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DATA: lunedì 18 dicembre 2017

Preparati alla prova preselettiva Concorso Docenti su TastoEffeUno.it

Su TastoEffeUno.it sono disponibili i quiz ministeriali, in formato interattivo, per una preparazione seria e mirata al superamento della prova preselettiva Concorso Docenti. Poiché il tempo a disposizione per la preparazione è limitato, i quesiti sono stati organizzati per ognuno dei 70 MODULI e per AREE: a differenza dell'allenatore del MIUR, è possibile quindi esercitarsi solo su alcune AREE escludendo quelle in cui si ha una adeguata preparazione. VAI AL SITO

Competenze pedagogiche-didattiche e valutazione.

Il corso si propone di «formare e aggiornare»: gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia, della Scuola Primaria, della Scuola Secondaria di Primo grado, della Scuola Secondaria di II grado sulle «Competenze pedagogiche, didattiche e sulla valutazione dei discenti». Inoltre, il corso è esteso a chiunque desidera seguire un percorso sull’argomento e trova nel «programma del corso» un certo interesse. I due post da inserire in questo spazio web sono obbligatori per tutti i corsisti che frequentano uno dei tre corsi proposti dall’ASSODOLAB: Basic, Intermediate e Advanced. Gli interventi del FORUM possono riguardare uno dei punti trattati nel corso così come appresso specificato. Il concetto di competenza. Insegnare le competenze. Uno sguardo all’acquisizione delle competenze degli alunni. Conoscere il soggetto educativo: la persona che apprende. La flessibilità delle tecniche didattiche per valorizzare le differenze individuali. La teoria delle intelligenze multiple. Tipi di intelligenza e compiti correlati. Ipotesi per una lezione efficace. Gli stili cognitivi. La classificazione degli stili cognitivi. Benjamin Samuel Bloom: la tassonomia degli obiettivi educativi. Howard Gardner: le intelligenze multiple. Marriner David Merrill: i primi principi dell’istruzione. Malcolm Shepherd Knowles: pedagogia e andragogia. Donald Kirkpatrick: il modello della valutazione. Richard E. Mayer: i principi del Multimedia Learning. Alessandro Antonietti: si parte dai tre livelli di apprendimento. Robert Sternberg: intelligenza e sviluppo cognitivo. Piero Crispiani: i cinque criteri e i dodici stili. Cesare Cornoldi: I cinque stili cognitivi. Gli stili di apprendimento: un aiuto per gli studenti ed insegnanti. Lavorare in classe con gli studenti. Gli stili rappresentazionali di John Grinder e Richard Bandler. La Programmazione Neuro Linguistica. I presupposti della comunicazione. Al di là delle parole. Linguaggio verbale, linguaggio paraverbale, linguaggio non verbale. Il presupposto della percezione. I tre canali sensoriali: visivo, auditivo, cinestetico. La pratica neurolinguistica. I presupposti dell’autorealizzazione. Comunicare efficacemente con la PNL. Utilizzo delle sottomodalità: un po’ di pratica. Il sistema rappresentazionale dominante passa attraverso l’apprendimento. Apprendimento conscio/inconscio, stati. Il bisogno e la piramide di Maslow. La motivazione. Alcune tecniche per aumentare la motivazione e la forza di volontà. I tratti della personalità. I tratti della personalità e la teoria dei Big Five. Conoscere il soggetto educativo: il suo sviluppo psicofisico. Il metodo Feuerstein. Metodologie didattiche e tecniche di insegnamento. Le condizioni a livello metodologico. La fase di Input: l’attenzione. L’attenzione e la memoria. Il filtro affettivo. L’elaborazione. Metodi di studio: la classifica di quelli più efficaci. Mappe mentali, immagini e mappe concettuali. La didattica meta cognitiva. Apprendimento cooperativo, peer education, cooperative learning, coaching. Il piano di lavoro dell'unità di apprendimento. Prof. Agostino Del Buono

DATA: 23/05/2016 - Autore Prof. Agostino Del Buono - Post 11

COMMENTI - PAGINA 1

DATA 23/05/2016 18:43:38 - AUTORE christian_h501o

Credo che il corso sulle competenze pedagogiche-didattiche e valutazione sia stato davvero utile, per una maggior preparazione all’insegnamento e per una salda conoscenza nel campo didattico. Saper valutare, non è cosa semplice, in quanto occorre un’opportuna preparazione in merito e ciò porta a migliorare le mie conoscenze.

