro
dell’Istruzione – oltre che ai tre funzionari del dicastero, e a tutti i
dirigenti di settore, porta la data del 18 agosto 2010, protocollo numero
130/2010.
Nella missiva elettronica il prof. Agostino Del Buono, presidente nazionale
dell’Associazione Nazionale Docenti di Laboratorio – in sigla ASSODOLAB –
chiede ai destinatari del prezioso documento oltre a precisazioni e commenti
inerenti l’Ordinanza del TAR del Lazio, Sezione III^ Bis, relativa
all’accoglimento del ricorso n. 6218 del 2010, accolto nei limiti
specificati in motivazione, ai fini del riesame da parte del Ministero
dell’Istruzione delle “note ministeriali n. 1348, 4968 e 5358” relative
all’attribuzione dell’insegnamento di «Informatica» a docenti appartenenti a
più classi di concorso, compreso gli insegnanti che appartengono alle classi
di concorso A075 e A076.
«Ab immemorabili» - afferma il presidente dell’ASSODOLAB - la nostra
Associazione ASSODOLAB ha chiesto a codesto Ministero dell’Istruzione: la
fusione delle classi di concorso A075 e la A076 in una sola denominata
“Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”; l’affidamento
dell’insegnamento di questa nuova disciplina di studio solo ai docenti che
appartengono alla Classe di concorso A075 e A076; che la nuova disciplina
doveva far parte delle discipline impartite nel biennio degli Istituti
Tecnici Commerciali e Istituti Professionali per il Commercio riformati da
codesto Ministero dell’Istruzione, ma a tutt’oggi il Ministero ha preferito
inserire nel nuovo piano di riforma per gli Istituti Tecnici
“Amministrazione, Finanza e Marketing” semplicemente la dicitura
«Informatica» dando vita ad un ricorso collettivo da parte dei docenti della
classe di concorso A042.
Diversamente sarebbe andata – continua il presidente Del Buono – se fosse
stata “creata” dal dicastero una nuova disciplina con una nuova
denominazione come quella voluta fortemente dai docenti interessati della
A075 e A076 dalla locuzione alquanto accattivante e più reale: “Tecnologie
dell’Informazione e della Comunicazione”.
Nella parte conclusiva della missiva, il responsabile nazionale dell’Assodolab,
oltre che ad elencare gli argomenti dei corsi di formazione e aggiornamento
che l’Ente accreditato e qualificato dal MIUR secondo la Direttiva n. 90 del
01/12/2003 ha effettuato in questi dieci anni di attività, afferma che la
maggior parte dei soci e simpatizzanti dell’Associazione che appartengono
alla classe di concorso A075 e A076 sono anche disponibili alla frequenza di
un corso abilitante in «Informatica» purché vengano inquadrati nel VII
livello retributivo del personale docente.
Intanto, mancano solo una quindicina di giorni all’inizio del nuovo anno
scolastico in tutta Italia e i docenti non sanno ancora nulla sul loro
avvenire nella Scuola riformata dalla Gelmini.
Intanto i docenti precari di tutta Italia hanno iniziato uno sciopero della
fame e la rabbia si estende nel nostro Bel Paese. Taranto, Benevento, Roma e
Pordenone, questo le prime quattro città italiane dove ha avuto inizio lo
sciopero della fame da parte dei docenti, a cui è seguito la protesta di
alcuni insegnanti di Milano e di Palermo. Insomma, questo anno scolastico
partirà all’insegna di malcontento generale contro il ministro Gelmini,
la politica scolastica di questo Governo di centro-destra ed il taglio dei
posti di lavoro dei docenti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento che
rischiano di accedere in questo anno scolastico, solo alle supplenze brevi,
nella migliore delle ipotesi.
Carla Minchillo
carla.minchillo@tiscali.it

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