DATA 23/05/2016 18:50:03 - AUTORE christian_h501o

E' stato davvero un ottimo corso, ho imparato tante nozioni sulle competenze didattico-pedagogiche e sulla valutazione che hanno conferito una maggior consapevolezza nel campo dell'insegnamento. Ogni docente, secondo il mio parere, dovrebbe considerare l'aspetto valutativo e didattico come espressione delle attitudini degli alunni, delle loro capacità, nonché del loro bagaglio culturale.

DATA 16/08/2016 18:46:18 - AUTORE Angela_D612R

La tematica delle competenze pedagogiche didattiche è molto delicata. Lo dico da insegnate che ha terminato un percorso che è stato inverso rispetto all’andamento canonico: supplente con zero esperienza, alcuni anni di precariato, abilitazione, vincitrice di concorso. Dopo aver insegnato alcuni anni ho capito qual è il ruolo di un educatore e formatore solo dopo il percorso abilitante. Ho iniziato l’insegnamento pensando che il compito del docente fosse solo quello di trasmettere delle nozioni a chi ne sapeva meno. Sicuramente il mio approccio derivava da un’esperienza vissuta in cui i miei professori si limitavano a esporre argomenti e noi allievi eravamo gli elementi passivi da addestrare. Ho capito che insegnare non significa riempire un contenitore con delle informazioni e il percorso abilitante è stato, in questo senso, una rivelazione. Didattica significa lavorare con materiale umano pertanto la funzione del docente è soprattutto di motivare lo studente con percorsi alternativi alla mera esposizione orale. La psicopedagogia mi ha aiutato a comprendere come deve essere l’approccio umano con i discenti, soprattutto con quelli che presentano disagi. La mia didattica ha avuto una svolta e devo ringraziare i bravi docenti dell’Università di Pisa che hanno strutturato un percorso completo sulla didattica, la psicopedagogia e la disciplina.

DATA 20/08/2016 17:53:21 - AUTORE Angela_D612R

La valutazione è un argomento ostico a mio giudizio. Mi rendo conto che spesso non riesco a valutare in modo oggettivo cercando di rifarmi a un modello obiettivo uguale per tutti. Ma d’altra parte nella valutazione entrano in gioco situazioni soggettive. Aldilà di una semplice misurazione dell’apprendimento, importante è anche valutare il processo attraverso il quale si raggiungono determinati risultati. Mi è capitato di valutare una stessa prova in modo differente per allievi differenti, perché ho valutato e riconosciuto un percorso formativo differente. In questa situazione, la griglia di valutazione a volte è troppo rigida e troppo uniformante che non considera la varietà delle caratteristiche dei ragazzi. La sfida sarebbe stilare una griglia per ogni allievo, così come una didattica personalizzata, riuscire a personalizzare anche la valutazione. Per contro, si creerebbero situazioni in cui un allievo si potrebbe sentire discriminato rispetto a un altro. Gli allievi accettano una situazione simile di un proprio compagno, solo nel caso di una certificazione o simile. Inoltre il nostro dovere è preparare ad affrontare l’esame di maturità, la commissione non conosce gli allievi e ha bisogno di griglie con criteri uniformi per tutti gli allievi. A tale proposito, in questi ultimi due anni sono stata membro interno all’esame di maturità e ho costatato che le prove e la valutazione per BES e DSA sono le medesime degli altri. Sicuramente si tiene conto delle loro problematiche, ma la tendenza della commissione, salvo diverse indicazioni approvate dal consiglio di classe e dal documento di quinta, è un giudizio obiettivo senza particolari riguardi. Da qui un’analisi critica: ho dovuto ripensare al modo di valutare un BES e un DSA. Quest’anno senz’altro adotterò un criterio più uniforme che tenga conto delle difficoltà ma che preservi i ragazzi da brutte sorprese all’esame. Sarà una sfida!

DATA 23/01/2017 22:02:42 - AUTORE JacopoI073I

Nelle interazioni umane, la valutazione rappresenta un processo sempre presente, che coinvolge conoscenze, valori e credenze di coloro che elaborano giudizi e ne sono destinatari e che ha un carattere interattivo e dinamico. Si può dire che la valutazione sia un processo simmetrico, per cui ogni persona tende ad elaborare giudizi su un’altra persona mentre è al contempo da questa giudicata, e riflessivo, in quanto ognuno, anche in relazione ai giudizi ricevuti dagli altri, costruisce un giudizio su di sé. A supporto della valutazione che ha luogo nel contesto scolastico esiste oggi un documento fondamentale sempre a disposizione del docente, stiamo parlando del Decreto del Presidente della Repubblica 122 del 2009, anche noto come “Regolamento della Valutazione”. Si tratta di un regolamento in cui vengono definite i principali tipi di valutazione, ma allo stesso tempo costituisce una guida per il docente, di fatti, definisce la valutazione come “trasparente e tempestiva”, due aggettivi fondamentali e che aprono il sipario a due ulteriori sotto-concetti, da un lato la tempestività, dall’altro la trasparenza.

DATA 24/01/2017 10:51:26 - AUTORE JacopoI073I

La valutazione rappresenta una dimensione importante dell’insegnamento perché è una operazione che può agevolare o danneggiare la crescita della persona, determina la costruzione dell’identità nei bambini, negli adolescenti, nei giovani, può far riuscire o far fallire nella scuola e nella vita. Gestire bene la valutazione è senza dubbio fattore di qualità dell’insegnante e della sua stessa azione educativa e didattica. Valutare comprende una molteplicità di aspetti che a volte si pongono persino in alternativa: le funzioni della valutazione; l’oggetto della valutazione; le fasi della valutazione; gli strumenti della valutazione. Tutti questi aspetti, quando trovano una interrelazione tra loro e una coerenza, vengono a costituire “la cultura” della valutazione e determinano in altre parole il concetto di valutazione. La prima cosa da fare, dunque, a livello didattico è la ricerca del concetto di valutazione cui riferirsi nella propria azione di insegnamento: spesso gli insegnanti esprimono valutazioni diverse, se non opposte, su un alunno perché si riferiscono a un concetto diverso di valutazione e altrettanto spesso non gestiscono in modo adeguato i processi valutativi perché non posseggono una adeguata cultura della valutazione.

DATA 01/02/2017 15:11:02 - AUTORE Giuseppe

L’insegnante, dunque, non è un bricoleur, perché non si limita ad utilizzare repertori e tecniche senza capitalizzarle, ma riflette sulle pratiche con strumenti concettuali sempre più affinati. Quello del docente è un lavoro ad ampio spettro. Le sue dimensioni sono definite da saperi (le competenze culturali e didattiche), valori (le responsabilità educative), riflessività (la consapevolezza professionale).

DATA 01/02/2017 15:12:34 - AUTORE Giuseppe

Le competenze didattiche comportano la focalizzazione sulla organizzazione della classe, sull’uso del tempo, sulle forme di raggruppamento dei ragazzi, sulle dinamiche relazionali, sugli stili comunicativi. L’insegnante dovrà padroneggiare le tecniche della trasmissione culturale, della comunicazione, della relazione educativa (da come si gestiscono i materiali didattici a come si lavora sul testo del manuale, a come si migliora il clima nella classe).

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